Joan Osborne

Joan Osborne

Quando nel 1995 il volto angelico dagli occhi azzurri e dai boccoli biondi di Joan Osborne compare con un lungo primo piano sui televisori di tutto il mondo durante le frequenti trasmissioni del videoclip del bellissimo brano "One Of Us", sono in molti a chiedersi chi sia quella affascinante apparizione dalla voce dolce ed incantevole. Pressoché sconosciuta alla grande maggioranza degli utenti consuetudinari del mercato discografico, nonostante sia già stata protagonista di due album, Joan Osborne nel 1995 diventa una star di prima grandezza nell'olimpo della scena musicale mondiale.
Esordiente nel 1991 con l'album "Soul Show", dopo anni di studi di cinematografia, Joan Osborne nel 1993 pubblica l'EP "Blue Millions Miles", che le permette, grazie alle sue eccellenti doti interpretative, di entrare in contatto con la major Mercury.
Il successo internazionale del 1995 grazie al singolo "One Of Us", riproposto in versione italiana dal cantautore Eugenio Finardi, raggiunge anche il relativo album "Relish", che contiene anche l'interessante "Man In The Long Black Coat", cover di Bob Dylan; quest'ultimo, colpito dalle qualità della cantante del Kentucky, la invita due anni dopo a collaborare insieme ad Al Kooper alla realizzazione di una versione di "Chimes Of Freedom", inserita nella colonna sonora di un serial televisivo.
Dopo il successivo album del 1997 "Early Recordings", Joan Osborne pubblica nel 2000, con la nuova casa discografica Interscope, il nuovo lavoro "Righteous Love"; preceduto dal singolo "Running Out Of Time", il disco si distingue per la consueta interpretazione di successo della bella cantante americana, la cui voce percorre canzoni che spaziano tra il blues-rock e il soul con qualche escursione nel R&B.
Nel 1999 Joan Osborne è protagonista della fondazione della rivista on-line "Heroine", che, secondo l'intento dell'artista, racconta storie di vita di donne straordinarie.