Joe Satriani

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Joe Satriani

L'alieno della chitarra.
Joe Satriani nasce il 15 luglio 1956 a Westbury (stato di New York) e incontra la chitarra a 14 anni, ispirato dal nume Jimi Hendrix. L'apprendimento è rapidissimo e lo porta in breve alla padronanza dello strumento; già un anno dopo inizia a insegnare chitarra: tra i molti suoi studenti, forma prima Steve Vai e in seguito, dopo essersi trasferito a Berkeley nel 1978, altri nomi noti come Kirk Hammett (Metallica), Larry LaLonde (Primus), David Bryson (Counting Crows), Alex Skolnick (Testament) e Charlie Hunter.
All'inizio degli anni Ottanta intraprende la vera carriera da musicista, prima suonando con Greg Kihn, poi da solista con l'omonimo EP di debutto, autofinanziato e pubblicato nel 1984. La svolta arriva grazie all'amico Steve Vai, che dopo aver raggiunto la fama come chitarrista di David Lee Roth nel 1986, inizia a spingere perché il mondo del rock si interessi al suo maestro. Tempismo perfetto: Satriani proprio nel 1986 pubblica "Not Of This Earth", che rivela il suo valore, e il resto lo fa il fenomenale "Surfing With The Alien" del 1987, album strumentale che vende benissimo e consacra Satriani come uno dei migliori chitarristi in circolazione, per talento virtuosistico e compositivo. Mick Jagger lo vuole con sé nel suo primo tour senza i Rolling Stones.
Nel 1988 esce l'EP "Dreaming #11" e l'anno seguente il terzo disco, "Flying In A Blue Dream", nel quale Satch (questo è il suo soprannome) mostra anche le sue doti di cantante; il pezzo "One Big Rush" finisce nella colonna sonora di "Say Anything" ("Non Per Soldi... Ma Per Amore") di Cameron Crowe. All'inizio degli anni Novanta Satriani crea la sua linea di chitarre Ibanez, il modello JS Joe Satriani. Nel 1992 torna con il nuovo "The Extremist", un anno dopo invece pubblica il doppio "Time Machine", che raccoglie tracce inedite insieme ad altro materiale assortito.
Nel 1994 sostituisce il dimissionario Ritchie Blackmore nel tour dei Deep Purple, che gli propongono di diventare membro fisso. Satriani ringrazia e torna alla carriera solista. La seconda metà del decennio conta ancora due album (l'omonimo del 1995 e "Crystal Planet" del 1998) e la nascita del progetto G3 nel 1996: un appuntamento live annuale che coinvolge Satriani stesso, Steve Vai (quasi sempre) e uno/due altri fenomeni della chitarra, da Malmsteen a Michael Schenker. Il primo documento discografico della fortunata inziativa è "G3: Live In Concert" (1997).
Satriani stupisce tutti con il coraggioso, elettronico "Engines Of Creation" (2000), seguito da "Live In San Francisco" (2001), poi torna in studio per incidere "Strange Beautiful Music" (2002). Prolifico e costante, nel 2003 propone il disco-consuntivo "The Electric Joe Satriani: An Anthology" e nel 2004 sforna il nuovo "Is There Love in Space?", mentre gira il mondo con il G3 di turno (Vai e Robert Fripp).