Joe

Joe

Uno degli ultimi romantici cantastorie R&B.
Nato in Georgia, la famiglia di Joe Thomas si trasferisce subito a Opelika, in Alabama, dove ha la possibilità di mettere in mostra fin da giovanissimo le sue grandi doti canore: prima come membro del coro gospel nella chiesa dei suoi genitori e poi in una cover band R&B formata da sette membri.
I suoi ispiratori sono i grandi maestri del soul e del rythm and blues degli anni d'oro: per tutti gli anni della sua adolescenza Joe studia Stevie Wonder, Marvin Gaye e Bobby Brown affinando la capacità vocale e intanto coltiva con forza il suo sogno nel cassetto: sfondare nel mondo della musica. Dopo aver conseguito il diploma alla high school, compra un biglietto di sola andata per New York e finalmente si può gettare nella mischia.
Il tempo della gavetta nella Grande Mela è formativo: Joe trova lavoro in un negozio di musica gospel e continua la sua educazione frequentando una chiesa locale. La svolta nella sua carriera avviene quando incontra il produttore Vincent Herbert, grazie al quale incide una demo-tape di tre tracce.
Il passo da qui verso un contratto con la PolyGram è brevissimo e nel 1993 pubblica il suo album di debutto, “Everything”. Per il suo secondo disco, uscito nel 1997, “All That I Am”, Joe si trasferisce sotto l'ala protettrice della Jive Records. Il singolo “Don't Wanna Be A Player” arriva in Top 40 nella classifica americana grazie all'esposizione nella colonna sonora del film “Booty Call”. Mentre l'LP raggiunge lo status di disco di platino, Joe remixa un duetto fra Tina Turner e Barry White, “Never In Your Dreams”. Inoltre produce e scrive gli album di debutto di Ideal e Deja Groove. Nel 1999 Joe appare sul singolo di Mariah Carey, “Thank God I Found You” (tratto dall'album “Rainbow”) e ottiene un altro successo grazie ad un'ulteriore apparizione di un suo brano in una colonna sonora: questa volta è “I Wanna Know” tratta dal film “The Wood”.
Pubblicato come singolo nell'autunno successivo, “I Wanna Know” non riesce a far breccia nelle classifiche se non all'inizio del 2000 (a marzo è finalmente in Top 5), facendo così strada a un altro successo, “My Name Is Joe”, album uscito poco dopo.
Il disco gli vale la nomination a ben 2 Grammy Awards e alla stessa edizione viene candidato per i lavori come produttore ai dischi di Bebe Winans e Mariah Carey. Nel febbraio 2002 esce “Better Days”, l'album nato dalla collaborazione con i producer All Star e Babyface il cui titolo è anche un augurio di una nuova vita dopo gli avvenimenti dell'11 settembre 2001.
Pur non avendo raggiunto (almeno per ora) i successi stratosferici di alcuni colleghi più rinomati - leggi R. Kelly o Teddy Riley – Joe è riuscito nel tempo a ritagliarsi un nutrito seguito di fan e appassionati nostalgici della black music 'old style'. Joe infatti si contraddistingue per essere un performer R&B vecchio stampo, un gentiluomo interprete di canzoni dedicate alle donne e non - come spesso succede oggi - influenzato dal machismo proveniente dall'hip hop.