John Williams

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John Williams

Nessuno sembra conoscerlo, nessuno sa associare il suo nome a una faccia, ma le sue musiche sono scolpite nelle nostre menti. Accompagnano i momenti delle nostre giornate; creano visioni, emozioni, brividi. John Williams è uno dei più grandi compositori di colonne sonore di tutti i tempi. Uno che ha davvero influenzato i nostri sogni e il nostro modo di essere. Ad esempio:
  • dopo "Lo Squalo", nessuno si è più tuffato in mare di notte senza sentire quel 'tum-tum-tum-tum-tumtumtumtum'
  • cercare di comunicare con gli alieni è più facile da quando abbiamo scoperto le scale armoniose di "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo"
  • sognare di volare all'ombra della luna, magari in bicicletta, e con un extra-terrestre nel cestino portapacchi è diventato possibile e anche romantico, se accompagnato dalle ariose aperture d'archi di "E.T"
  • il mestiere di archeologo non apparirebbe così avventuroso senza quelle epiche avanzate sonore à la 'arrivano i nostri' di "Indiana Jones"
  • sconfiggere il Lato Oscuro della Forza e ristabilire la pace in un sistema stellare piagato dalle mire di un imperatore egoista e non avrebbe lo stesso significato, senza l'appoggio delle cavalcate spaziali di "Star Wars"
Il genio responsabile di questi indimenticabili momenti musicali e cinematografici, è John Williams, il maestro come viene chiamato (che Pavarotti non si offenda!) dai suoi collaboratori più illustri, da George Lucas e Steven Spielberg. E' lui il compositore e direttore d'orchestra che si è ritagliato un posto d'onore fra quei pochi eletti capaci di tradurre in maniera impeccabile il linguaggio delle immagini in linguaggio dei suoni. È lui che ha portato il compositore di colonne sonore allo status di superstar. E forse è anche lui l'essere umano che detiene il record di suonerie per cellulare tratte dai suoi 'movie score'.
Chissà se Williams si aspettava tutto questo successo, quando decise di dedicarsi agli studi musicali. Nato a New York nel 1932 e trasferitosi con la famiglia nella più calda Los Angeles nel 1948, John sente di dover seguire la carriera del padre Johnny, batterista jazz e membro originario del Raymond Scott Quintet. Si iscrive al corso di composizione musicale dell'UCLA e, privatamente, impara a suonare il piano da Bobby Van Eps: a diciannove anni compone il suo primo lavoro serio, una sonata per pianoforte, e poco più tardi si mette a lavorare – senza mai terminarlo – a un quintetto di fiati.
Nel 1954, terminato il servizio militare in aviazione, Williams torna nella Grande Mela per studiare pianoforte alla Juilliard University. Là lavora anche come pianista jazz, sia dal vivo che su disco e, privatamente, studia composizione con Arthur Olaf Anderson e Mario Castelnuovo-Tedesco. Ma è solo con il suo rientro a Los Angeles che dà inizio alla sua carriera nel cinema (il suo primo 'credit' appare su "Because They're Young", del 1960), lavorando con compositori quali Henry Mancini, Bernard Hermann, Alfred Newman e Franz Waxman.
Durante gli anni Sessanta, il suo esordio nelle composizioni per le serie TV (fra le tante: "M-Squad", "Time Tunnel", "Gilligan's Island" e "Lost In Space") lo porta a vincere due Emmy Awards (gli Oscar della televisione americana): uno per lo speciale TV della NBC "Heidi" (1968) e uno per "Jane Eyre" (noto per essere uno dei suoi score preferiti insieme a "Incontri Ravvicinati..."). Nel 1968 ottiene la sua prima nomination agli Academy Awards per il lavoro su "La Valle delle Bambole", ma è solo nel 1970 che riesce a vincere la preziosa statuetta con "Fiddler on the Roof". Che 'il ragazzo' abbia stoffa è innegabile.
L'incontro con Steven Spielberg è il momento di svolta, destinato a portarlo alla ribalta in tutto il mondo: l'allora giovane regista lo ingaggia per le musiche di "Sugarland Express". John accetta, non sapendo di quello che sarebbe successo poco più tardi: quella è 'LA' collaborazione d'oro che gli apre le porte delle mega-produzioni hollywoodiane. Tre anni dopo, sempre per Spielberg, compone le musiche per "Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo" (o, è il caso di dire, Spielberg gira "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo" intorno alle musiche di Williams) e poi viene la definitiva affermazione con le produzioni delle partiture per la (allora) trilogia di "Guerre Stellari" (il primo film della serie ideata da Lucas esce nel 1977). Il suo "Star Wars Theme" – a metà fra la marcia nuziale e la marcia militare - sarà destinato a diventare un tormentone e un filo conduttore per le intricate vicende che si svolgono in quella galassia lontana lontana che tutti sulla Terra conoscono. Il successo assicura a Williams la piena collaborazione con Lucas anche per i prequel "La Minaccia Fantasma" (1999) e "L'Attacco Dei Cloni" (2002). La colonna sonora di quello che oggi conosciamo come l'Episodio IV dell'epica saga segna un vero e proprio record di vendite per un album strumentale. Ovvero: quando la musica classica diventa pop.
Arrivano quindi le musiche per gli altri capolavori dei due enfants terribles di Hollywood: "E.T.", "Lo Squalo", la trilogia di "Indiana Jones". Tutto questo mentre, nel gennaio 1980, John Williams viene nominato Direttore della Boston Pops Orchestra, fondata nel 1885. Da quell'incarico si ritirerà tredici anni più tardi, assumendo il titolo di Boston Pops Laureate Conductor. Il suo primo concerto con i Pops, alla Carnegie Hall di NYC nel gennaio 1980, viene osannato dai critici, che dimostrano di aver accettato pienamente Williams come degno successore di Arthur Fielder. E' durante la sua permanenza con i Pops che esce "Music Of The Night", una raccolta di pezzi da musical classici e contemporanei (1990); "I Love Parade", un disco di marce; "Joy To The World", un disco natalizio; "Tribute To Spielberg", un album con le musiche per i film del regista; "Unforgettable", dedicato a George Gershwin, Cole Porter, Richard Rogers e Jerome Kern e "Night And Day", omaggio a Frank Sinatra.
Dopo l'esperienza con i Pops, e ritornato alla sua originaria vocazione per i film, Williams non tralascia il suo passatempo: scrive concerti, molti dei quali realizzati per l'etichetta Sony Classical. Intanto il suo lavoro con la London Symphony Orchestra (colonna portante delle musiche di "Guerre Stellari") si allarga a "Five Sacred Trees" (1997), un album di musica orchestrale contemporanea la cui title-track è un concerto per fagotto e orchestra.
Come direttore d'orchestra e pianista, collabora con Joshua Bell nel 1998 in "Gershwin Fantasy" (candidato ai Grammys). In occasione delle Olimpiadi Invernali di Salt Lake City del 2002, compone l'Inno Ufficiale dell'evento sportivo, che insieme ad altri sei inediti – fra cui "The Mission", usato come sigla d'apertura dal telegiornale del network americano NBC – è contenuto nell'album "American Journey". Per il violoncellista Yo-Yo Ma scrive il "Concerto Per Violoncello e Orchestra", musicato dalla British Symphony Orchestra.
È innegabile, comunque, che il suo nome risplenda soprattutto per le associazioni con lo scintillante mondo di Hollywood. Williams riesce a comporre e dirigere le musiche per un'ottantina di film: oltre a quelli citati sopra ricordiamo "Salvate Il Soldato Ryan", "Sette Anni in Tibet", "Sleepers", "Jurassic Park", "JFK", "Schindler's List" (che gli vale un Oscar e un Grammy).
Nel 2000, a piena celebrazione del suo talento nel saper fare di vista e udito un tutt'uno, esce "The Ultimate Edition Star Wars", l'edizione definitiva della registrazione originaria della colonna sonora di "Star Wars Episodio 1: La Minaccia Fantasma". Con 65 brani e più di 120 minuti di musica, il disco contiene tutta la partitura scritta da Williams nella corretta sequenza drammatica, con quasi un'ora di musica che non appare nella prima versione della colonna sonora, pubblicata l'anno precedente.
Sue sono anche le musiche che accompagnano l'oscuro futuro robotico e senza sentimenti di "A.I. – Intelligenza Artificiale" (di Spielberg-Kubrick) e l'esilarante viaggio nella fantasia infantile di "Harry Potter" (per questi due film riceve due nomination agli Oscar 2002, cerimonia durante la quale dirige l'orchestra).
Una mente in continuo movimento, nel 2002 Williams ritorna a far coppia con Lucas per "Star Wars Ep. II: L'Attacco dei Cloni" e con Spielberg, per il quale scrive la colonna sonora per "Minority Report" (con Tom Cruise) e per "Catch Me If You Can" (con Tom Hanks e Leonardo di Caprio). Per il 2003 spera di completare la stesura di un concerto per corno inglese (suonato da Dale Clevenger) e ha in progetto di comporre un lavoro per la Los Angeles Philarmonic Orchestra, in commemorazione della loro nuova venue per concerti, la Disney Hall (la cui apertura al pubblico è prevista nell'autunno 2003). Alcune voci insistenti lo vorrebbero creatore di un'opera per la stagione 2004-2005 alla Los Angeles Opera di Placido Domingo, ma niente è confermato.
John Williams in tutto può vantare una collezione di statuette che sicuramente richiede più di un semplice camino per essere ospitata: 5 Oscar, 17 Grammy, 3 Golden Globe, 2 Emmy e 5 BAFTA Awards (riconoscimento dell'accademia britannica delle arti cinematografiche e televisive).
Una carriera all'insegna dell'interpretazione delle frequenze ottiche tramite il propagarsi delle onde sonore: se al cinema sognamo, è anche grazie a lui.