Joss Stone

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Joss Stone

La grande speranza bianca.
Bionda e bellissima, basta ascoltare per pochi secondi la sua voce intensa e profonda per capire perché Joss Stone venga considerata una delle più brave interpreti della musica soul mondiale.
Joscelyn Eve Stoker, terza di quattro fratelli, nasce l'11 aprile 1987 a Dover, in Inghilterra, e all'età di otto anni si trasferisce ad Ashill, tra pecore e verdi pascoli in piena campagna. L'intuizione di un futuro luminoso arriva con la scoperta delle grandi voci femminili contemporanee, da un greatest hits di Aretha Franklin, il primo disco acquistato da Joscelyn, alla folgorazione di "I Will Always Love You" di Whitney Houston.
L'occasione per il debutto si presenta sotto forma di "Reet Petite" di Jackie Wilson in uno spettacolo organizzato dalla scuola e nel 2001 arrivano i provini per il programma Star For A Night della BBC. Joscelyn ha solo 14 anni e una fila enorme di talentuosi candidati davanti a sé, ma bastano le interpretazioni di "A Natural Woman" e "It's Not Right But It's Okay" per aggiudicarsi la vittoria.
In TV le impongono di eseguire "On The Radio" di Donna Summer, un brano che la mette a disagio, ma che comunque serve per trampolino di lancio per un'audizione, nel 2001, presso la S-Curve Records. L'audizione si svolge a New York, dove Joss Stone - nome d'arte scelto con la madre-manager e più glamour di Joscelyn, – sfodera la sua voce su classici soul di Otis Redding, di Gladys Knight & Pips e ovviamente di Aretha Franklin. Greenberg, boss fondatore dell'etichetta, ascolta, si entusiasma e mette subito in moto la macchina discografica. Prima affida Joss all'insegnamento di Betty Wright, mito anni Settanta della scena soul di Miami, poi assembla un dream team di vecchie glorie da affiancarle: Timmy Thomas all'organo, Willie 'Little Beaver' Hale alla chitarra, Benny Latimore al pianoforte.
Nella primavera del 2003 tutto è pronto per registrare presso The Hit Factory/Criteria Studios di Miami, quattro giorni live alla vecchia maniera, mentre "Fell In Love With A Boy" dei White Stripes viene invece incisa a Philadelphia con i The Roots. "The Soul Sessions" è pubblicato a settembre e scatena un turbinio intorno all'artista, soprattutto negli States. Joss viene invitata alla Casa Bianca per due volte, incontra musicisti famosi come Ziggy Marley, Angie Stone, India Arie e attira l'attenzione di Lenny Kravitz e Tom Cruise.
Durante il tour promozionale, Joss si esibisce dal vivo in locali mitici come il Joe's Pub di New York e il Troubadour di Los Angeles, suona di spalla ai Simply Red, il suo viso spunta sul magazine People compare in televisione ad alcuni show, tra cui il celebre Late Show di Dave Letterman.
L'album esce in Europa all'inizio del 2004, insieme al singolo "Fell In Love With A Boy" e con il successo arrivano fior di compensi da contratti, merchandising, cd e concerti. In pochi mesi "The Soul Sessions" vende 2 milioni di copie arrivando a sfondare anche negli Usa, dove guadagna lo status di disco d'oro (oltre 675.000 copie). Arrivano anche i primi guai: Joss ha un violento scontro con mamma e papà riguardo lo sfruttamento del suo patrimonio personale, controllato dai genitori fino al compimento del venticinquesimo anno d'età da parte della diva in erba. Liti familiari che non passano inosservate e che ovviamente scatenano la curiosità della stampa scandalistica britannica. Ma sono inezie in confronto alla fama che l'attende: Joss riesce a far abbassare il limite della discordia di qualche anno e subito dopo pubblica un secondo album, stavolta di inediti, composti di suo pugno e in collaborazione con altri artisti. Il disco - anticipato dal singolo "You Had Me" - s'intitola "Mind, Body And Soul" e, forte del motto 'squadra che vince non si cambia', annovera nei credits un team quasi identico al disco d'esordio con Mike Mangini e Betty Wright alla produzione e lo stellare trio di veterani del soul agli strumenti. Tutti a fare da contorno a lei e alla sua voce che risuona per 15 tracce sempre più potente ed espressiva.
Il 2007 è un altro anno importante per Joss Stone: subito dopo una partecipazione al 57° Festival di Sanremo, ritorna a marzo con un terzo disco, "Introducing Joss Stone", prova della maturità che viene preceduta dal singolo "Tell Me 'Bout It". L'album è una miscela di r&b classico e vintage soul prodotto dalle mani sapienti di "Raphael Saadiq" e vanta almeno due collaborazioni eccellenti: "Tell Me What We're Going To Do" con Common, uno dei rapper più intellettuali e rispettati degli Stati Uniti, e "Music" al fianco della strepitosa Lauryn Hill".