Kansas

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I bisonti del rock. Progressivi, melodici, spesso un passo avanti agli altri, i Kansas portano cucita sulla pelle una leggenda fatta di concerti magistrali, rock d'annata, separazioni e ripartenze.
La genesi del gruppo è abbastanza contorta: siamo a Topeka, in Kansas, verso la fine degli anni Sessanta, quando il chitarrista Kerry Livgren, il cantante Lynn Meredith, il sassofonista Larry Baker e i tastieristi Don Montre e Dan Wright assoldano nella loro band di progressive rock (già nota primo come The Reason Why e poi come Saratoga) Dave Hope (basso) e Philip Earth (batteria). Battezzano il combo Kansas e suonano insieme due anni, 1970 e 1971, prima di dividersi. Nella storiografia del gruppo la formazione così composta è nota come Kansas I. Poi le cose si complicano.
Ehart, Hope e Baker lasciano la band sostituiti da Zeke Lowe (batteria), Rod Mokinski (basso) e John Bolton al sassofono. La nuova formazione si fa ricordare per un cambio di batterista (Brad Schulz rimpiazza Lowe), si scioglie nel 1973 e passa alla storia come Kansas II. Torneranno utili più avanti.
Nel frattempo Ehart e Hope non se ne stanno con le mani in mano e fondano i White Clover, con Robby Steinhardt (violino e voce), Steve Walsh (tastiere e voce) e Rich Williams (chitarra). Nel 1973 reclutano Livgren dai Kansas II (ed questa in effetti la causa dello scioglimento dell'altra band) e si appropriano del monicker Kansas (che arriva alla terza e quasi definitiva incarnazione).
Smaltita la confusione iniziale, il gruppo può iniziare la sua carriera discografica. Nel 1973 registra un demo che ottiene buoni riscontri e, mentre i Kansas suonano in giro per l'East Coast, centra il bersaglio grosso: Don Kirshner si fa sotto e scrittura il gruppo per la sua etichetta. Nell'album di debutto, "Kansas" (1974), chitarre, tastiere e l'onnipresente violino di Steinhardt creano una fusione raffinata di boogie-rock americano, arrangiamenti sinfonici e cambi di tempo sperimentali. I sei musicisti sembrano mettersi in scia a gente come Emerson, Lake And Palmer e in prima fila nella scena progressive statunitense, guadagnandosi da subito una certa notorietà.
I due album successivi, "Song For America" (1974) e "Masque" (1975) tengono alto il nome dei Kansas, che nel frattempo diventano delle macchine da concerto, in grado di riempire arene e vengono chiamati a fare da headliner a numerosi festival. Il primo singolo scala classifiche,"Carry On Wayward Son", la band lo piazza però solo al quarto album, "Leftoverture" (1976). La canzone allarga il pubblico della band e spiana la strada alla sua vera monster hit.
Nel 1977 esce "Point Of Kown Return", album magistrale di progressive melodico vecchio stile che consegna al mondo la leggendaria "Dust In The Wind", singolo sbanca tutto che entra nelle rotazioni radiofoniche delle stazioni AOR e non ne esce più. I Kansas sono ormai delle rock star di primo piano e cavalcano il successo con un live, "Two For The Show" (1978), e un altro LP da Top Ten, "Monolith" (1979).
I testi delle canzoni dell'album danno le prime avvisaglie della svolta imminente, imperniandosi tutte sullo spiritualismo, tra cristianesimo e new-age, del Libro Di Uratia. Il fervore religioso, l'anno dopo, mina la band: Livgren e Hope diventano cristiani rinati, costruendo attorno alla loro ritrovata fede tutto l'impianto di "Audio-Vision" (1980).
Walsh, dal canto suo, non gradisce la strada presa dai Kansas, si sente un pesce fuor d'acqua e abbandona per andare a fondare gli Streets. A rimpiazzarlo dietro al microfono entra John Elefante, anche lui cristiano convinto, che coinvolge nell'impresa il fratello Dino nel ruolo di produttore del gruppo.
Il primo album col nuovo cantante, "Vinyl Confession" (1982), ottiene comunque un buon successo trainato dal singolo "Play The Game Tonight" e piace soprattutto ai cristiani evangelici, che accorrono in massa ai concerti dei Kansas. Durante le registrazioni di "Drastic Measure" (1983), però, la situazione torna a farsi complicata.
I fratelli Elefante si mettono in cabina di regia, scrivono quasi tutto l'album e danno un taglio più commerciale alla musica, Livgren non si sente a suo agio e tiene da parte molte delle sue idee compositive in vista di tempi migliori. Uscito l'album, il chitarrista e il fidato Hope lasciano la band per fondare un nuovo gruppo, ancora più fortemente connotato di christian rock, gli AD.
I fratelli Elefante, Ehart e Williams tentano di portare avanti la baracca e pubblicano "The Best Of Kansas", ma è presto evidente a tutti: era Livgrave il cuore artistico della band. Dopo qualche concerto, con buona pace dei fan i Kansas vengono dichiarati sciolti.
Ma non è ancora finita: nel 1986 Ehart, Williams e Walsh rimettono i piedi il gruppo con Billy Greer al basso e Steve Morse alla chitarra e a occuparsi del violino dal vivo."Power" (1986) è un buon disco di comeback, manda il singolo "All I Wanted" nella Top 20. L'ennesima reincarnazione del Kansas sembra ben avviata, torna in studio e nel 1988 pubblica "In The Spirit Of Things", album amato dai fan ma snobbato al botteghino. Incassato il passo falso, Morse lascia la band alla fine del tour promozionale.
All'inizio degli anni novanta i cambi di linu-up tornano a farsi frenetici: un promoter tedesco chiama i Kansas III (eccetto Steinhardt) per una tournée, Hope molla quasi subito, Livgren lo segue a ruota, Morse rientra e riesce, David Ragsdale riporta un violino fisso nella band nel 1991. Nel 1992 c'è finalmente una formazione stabile con Ehart, Greer, Ragsdale, Robert, Walsh e Williams, destinata a durare fino al 1997. In mezzo due album, "Live At The Whisky" (1992) e "Freaks Of Nature" (1995), molto amati dai fan nostalgici ma di scarso successo commerciale.
Nel 1997 Robert e Ragsdale lasciano i Kansas, e c'è l'atteso ritorno di Robby Steinhardt al violino. Esce "Always Never The Same" (1997), registrato con un'orchestra di sei musicisti, che non riesce però - così come il suo successore "Somewhere To Elsewhere" (2000)- a rinverdire i fasti degli anni Settanta, almeno non a livello di vendite.
Nel 2002 c'è una reunion parallela dei Kansas II, che per evitare confusione e problemi legali prende il nome di Proto-Kaw, che porta avanti l'eredità di un gruppo entrato a pieno diritto nella storia della musica.
Spesso in tour coi Proto-Kaw, i Kansas sono ancora on the road nel 2006, nonostante qualche slittamento di date dovuto all'ennesimo abbandono di Steinhardt e il ritorno nei ranghi di David Ragsdale.