Kenna

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Kenna

Electro pop, con stile.
L'esordio discografico di Kenna, nel 2003, sembra un mezzo miracolo e altrettanto dicasi per il sequel. Per fortuna alla faticosa gestazione corrisponde l'entusiasmo della critica.
Un passo indietro nel tempo.
Tutto comincia ad Addis Abeba, capitale dell'Etiopia, luogo di nascita di Kenna Zemedkun e posto in cui trascorre i suoi primi tre anni di vita. Niente rose e fiori, però: i genitori fuggono prima in Inghilterra poi negli Stati Uniti a causa della persecuzione del governo locale, e così Kenna resta in Etiopia col nonno. Raggiunti papà e mamma a Cincinnati, si trasferisce con loro a Virginia Beach e qui trova una casa stabile.
Non solo: trova anche un amico che gli fa ascoltare "The Joshua Tree" degli U2 (1987), disco che lo influenza grandemente e che lo spinge ad abbracciare gli studi di canto e pianoforte. Sono anni in cui ascolta a ciclo continuo gente come Stevie Wonder, Marvin Gaye, Cure e Duran Duran.
Il passo successivo verso la musica come lavoro arriva grazie a un compagno d'università. Il suo nome è Chad Hugo (produttore e futuro membro dei Neptunes e dei N.E.R.D.). La loro collaborazione porta a un demo e al singolo "Hell Bent", che gli procura parecchia attenzione nel giro underground.
Da qui al disco d'esordio, però, cominciano le difficoltà.
Il demo gira un po' di case discografiche e alla fine giunge in mano a Fred Durst dei Limp Bizkit. Lui ha appena fondato l'etichetta Flawless (sussidiaria di Geffen/Intersope) e decide di sostenere Kenna facendogli incidere il suo primo album, "New Sacred Cow".
Poi però Interscope si rifiuta di distribuirlo soprattutto perché è difficilissimo da etichettare, sospeso com'è fra l'underground e il mainstream, costantemente a cavallo di synth pop, punk rock, hip hop ed elettronica. Finisce che non se ne fa nulla fino a quando Kenna non convince Columbia a sostenere l'uscita del disco. È il mese di giugno del 2003.
La reazione del pubblico e della critica è incoraggiante e così c'è modo di tornare in sala d'incisione per lavorare al nuovo album, "Make Sure They See My Face". Quasi tutti i brani sono pronti entro il 2005, ma prima di vederlo nei negozi USA bisogna aspettare ottobre del 2007, fra cambi di etichetta e continui ritardi nella promozione (e dire che vi collaborano due pezzi grossi come Chad Hugo e Pharrell Williams).
I fan statunitensi hanno modo di ingannare l'attesa grazie all'EP "Black Goodbye Ride" (2006) e grazie ad alcune collaborazioni sparse (compresa l'esibizione per il Live Earth, in New Jersey, a luglio del 2007). I fan italiani devono aspettare il 2008, quando "Make Sure They See My Face" esce anticipato dal singolo "Say Goodbye To Love".