Killing Joke

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Killing Joke

Il ghigno omicida.
I Killing Joke si formano nel tardo 1978, quando il tastierista e vocalist Jaz Coleman (classe 1960) e il formidabile batterista 'Big' Paul Ferguson (classe 1958) escono dalla Matt Stagger Band – ma la presenza di Coleman è stata fugace - per formare un gruppo in proprio. Completano la formazione il chitarrista Geordie (all'anagrafe Kenneth Walker) e il bassista Martin 'Youth' Glover.
I Killing Joke registrano il loro primo EP "Turn To Red" con i soldi prestati dalla ragazza di Coleman, ma fanno subito centro conquistando John Peel, che li invita per una session del suo programma in BBC: alla fine del 1979 la band è sotto contratto per la Island Records e fonda la sua etichetta, la Malicious Damage (che a breve passa sotto la EG). Alcune tournée con i Ruts e i Joy Division fanno conoscere il gruppo, che nel 1979 pubblica i singoli "Requiem" e "Wardance": due oggetti mostruosi e alieni.
Nel 1980 i Killing Joke incidono il loro primo LP omonimo. Il terrificante "What's This For" esce nel 1981, ironica e parossistica affermazione che l'era dell'uomo razionale sta per finire. La prima vera consacrazione della creatura di Coleman avviene nel 1982 con l'album "Revelations" e con un brano efficace come "Empire Song".
I Killing Joke sono alienanti e marziali, usano l'elettronica come artiglieria metal fondendola con il punk e sparano bordate iconoclaste: ad esempio, durante i concerti espongono un poster raffigurante il Papa che benedice un esercito nazista. Glasgow bandisce il gruppo, l'Inghilterra si scanna dibattendo sui suoi osceni pargoli e intanto i Killing Joke seducono masse di fan, egualmente composte di punk, metallari e gente da club (pezzi come "Follow The Leader" sono durissimi e insieme dannatamente ballabili).
L'Apocalisse incombe nei droni e nelle percussioni primordiali dei KJ; Coleman è realmente ossessionato dalla dimensione dell'occulto, a tal punto da decidere, in vista dell'imminente apocalisse, di scappare in Islanda con Geordie, venendo presto raggiunto anche da Youth. Qui i due collaboreranno con vari gruppi, tra cui i Theyr, la prima incarnazione dei Sugarcubes. La fine del mondo, in effetti, non arriva. Youth ritorna in Inghilterra e fonda i Brilliant con Ferguson, il quale poi decide di partire per l'Islanda dopo aver reclutato un nuovo bassista, Paul 'Raven' Vincent.
Dopo un breve periodo di attività sull'isola remota, convinto anche Coleman che la fine del mondo forse ritarderà, i quattro rientrano nel mondo civilizzato, mettono a ferro fuoco l'Europa e gli Stati Uniti con i loro concerti (registrati nel 10 pollici "Ha, Killing Joke Live") e incidono "Fire Dances" (1983), lavoro più accessibile, nell'artwork del quale compare per la prima volta una foto della band, finora cultrice dell'anonimato.
In piena fase di ridefinizione del look e delle traiettorie artistiche, i Killing Joke pubblicano alcuni singoli ("Eighties" svetta su tutti) tra il 1983 e il 1984, seguiti dal disco "Nighttime", registrato a Berlino; il pezzo "Love Like Blood" li riporta nei club europei e americani. Tuttavia, durante la seconda metà degli anni ottanta i Killing Joke prendono una china discendente e, mentre i migliori seguaci (i Ministry – poi ci saranno i Nine Inch Nails) portano l'ossessione electro-metal a più alte forme di evoluzione, loro continuano a realizzare album (lo stesso "Nighttime" e "Brighter Than A Thousands Suns" del 1986) incapaci di riscuotere l'attenzione ricevuta precedentemente.
"Outside The Gate" (1988) ammazza la band. Pubblicato quasi a forza dalla casa discografica, fa una comparsa fugace sul mercato e poi si inabissa, trascinando nel fallimento anche i suoi autori, che perdono credibilità e fiumi di denaro, risucchiati dalla causa legale contro la label. I Killing Joke si ripresentano in sordina un anno dopo, senza contratto, con un breve e squattrinato tour in America.
Finalmente nel 1990 firmano per la Noise Entertainment e tornano a incidere, con il nuovo batterista Martin Atkins, ex-PiL. Sorpresa: "Extremities, Dirt, & Various Repressed Emotions" (1990) è un rigurgito di disperazione, rabbia e invettive sarcastiche, tutti ingredienti che spesso fanno un grande disco e in effetti i maestri sono in piena forma. E in pieno delirio.
Dura poco, visto che Coleman e Atkins (che devia sul progetto Muder Inc, coinvolgendo gli altri KJ presenti e passati) si sbranano, e inizia un nuovo lungo periodo di silenzio. Coleman si trasferisce in Nuova Zelanda e si dedica alla musica egiziana e alla musica sinfonica, Geordie si sposa, Raven entra nei grandissimi (e ignorati) Prong, Atkins crea i Pigface, Youth fonda etichette e si afferma come produttore.
Passano quattro anni e Coleman, Geordie e Youth emergono dallo Stige con il macigno "Pandemonium" (1994), l'urlo di un demone millennario e metallaro. Il resto dell'anno e parte del 1995 trascorrono in tour. Nel 1996 i Killing Joke pubblicano "Democracy", discreto ma non glorioso. Si spegne l'eco della risata e cala ancora il silenzio, ancora ognuno per la sua strada, ancora musica sinfonica (Coleman è musicista apprezzatissimo, in questo campo), ancora progetti solisti.
2003: quasi a sopresa, i Killing Joke vomitano la furia micidiale di un nuovo disco omonimo, prodotto da Andy Gill (Gang Of Four, Red Hot Chili Peppers) e con Dave Grohl alla batteria. I Killing Joke sono tornati, perchè sono ancora affamati e il mondo ha bisogno di loro, dice Coleman. Tutto vero.