KRS-One

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KRS-One

Signore signori, ecco a voi Mr. Hip-Hop.
Krs-One è uno dei numi tutelari del rap e della cultura hip hop. Nessuno come il maestro di cerimonie del South Bronx concilia consapevolezza e determinazione: lui è il rapper che dice sempre la verità, colui che porta messaggi positivi senza edulcorare la realtà anzi, sbattendotela in faccia con furia intransigente. Nativo di South Bronx, KRS-One è stato testimone e protagonista di questo movimento fin dalle origini, a cavallo tra anni settanta e ottanta: da ragazzino ha partecipato ai block party che nascevano spontanei nei giardini e agli angoli delle strade, ha sentito i DJ mandare in loop in primi campionamenti, ha visto nascere i bboy, ha sentito dal vivo DJ Kool Herc e il suo mostruoso impianto. E quando KRS-One è entrato nel rapgame in prima persona l'ha cambiato per sempre tanto che ancora oggi, quando si pensa ai personaggi più carismatici di questo ambiente, il nome dell'MC è uno dei primi a venire fuori.
Lawrence Krisna Parker nasce a New York nel 1965. A 13 anni abbandona il precario tetto familiare e la scuola e comincia a vivere secondo le leggi della strada, ma sempre ascoltando musica e interessandosi anche a letture colte e impegnate, dalla filosofia alla religione, che trova nelle biblioteche della città. Fin da giovanissimo realizza che il rap sarà tutta la sua vita. In un rifugio per homeless, dove gli affibbiano il nickname Krisna, Lawrence conosce Scott Sterling, poi noto al mondo come DJ Scott La Rock, e con lui fonda i Boogie Down Productions, un collettivo fortemente radicato al ghetto e alla musica di strada (Boogie Down in gergo è il Bronx). Il primo album, "Criminal Minded", arriva nel 1987 per l'etichetta indipendente B-Boy, ed è un compendio del sound minimalista del Bronx del periodo con rime ridotte all'osso, anthem, breakbeat e scratch sparati ovunque. Il loro successo è immediato. In questo periodo una manciata di crew domina la scena della Grande Mela: a Brooklyn c'è Big Daddy Kane, a Long Island c'è il rap militante dei Public Enemy, nel Queens fanno furore Eric B. & Rakim e Run DMC. Ma nel Bronx, la piazza più calda di tutte, i nuovi re sono proprio i BDP. Ma il primo rap di Parker è ancora grezzo nei contenuti, troppo influenzato da un eccessivo culto per l'edonismo, per lo stile gangsta e il bling bling e non esente da violenti dissing indirizzati ai colleghi-rivali. Di lì a poco le cose cambieranno e nel modo peggiore. La Rock, intervenuto a sedare una lite tra gang, viene ucciso da una pallottola e questa tragedia trascina Parker in una crisi profonda dal quale il rapper rinasce come KRS-One, cambiato e motivato come non mai. Anche se nel suo stile rimarrà sempre una certa estetica delle violenza, da questo punto in avanti KRS-One (acronimo di Knowledge Rules Supreme Over Nearly Everyone) allarga la sua visione del mondo, l'hip hop diventa per lui uno strumento a fin di bene e il microfono un modo per lanciare messaggi precisi.
Ecco così che nel sequel "By All Means Necessary" l'MC mette da parte i dissing in corso con Marley Marl, MC Shan e altri e alza i toni del discorso. KRS capisce che l'unica arma che può fare una qualche differenza non è un fucile a pompa ma la lucida consapevolezza della propria condizione nella società e il nuovo modello di riferimento diviene Malcolm X, ripreso anche nel titolo con quel "con ogni mezzo necessario" con cui il leader afroamericano esortava i neri a riprendersi il proprio posto nella storia. L'album, senza dubbio il capolavoro dei BDP, ha l'unico difetto di uscire in contemporanea proprio a "It Takes A Nation Of Millions To Hold Us Back" dei Public Enemy, probabilmente il miglior disco rap di tutti i tempi, e per questo motivo non riceve l'attenzione mediatica che avrebbe meritato. La playlist è di 10 brani pesanti come macigni e il tappeto sonoro, orfano di La Rock, viene curato dallo stesso KRS-One, che riesce a fare un ottimo lavoro proponendo un sound analogo a quello del disco precedente. Ma sono i testi a fare la differenza, con la rappata puntuale e inarrestabile di KRS mai fine a se stessa ma sempre scandita in funzione del messaggio, dalla programmatica "My Philosophy" all'educativa "Stop The Violence", dalla censurata "Illegal Business" (che si scaglia contro il governo) a "Ya Slipping", il primo singolo, che campiona "Smoke On The Water" e spinge l'album verso le 700.000 copie vendute. Le produzioni 'educative' Boogie Down continuano con "Ghetto Music" e "Edutainment", due dischi d'oro che contribuiscono a diffondere il pensiero di KRS-One, ormai noto nell'ambiente col significativo nickname 'The Teacher'. L'ultimo album a nome Boogie Down viene pubblicato nel 1992 col titolo "Sex And Violence", un disco fortemente influenzato come non mai da rock e reggae. Gli album successivi, sempre pubblicato per Jive, saranno tutti firmati KRS-One, da "Return Of Da Boom Rap" all'omonimo "KRS-One", fino a "I Got Next", del 1997, lavoro in cui spicca l'anomala collaborazione con l'anglosassone Goldie, re della drum'n'bass. Negli anni novanta KRS-One collabora di continuo ai dischi di altri artisti, dalla band metal Crazy Town ai Public Enemy.
Dopo il 2000 KRS-One continua instancabile la sua carriera live e in studio con nuovi album, singoli, videoclip e featuring ma il suo nome verrà ricordato anche per un altro motivo. KRS-One ha fondato - con la collaborazione di Afrika Bambaataa, DJ Kool Herc e Grandmaster Flash - The Temple Of Hip Hop, un'organizzazione culturale che organizza concerti e conserva intatte le radici dell'hip hop, che sarebbe costituito da 9 elementi: le quattro artiu tradizionali (MCing, DJing, Bboying e Writing), beatboxing, moda streetstyle, slang, street knowledge e street entreprenualism (intraprendenza).