Ladytron

Ladytron
  • New Wave, Dream Pop, Post-Punk, Club/Dance, Indie Rock, Indie Electronic, Post-Rock/Experimental, Electronica, Alternative/Indie
  • Electroretrò. Alfieri del più oscuro revival anni Ottanta, quello che guarda non solo a Kraftwerk, ma [... altro]

Electroretrò.
Alfieri del più oscuro revival anni Ottanta, quello che guarda non solo a Kraftwerk, ma anche a Human League, New Order e Gary Numan, i Ladytron sono un quartetto che solo per caso si è incontrato e stabilito a Liverpool. Daniel Hunt e Reuben Wu decidono di fermarsi sulle rive del Mersey a metà del 1998, dopo aver fatto i DJ in Giappone e praticamente il giro del mondo, compreso un viaggio in treno in Bulgaria dove incontrano la vocalist Ira Aroyo.
Il cerchio si chiude con l'avvento di Helena Marnie, con cui i neonati Ladytron (a proposito, il nome è preso dall'omonimo pezzo nell'album di debutto dei Roxy Music di Bryan Ferry) cominciano a scrivere il loro singolo di debutto "He Took Her To A Movie" (la voce però è quella di Lisa Eriksson dei Techno Squirrels): un mix di chitarre e batteria tradizionali, vecchi campionatori anni Ottanta, qualche gingillo elettronico d'avanguardia con tanto di nome per non confonderli prima di mettersi a suonare, e 50 sterline di investimento: tanto basta per far impazzire la critica specializzata del Regno Unito, che si lancia in lodi e metafore come non se ne sentono da tempo.
Le date europee si accumulano e solo nell'estate del 2000 i Ladytron pubblicano il loro primo EP "Commodore Rock" con altrettanto clamore di critica e questa volta anche di pubblico.
L'anno successivo è quello di "604" che scatena un inferno di sintetizzatori vintage e tagli di capelli asimmetrici, ma è con il successivo "Light & Magic" e la sua hit di culto "Seventeen" che il dancefloor si infiamma veramente: 12 mesi in tour, in ogni parte del mondo, prima di tornare a casa e rimettersi al lavoro su un nuovo album. Ma intanto la loro label è implosa e i Ladytron rimangono appesi alle notizie che giungono dalle due coste dell'Atlantico: ne approfittano per viaggiare di nuovo, per scrivere i pezzi, e quando firmano per la Island Record hanno praticamente già pronto il materiale per "Witching Hour" (2005): è il terzo disco, quello che di solito decide se una band ha la forza per andare avanti, e i Ladytron sfornano una sfolgorante pietra miliare dell'electroclash.
La band è in giro per il mondo per promuovere il suo disco e nel 2006 esce "Extended Play" un doppio EP che contiene remix inediti, qualche b-side e 35 minuti di video. Dopo aver aperto le date europee del tour dei Nine Inch Nails, la band si mette al lavoro per il suo nuovo disco che vede la collaborazione di Alessandro Cortini (Nine Inch Nails) e Vicarious Bliss (Justice, DJ Mehdi). "Velocifero" arriva sugli scaffali dei negozi a giugno del 2008 ed è la prima uscita del gruppo per la label Nettwerk. L'elettrorock dei Ladytron infiamma i palchi di Europa e Nord America per tutto l'anno consacrandoli definitivamente come uno dei gruppi che ha reinventato un genere.