Lamya

Lamya
  • R&B, Urban, Contemporary R&B
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Nella musica di Lamya si fondono mondi lontanissimi: la cantante nasce in Kenya nel 1974 da una famiglia originaria dell'Oman, studia in Inghilterra (a Sheffield) e poi in Egitto. Si trasferisce a New York dopo aver visto un'intervista di Madonna (la sua musa, una vera illuminazione), ma per una ragazza – anche dotata di talento non comune – sfondare nella Grande Mela è un'impresa titanica. Lei, spaesata, non fa altro che girare da un club all'altro a proporsi candidamente ai dj: "Io canto!"
Comunque, le cose cominciano a muoversi: il debutto nel giro che conta avviene come vocalist dei Soul II Soul in "Vol. II: A New Decade" e "Vol. V: Believe". Lamya fa esperienza in tour per il mondo (ad esempio, passa on the road 2 anni con i Duran Duran), lavora con David Bowie, James Brown, ancora Duran Duran, Anjelique Kidjo e Cheb Mami.
Intanto Lamya affina la sua straordinaria voce, educata con studi da cantante lirica, e lavora su materiale proprio: all'inizio flirta con sonorità rock, poi declina un classico impianto pop con arrangiamenti sinuosi, archi, ritmi hip-hop e battiti dance, chitarre, sitar e percussioni slave. Un vero melting pot musicale, che rifluisce nel disco d'esordio solista, "Learning From Falling" (2002), costruito canzone per canzone sulle poesie scritte dalla stessa Lamya. Tra i coproduttori del disco ci sono Nellee Hooper (Soul II Soul, Massive Attack, Björk), David Kahne (Sublime) e Mark Ronson e Justin Stanley (Nikka Costa).
Non stupisce che, per un personaggio in fieri così stuzzicante e ricco di fascino, si scomodi anche un guru dei curatori d'immagine come Jean-Baptiste Mondino, uno che ha creato la Madonna di "Music" e ha messo la propria firma sugli artwork di Prince e Bjork. L'obiettivo? Fare di Lamya un'icona, non solo musicale.