Les Nubians

Les Nubians

Attenzione, rielaborazione, ritmo e sensualità. Questa è la lezione delle principesse nubiane, due belle francesi per cui la musica non ha confini geografici.
Il progetto Les Nubians nasce in quel di Bordeaux, ad opera delle sorelle Faussart. Helene (1975) e Celia (1979) vengono alla luce Francia da padre francese e madre camerunese e nel 1985 si trasferiscono in Ciad, dove vivono per 7 anni. Tornano in Francia da adolescenti, segnate definitivamente dall'esperienza africana in fatto di musica: Helene e Celia hanno sempre cantato, fin da piccole, e l'influenza dei canti dei popoli del deserto segnano la crescita artistica del duo. L'orgoglio per l'africanità è totale e poco dopo il loro ritorno in patria fondano il gruppo dal nome inequivocabilmente afro.
Fatale fu un incontro nel backstage con la cantante jazz Abbey Lincoln, che li incoraggia a seguire la strada: "Non mollate, cantare è la cosa più bella del mondo!". Inizialmente la coppia si propone come gruppo a cappella specializzato in cover R&B, reggae e afro. Dopo un po' di gavetta nei locali dell'Ouest France, le due iniziano a scrivere materiale originale e a lavorare con diverse band. A furia di session matura il loro modo di fare musica, intriso di tanti e variegati elementi, in un originale mix fatto di Ella Fitzgerald, Abbey Lincoln, Fugees, Miriam Makeba, Fela Kuti e l'hip hop francese di MC Solaar e Mel' Groove…
Il 1996 vede il debutto nel mercato discografico con la Virgin, che distribuisce Princess Nubiennes in Francia Svizzera e Belgio, mentre per la diffusione sul mercato americano le sorelle Faussart si affidano alla Omtown/Higher Octave. Il loro groove a base di R&B, jazz, hip hop e sophisticated pop ricorda qualcosa di Sade, dei Soul II Soul e delle Zap Mama, tre nomi che significano successo di pubblico e critica. Les Nubians assorbono la lezione dei tre grandi e la superano ampiamente, colorando di smooth jazz una grande varietà di suggestioni, dall'ottimo rap à la francese, alle liriche sofisticate, al breakbeat massiccio, all'electronica. Oltre a "Tabou", remake di "The Sweetest Taboo" di Sade, "Demain" e "Les Portes du Souvenir" sono i singoli più pompati dalle radio, in un trionfo di ritmo e straziante sensualità. L'esordio è piuttosto 'importante', visto che il disco diventa il maggiore Billboard hit di lingua francese in Usa nell'ultimo decennio, riceve stupefatte recensioni dalla stampa di settore e Les Nubiens si trovano a lavorare con Towa Tei, Black Eyed Peas, Talib Kweli & Hi-Tek e vengono coinvolte nelle serie Red Hot, in particolare in "Red Hot & Riot" (disco-tribuito a Fela Kuti) e in “Red, Hot & Indigo”.
Helene e Celia si godono le critiche favorevoli e i dollari incassati e se ne vanno in Africa in un viaggio-ricerca di radici, musica e musicisti; si fermano in Camerun, poi si spostano in Giamaica, Londra, Parigi. Alla fine del tour, il secondo disco è pronto, registrato qua e là e inciso definitivamente in Giamaica con la collaborazione del sassofonista Manu Dibango, del pianista congolese Ray Lema, del 'classico' francese Benjamin Biolay, del rapper statunitense Talib Kweli, del roducer inglese IG Culture e della reggae-famiglia giamaicana Morgan Heritage. Il titolo è "One Step Forward" e esce nei musicstore per la Omtown nel marzo 2003. Stavolta Les Nubians cantano anche in inglese (con risultati non sempre ecellenti) e proseguono nella loro ricerca di smoothness, stavolta impregnata di atmosfere tropicali.
La loro vera arma è la sensibilità multiculturale, tanto che per le sorelle Faussart è stato coniato il termine Afropean Music: "Molti dei suoni delle due culture sono stati tenuti separati per tanto tempo, ma la musica può essere un ponte che aiuta l'incontro dei popoli", dice Helene. Les Nubians, insomma, vanno oltre la musica.