LL Cool J

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LL Cool J

Born to do it, nato per stare su un palco: LL Cool J sta alla musica rap come Paganini alla classica. Così si potrebbe esordire, e senza paura di offendere i 'mostri sacri' del passato, nel descrivere questo peso massimo (e non solo metaforicamente) della musica black. Poi, si potrebbe proseguire elogiandone la forte personalità, le doti di eccellente performer e rimatore sopraffino, il ruolo di personaggio pubblico e la sua incredibile capacità di rinnovarsi.
Infatti pochissimi artisti hip hop, forse nessuno, ha avuto una carriera più longeva di lui, che ha vissuto in prima persona, spesso da protagonista, la nascita e la diffusione di questo genere musicale.
Nato il 14 Gennaio 1968, registrato all'anagrafe come James Todd Smith, figlio di James e Ondria, la sua infanzia non è delle più felici, se proprio vogliamo usare un eufemismo: cresce nel degradato quartiere newyorkese del Queens - circondato da miserie e violenza - dove a quattro anni vede suo padre sparare a sua madre. Successivamente i genitori divorziano e lui va a vivere con la madre e i nonni, ma la situazione non migliora affatto: il nuovo patrigno lo tortura con violenze fisiche e psicologiche e il piccolo James (ha solo nove anni) cresce con un carattere difficile, trovando sollievo ed evasione nella musica, che sarà la sua salvezza.
Il suo nome d'arte deriva da una delle principali passioni della sua vita quotidiana: le donne. "Ladies Love Cool J" (ovvero "le donne amano Cool James") è il presuntuoso pseudonimo con cui un adolescente determinato e dalle idee molto chiare si presenta ai provini delle etichette discografiche rap con un improbabile equipaggiamento da dj regalatogli dal nonno alcuni anni prima.
Il primo ad apprezzare il suo grande talento è nientemeno che Rick Rubin, cofondatore con Russell Simmons della neonata Def Jam Recordings, nel 1984 ancora un embrione della futura, colossale label. Il sedicenne LL Cool J è il primo artista e il vero trampolino di lancio per i due giovani imprenditori musicali: con soli 700 dollari di investimento iniziale, il singolo "I Need A Beat" vende oltre 100.000 copie, a sugello di un sodalizio che durerà per tutta la carriera del rapper. Centro al primo colpo: lo storico brano, un classico della Golden Age del rap, apre la strada al primo album completo dell'Mc - "Radio" - di cui vanno subito a ruba oltre 600.000 copie, un'enormità per un disco rap a quel tempo.
Il brano d'apertura dell'album - "I Just Can't Live Without My Radio" - viene inserito nella colonna sonora del film "Krush Groove", che lo ospita in una sfrenata esibizione, contribuendo non poco al momento d'oro dell'emergente idolo della cultura afro-americana. LL Cool J, grazie alla straordinaria stima che si conquista negli ambienti rap americani, viene immediatamente chiamato a partecipare ad un tour di 50 date in ogni parte degli States accanto ai nomi eccellenti di Fat Boys, Whodini, Grandmasters Flash e Run DMC, con i quali intreccia un'intensa attività di collaborazione artistica.
In breve, grazie ad un carisma denso di irrequietezza e personalità, LL diventa l'eroe dei giovani di colore - alla pari di Magic Johnson e Prince – che fanno degli slogan rappati di "I'm Bad", "Go Cut The Creator Go" e "Jack The Ripper" i loro nuovi inni generazionali.
Il suo secondo album – "Bigger And Deffer" del 1987 – contiene anche "I Need Love", una delle migliori ballate rap mai prodotta, incisa con i Los Angeles Posse. Il suo successo è tale da estendersi fino alle classifiche inglesi, guadagnando la top ten dei singoli più venduti. Due anni più tardi esce "Walking With a Panther", il terzo album completo, un disco di transizione in cui l'Mc venuto dal Queens prepara la strada al capolavoro dell'anno successivo.
Osannato dai fans, bersagliato dal moralismo dei media, apprezzato dai colleghi artisti, LL Cool J nelle successive produzioni persevera nel ritagliarsi su misura il ruolo di rapper macho e fascinoso con il suo consueto tessuto ricco di ironia, critica e coscienza innate; elementi confermati dalle sue spontanee apparizioni benefiche al Farm Aid (con il Peace Choir) e attraverso il suo "Cool School Video Program", un programma appoggiato dalle istituzioni americane per incoraggiare i giovani ad andare a scuola.
Il suo carattere fiero e ribelle lo mette anche nei guai: LL si ritrova spesso coinvolto in risse e situazioni poco edificanti che rischiano di gettare una cattiva luce sulla sua immagine di uomo buono e dal cuore generoso. Come fare a recuperare?
La risposta migliore per un uomo di spettacolo è sempre quella artistica, e i dubbi lasciano lo spazio all'esaltazione quando nel 1990 esce lo splendido "Mama Said Knock You Out" che, prodotto da un Marley Marl ispirato come non mai, ne conferma lo straordinario talento e si traduce in un successo discografico questa volta nell'ordine delle milioni di copie.
Alla fine L'album è triplo disco di platino e il successivo "14 Shots To The Dome" del 1993 non fa che confermare in tutto il mondo il successo che Cool ha ottenuto in patria.
Dal 1995 al 1999 LL Cool J occupa un ruolo fisso nella sitcom della Nbc "In The House" e il suo faccione entra nelle case di milioni di americani divenendo sempre più familiare a tutti.
In questo arco di tempo Unkle L, l'altro suo nickname, continua a macinare album completi uno via l'altro: "Mr. Smith" (1995), che contiene un famoso duetto con i Boyz II Men, intitolato Hey Lover; "Phenomenon" (1997), composto da 10 brani, alcuni dei quali si avvalgono della presenza di due miti come Busta Rhymes e Method Man.
Come molti suoi colleghi rappers (da Ice Cube a Coolio, da Method Man a Dmx) anche LL Cool J intraprende una carriera parallela di attore cinematografico con apparizioni fugaci e cameo in numerose pellicole ("The Hard Way", "Toys", "Charlie's Angels") ma anche ruoli più impegnativi in produzioni più importanti ("Deep Blue Sea", "Any Given Sunday" e il poco fortunato "Rollerball").
Per rappare o cantare non fa molta differenza, LL Cool J si trova sempre a suo agio davanti a una macchina da presa e non ha timore di poter sfigurare al fianco di animali da palcoscenico come Whoopi Goldberg, Samuel L. Jackson, Jamie Lee Curtis, James Woods, Al Pacino e Dennis Quaid, solo per citare alcuni attori con cui collabora.
Nel 1998 LL Cool J decide addirittura di ritirarsi dalla musica ma di stare lontano dal suo vero amore non se ne parla proprio: il re ritorna a dettare legge 'in the game' quasi immediatamente.
Non per niente nel 2000 e nel 2002 arrivano: G.O.A.T. Featuring James T. Smith: The Greatest of All Time e "10", due album (l'ottavo e il nono per la precisione) che rinsaldano il mito di LL Cool J, allontanando lo spettro del tramonto di una carriera che a critici e a colleghi invidiosi pare troppo lunga per essere vera.