Lostprophets

Lostprophets
  • Rock, Post-Grunge, Alternative Metal
  • Alla faccia di tutti quelli che pensano che il nu metal è un'esclusiva dei californiani. Perché i lostprophets [... altro]

Alla faccia di tutti quelli che pensano che il nu metal è un'esclusiva dei californiani.
Perché i lostprophets (con la 'l' minuscola) sono la chiara dimostrazione che tutto quello che si può fare in California si può fare anche, se non meglio, in Galles. I membri della band arrivano tutti dalla stessa piccola cittadina del sud del Galles, Pontypridd, un sobborgo satellite di Cardiff dove sono cresciuti a distanza di una staccionata l'uno dall'altro, hanno frequentato le stesse scuole e hanno cominciato a suonare le stesse cover di Metallica e Police, ma anche di Duran Duran e Annihilator, negli innumerevoli gruppi giovanili che spuntano come funghi nelle isole britanniche.
Ian Watkins forma con Lee Gaze la sua prima metal band, i Fleshbind, ancor prima di cominciare a farsi un nome dietro alla batteria del combo punk Public Disturbance in cui, guarda caso, suona anche il chitarrista Mike Lewis. Dopo lo scioglimento dei PD, nel 1997 Ian allestisce una nuova creatura insieme a Gaze, Lewis e Mike Chiplin, che si siede detro le pelli al posto di Ian.
I lostprophets cominciano a invadere i pub di Cardiff, poi la scena hardcore gallese e infine il circuito indie inglese con i loro riff al vetriolo e le melodie fulminanti, che valgono il massimo dei voti nella recensione di Metal Hammer del primo demo e l'attenzione del magazine Kerrang!, che offre loro un palco per esibirsi a Londra. E proprio in quell'occasione i lostprophets rapiscono le orecchie degli emissari della label indipendente Visible Noise che li scrittura immediatamente.
Per tutto il 1999 la band (che intanto ha inserito in organico il bassista Stuart Richardson) lavora al nuovo materiale. Quando i gallesi ricompaiono nel febbraio del 2000 hanno confezionato il primo singolo "The Fake Sound Of Progress" e i pezzi che a luglio confluiscono nell'album di debutto (intitolato come il singolo), registrato in due settimane con solo 6000 dollari di spesa.
Gli echi di Incubus, Korn e Faith No More fanno guadagnare ai lostprophets prima l'apertura dei concerti di Taproot, Pitchshifter, Run-DMC e Linkin Park, e subito dopo i loro primi show come headliner in cui, dal 2001, presentano sul palco il loro vecchio amico di Pontypridd Jamie Oliver come DJ e sesto membro.
Il tam tam della Rete allarga i confini dei loro fan e il loro successo non scappa ai boss della discografia. Così, nell'estate del 2001 la band firma un accordo con il management dei Red Hot Chili Peppers e con la Columbia (Sony) per la distribuzione internazionale (in Inghilterra vanno avanti con la Visible Noise). Mentre la major pubblica il loro album di debutto ri-registrato con l'intervento del produttore Michael Barbiero, i lostprophets portano a termine un tour trionfale, suonano all'Ozzfest e ai festival di Reading, di Leeds e di Glastonbury e compaiono spesso in TV. Il loro look viene imitato da altri gruppi e addirittura da alcuni marchi di moda.
Nel frattempo, però, parallelamente alla notorietà internazionale si sviluppa anche un nocciolo di contestatori, che accusano i lostprophets di essere una sorta di boyband corporativa. A suon di musica senza compromessi e di dichiarazioni belligeranti, però, i gallesi riescono a riconquistare stima e credibilità anche tra gli esponenti più intransigenti della scena alternative.
Poi, finalmente, tornano in sala di registrazione con Eric Valentine (Queens Of The Stone Age, Good Charlotte). Una serie di ritardi prolunga l'attesa di "Start Something", che esce nel febbraio 2004 smuovendo vendite ben superiori a "The Fake Sound Of Progress". Il tour promozionale si conclude a fine anno con un tutto esaurito all'International Arena di Cardiff che suona tanto di consacrazione.
Nel 2005 i lostprophets accusano la perdita di Chiplin, che decide di prendere altre strade. La band, che non ha intenzione di perdere tempo, entra comunque in studio insieme al produttore Bob Rock (l'uomo dietro il "Black Album" dei Metallica), affidandosi per le parti di batteria a Josh Freese. Il nuovo membro fisso, arruolato a breve, è l'americano Ilan Rubin.
Accompagnato dal singolo "Rooftops (A Liberation Broadcast)", l'album "Liberation Transmission" arriva a metà 2006.