Lucio Dalla

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Lucio Dalla

Lucio Dalla: una vita da cantautore. Brillante e scanzonato, eclettico e originale, Dalla è un protagonista irrinunciabile della musica leggera italiana.

Fra beat & clarinetto
“4 marzo 1943” è una sua famosissima canzone, ma è pure la sua data di nascita. La musica entra nella sua vita sin dalla primissima infanzia: a sei anni suona la fisarmonica nella compagnia bolognese d'operette Primavera Dell'Arte, a soli quattordici impara a suonare il clarinetto. Nel 1962 entra proprio come clarinettista nel gruppo dei Flippers, composto da personaggi destinati ad affermarsi nel mondo del giornalismo e dello spettacolo. L'ensemble vende molti dischi fondendo jazz e cha cha cha, la musica (e il ballo) allora in voga. Fin qui il canto per Lucio Dalla significa, occasionalmente, soltanto un gioco per omaggiare gli idoli americani del soul e dell'r'n'b: Ray Charles, James Brown e Otis Redding.
Il suo debutto nella canzone avviene nel 1964 grazie all'interessamento di Gino Paoli, allora una sorta di consulente artistico in seno alla RCA. Paoli vuole trasformare Lucio nel primo cantante soul italiano e lo indirizza verso questo genere. Gli anni dal 1965 al 1970 lo vedono impegnato su due fronti: quello della sperimentazione che spesso entra in contatto con il movimento beat (emblematica in questo senso è la sua "Quando Ero Soldato", una sorta di manifesto ante litteram sull'obiezione di coscienza) e quello delle prime composizioni musicali che si avvalgono dei testi di autori come Sergio Bardotti, Gianfranco Baldazzi e la professoressa Paola Pallottino.

Festivaliero o sperimentatore?
Nel 1970 il primo successo come compositore: Gianni Morandi incide la sua "Occhi Di Ragazza" e la porta in vetta all'hit parade. Il 1971 segna l'inizio della sua irresistibile ascesa: al Festival di Sanremo presenta "4/3/1943", ribattezzata da tutto il pubblico "Gesù Bambino". La canzone vende soltanto in Italia oltre mezzo milione di copie e sarà incisa in moltissime versioni in tutto il mondo. Seguono "Piazza Grande", "Il Gigante E La Bambina" e "Itaca: sono le prime pietre miliari in un repertorio ricco di classici.
Dal 1974 al 1977 collabora con il poeta bolognese Roberto Roversi dando vita a una produzione orientata verso sperimentazione e impegno civile. La testimonianza di questo sodalizio è affidata a tre album "storici": "Il Giorno Aveva Cinque Teste", "Anidride Solforosa" e "Automobili". Attorno a queste opere nascono altrettanti spettacoli teatrali. Nel 1977, con l'album "Come È Profondo Il Mare", Lucio debutta finalmente come paroliere, inaugurando a pieno titolo la sua stagione cantautorale.

Un poeta dei nostri giorni
Arriva il grande consenso popolare, un trionfo reso tale anche dai tributi di stima che l'artista raccoglie nel successivo "Lucio Dalla" (1978) e in Banana Republic, la tournèe-evento (e relativo disco dal vivo) del 1979 con Francesco De Gregori. Seguiranno: "Dalla" (1980), "Lucio Dalla Q-Disc" (con "Telefonami Tra Vent'Anni" e "Madonna Disperazione" del 1981), "1983" (1983), "Viaggi Organizzati" (1984), "Bugie" (1986) e il pirotecnico doppio live "Dallamericaruso" (1986) dove brilla una stella chiamata "Caruso", venduta in nove milioni di copie in tutto il mondo in decine di versioni. L'interpretazione di Luciano Pavarotti ne suggella la grandezza: e in futuro Big Luciano dichiarerà più volte di aver dato vita alla sua kermesse annuale "Pavarotti & Friends" grazie a questa canzone.
Il biennio 1988-1989 è tutto dedicato al progetto Dalla-Morandi: disco e tour registrano un altro grande successo. Gli anni Novanta segnano la nuova giovinezza di Lucio: il singolo "Attenti Al Lupo", scritto da Ron e inserito nell'album "Cambio", vende benissimo. Seguono un tour, documentato nel live "Amen", e nel 1994 l'album "Henna". Il 1996 è l'anno di un altro significativo traguardo discografico: "Canzoni" supera quota 1.300.000 copie vendute.

L'artista a tutto tondo
Oltre ad essere autore e interprete, Lucio Dalla è il motore e il cuore di una intensa attività di produzione discografica attraverso la sua etichetta Pressing, al cui nome sono legati artisti come Stadio, Ron, Luca Carboni, Samuele Bersani e lo stesso Gianni Morandi nella fase della sua rinascita artistica. Di questa attività parallela alla canzone, fa parte anche il Dalla compositore di musiche per colonne sonore: ne troviamo in film di importanti registi italiani come Monicelli, Antonioni, Giannarelli, Verdone, Campiotti, Placido e altri.
Eclettico e geniale, si è spesso avventurato nel linguaggio televisivo ideando programmi di successo come "Taxi" (Raitre), "Te Vojo Bene Assaie" (Raiuno), "Mezzanotte: Angeli In Piazza" (il Capodanno di Raiuno), fino al trionfo televisivo con "La Bella E La Besthia" (Raiuno, 2002) in compagnia di Sabrina Ferilli. Lucio cura anche una galleria d'arte contemporanea a Bologna, la No Code, sede di eventi e happening extra-musicali, mentre non potevano rimanere fuori dal suo campo di azione la musica jazz e la classica: della prima non si contano le collaborazioni, molte delle quali rimaste anonime, con musicisti del genere in dischi e apparizioni estemporanee; della seconda ricordiamo la sua versione di "Pierino E Il Lupo" di Prokofiev (1997) rappresentata con grande successo anche a Roma nell'Auditorium di Santa Cecilia.

Voglia di semplicità
Nelle estati del 1998 e 1999, Dalla va in tournée con la Grande Orchestra Sinfonica di 76 elementi diretta dal Maestro Beppe D'Onghia con cui rilegge i brani più famosi del suo repertorio. Nel 1999 esce il nuovo album "Ciao" seguito, nel 2000, da un tour che registra ovunque il tutto esaurito a conferma di un successo rimasto immutato per trent'anni. Il 2002 è l'anno di "Luna Matana", titolo ispirato da una caletta delle Isole Tremiti, luogo sempre adorato da Lucio, così come Milo alle pendici dell'Etna. Esce anche il suo primo libro: "Bella Lavita" (Edito da Rizzoli), 11 racconti nati durante le registrazioni.
Dopo l'antologia (“Caro Amico Ti Scrivo” del 2002, con 16 hit), nel 2003 esce "Lucio": è un album semplice, intimista, fatto di canzoni nate al pianoforte e di grandi collaborazioni, come quella con Mina, che accompagna Dalla in “Amore Disperato”, brano ricco di riferimenti alla “Tosca” di pucciniana memoria. Ma tutto l'album è ricco di sorprese, come la curiosa “Tu Sa' Ch'I' So'” (poesia amorosa del Cinquecento dedicata da Michelangelo a Vittoria Colonna), e la versione jazz di “Over The Rainbow”, tema del film “Il Mago Di Oz”.
Dalla, insomma, continua a stupire, e proprio ispirandosi all'opera di Puccini compone "Tosca – Amore Disperato", opera teatrale che debutta a Roma nell'ottobre 2003 e gira per mesi, riscuotendo un clamoroso successo.