Luna

Luna

Guitar pop sognante e profondo: i Luna splendono di luce propria, inseguendo le chimere di Lou Reed e del pop nudo e sommesso.
I Luna sorgono dalla morte traumatica dei Galaxie 500, enigmatici pionieri del post-punk. Alla guida di questi c'era il cantante e chitarrista di origini neozelandesi Dean Wareham, che nel 1991, rimasto solo, pubblica l'EP "Anaesthesia" e collabora al singolo "Car Wash Hair" dei Mercury Rev. Finalmente, nel 1992, annuncia la nascita di un nuovo gruppo, i Luna (inizialmente Luna 2), un trio di power pop con i connotati della super-band alternativa: con lui ci sono il bassista Justin Harewood, ex dei brillanti neozelandesi Chills attratto irresistibilmente a New York dalla chiamata dell'amico, e il batterista Stanley Demeski, attivo nei fondamentali Feelies.
Sono gli anni del grunge, ma la band, pur muovendosi nel sottobosco indie, ha in testa altre visioni e altri suoni. Il combo firma per la Elektra e a breve arriva il debutto "Lunapark" (1992), che richiama alle mente certi archetipi minimalisti e laconici dei Galaxie 500, ma vince il confronto grazie a melodie affilate e ritmiche incalzanti. Ai Luna bastano solo due anni, e l'innesto del secondo chitarrista Sean Eden (scovato grazie ad un'inserzione su Village Voice), per concepire e mettere in atto "Bewitched", il loro capolavoro, impreziosito dalla presenza inconfondibile di una leggenda vivente come Sterling Morrison dei Velvet Underground (ascoltate "Friendly Advice" e "Great Jones Street").
1995: altro disco centrato, "Penthouse" (registrato in gran parte da Mario Salvati agli studi Sorcerer Sound di New York), altra collaborazione eccellente, nella strabiliante cover di "Bonnie And Clyde" di Serge Gainsbourg e Brigitte Bardot cantata da Wareham con Laetitia Sadier degli Stereolab. Qualche anno dopo "Penthouse" sarebbe stato inserito da Rolling Stone tra i 150 dischi migliori degli anni Novanta – anche se "Bewitched" continua a sembrare più carico e vivo.
Demeski lascia la band (al suo posto arriva Lee Wall) e "Pup Tent" esce nel 1997 senza il suo apporto; nell'album i Luna tentano di espandere il loro suono con un aumento di distorsione e chitarre più cariche, a discapito però di quell'atmosfera onirica fatta di melodie e sussurri, che era il marchio di fabbrica del gruppo. La flessione creativa è evidente, tanto che subito prima dell'uscita di "The Days Of Our Nights" (1999) la Elektra (subodorando il flop?) scarica i Luna, che riescono a pubblicare l'LP solo grazie alla Jericho; facendo, per altro, il pieno di recensioni positive - anche se la verve degli esordi sembra smarrita. Un anno dopo il gruppo subisce profonde mutazioni: il co-fondatore Harwood lascia per tornare in Nuova Zelanda a crescere la sua bambina e al suo posto, dapprima per la tournée primaverile e poi in pianta stabile, subentra la bionda Britta Philips, ex Belltower e Ultrabayfat.
Nel 2001 è la volta del riuscito "Luna Live!"; intanto la band si chiude in studio per preparare il nuovo disco. Finalmente, nel 2002, i Luna risorgono con un album salutato come un capolavoro. "Romantica" (benedetto dal tocco al mixer di Dave Fridmann, attivo con Mogwai, Mercury Rev e Flaming Lips) esprime il meglio del songwriting di Wareham, mai così creativo e sensibile, raffinato e vibrante: un disco amaro e sarcastico, che scivola con grazia da uno stile all'altro e dispensa emozioni e melodie come non si sentiva dai tempi di "Bewitched".