Luther Vandross

Luther Vandross: ultimi video musicali

Searching

Video Musicali

Give Me The Reason

Video Musicali

Your Secret Love

Video Musicali

Power of Love (Love Power)

Video Musicali

Superstar / Until You Come Back To Me

Video Musicali

She Won't Talk to Me

Video Musicali

Ain't No Stoppin' Us Now

Video Musicali

Endless Love

Video Musicali

Luther Vandross

Una grande voce soul. Un grande produttore R&B. Un uomo dal cuore grande ma troppo debole. Luther Vandross (vero nome Luther Ronzoni Vandross Jr.) ha venduto, nel corso della sua trentennale carriera, oltre 25 milioni di dischi, guadagnandosi a buon diritto di stare accanto ai nomi sacri dell'R&B come Prince, Stevie Wonder e Michael Jackson. Otto Grammy Awards sono le gemme che costellano la sua straordinaria carriera, interrotta troppo bruscamente il 1 luglio 2005 quando le conseguenze di un infarto lo hanno strappato, ad appena 54 anni e troppo giovane, all'amore dei fans.
Nato il 20 aprile 1951 nel Lower East Side di Manhattan, New York, da una famiglia immersa nella musica gospel, dopo la morte del padre, quando Luther ha appena otto anni e avviene in circostanze troppo simili alla sua, la famiglia decide di trasferirsi nel Bronx dove Luther vive il momento più importante della sua vita: sua sorella canta già in un gruppo tutto femminile, The Crests, che gode anche di una certa fama per la hit "Sixteen Candles"; Luther capisce che la musica sarà la sua vita quando a tredici anni alla radio la voce di Dionne Warwick cantare "Anyone Who Had A Heart". Luther mette in piedi il suo gruppo vocale con i compagni di scuola e arrivano a suonare anche all'Apollo Theater a Harlem, ma il suo primo momento di celebrità arriva solo nel 1968, quando appare nell'album "Soul Christmas". La strada sembra tracciata, nel 1972 compare nei credits di un disco di Roberta Flack e soprattutto firma il pezzo "Everybody Rejoice" per lo show televisivo The Wizz. Ma inaspettatamente una brusca interruzione si mette sulla sua strada.
La svolta, altrettanto inaspettata, giunge quando un suo vecchio amico, uno di quelli del gruppo vocale con cui si era esibito all'Apollo Theater, lo chiama con una proposta: prestare la voce per i cori di "Young Americans" di David Bowie. Il Duca Bianco rimane impressionato dalla sua voce, da semplice vocalist finisce a lavorare intensamente alle parti cantate dell'album e soprattutto Bowie lo vuole come opening act del suo tour americano: è così che il mondo R&B e soul che conta arriva a conoscere la sua straordinaria voce.
Dopo una serie di partecipazioni come vocalist ad album di Chaka Khan, Ringo Starr, Barbra Streisand, Carly Simon e Donna Summer, la Cotillion label decide di sottoporgli un contratto come voce solista del gruppo Luther, ovviamente incentrato sulle sue qualità: purtroppo la scelta di produzione di dare una patina dance al disco omonimo di debutto e al successivo "This Close To You" finiscono per limitare il successo di vendite dei due album che non riescono a esprimere il suo stile romantico e raffinato. L'ennesima svolta arriva solo con gli anni Ottanta, e soprattutto dopo che Luther si è costruito un altro pezzo di reputazione (e anche un bel conticino in banca) prestando la voce per alcune delle più note campagne pubblicitarie a stelle e strisce e per il singolo "Hot Butterfly" di Gregg Diamond che fa muovere il popolo delle disco in quell'ultimo scorcio di anni Settanta. "The Glow of Love" e "Searching", due hit dei Change ai quali presta la sua voce, lo portano dritto verso un contratto con la Epic ed è la svolta di classifica della sua carriera solista: nel 1981 pubblica il suo debutto come Luther Vandross con l'LP "Never Too Much", che schizza in testa alle chart R&B, vende due milioni di copie (anche grazie al singolo omonino) e fa capolino pure nella charts pop ("A House Is Not A Home") prima di diventare due volte disco di platino.
Gli anni Ottanta sono appena cominciati e Luther li attraversa sfornando album dalle vendite milionarie uno dietro all'altro, e senza mai dimenticare il suo tocco magico di produttore: "Forever, For Always, For Love" (1982), "Busy Body" (1983), "The Night I Fell In Love" (1985), "Give Me The Reason" (1986) e infine "Any Love" (1988) entrano ormai di diritto nelle classifiche R&B, delle quali Luther occupa anche la prima posizione con i singoli "Stop to Love" e "There's Nothing Better Than Love" in coppia con Gregory Hines; intanto Luther duetta con Dionne Warwick e Cheryl Lynn e si prende cura di alcuni album per Aretha Franklin. L'approdo nelle classifiche pop arriva verso la fine degli anni Ottanta: nel 1989 la Epic decide di pubblicare il greatest-hit "The Best Of Luther Vandross: The Best Of Love" che comprende anche l'inedito "Here And Now": l'album è il suo primo Grammy Awards (miglior voce R&B maschile) e il singolo il primo a entrare nelle prime 10 posizioni delle charts pop.
Due anni dopo l'album "Power Of Love" conferma la sua svolta, piazzando altri due singoli come "Power Of Love/Love Power" e "Don't Want To Be A Fool" nelle prime 10 posizioni e dando il via alla fase più ricca di premi e soddisfazioni dell'artista afroamericano: nel 1992 è la volta della performance con Janet Jackson per "The Best Things In Life Are Free" (inserita nella colonna sonora del film "Mo' Money"); nel 1994 tocca a Mariah Carey coinvolta in "Endless Love" e addirittura a Frank Sinatra, con il quale canta nell'album "Sinatra's Duets"; nel 1997 è la volta del suo terzo Grammy per "Your Secret Love" e del suo secondo Greatest Hit ("One Night With You: The Best of Love, Vol. 2") con il quale si chiude anche la sua avventura con la Epic. Dopo "I Know" per la Virgin Luther firma un nuovo contratto con la J Record per la quale pubblica prima "Smooth Love" e poi un disco omonimo. La sua carriera sembra così entrare nella piena maturità, tanto che un giorno della fine del 2002 Luther chiama al telefono Clive Davis, boss della J Record, per comunicargli di aver appena finito di scrivere il pezzo della sua carriera: il brano si intitola "Dance With My Father", è il ricordo, dolceamaro, di suo padre e diventerà il pezzo centrale del suo nuovo album. Ma il 16 aprile del 2003 è colpito da un infarto, probabilmente a causa dei problemi di salute che l'hanno tormentato tutta la vita: Luther cade in coma sorvegliato per due mesi proprio mentre il disco esce nei negozi e, forse anche trascinato dalla grande onda emotiva del suo pubblico, sale immediatamente in vetta alle classifiche. "Dance With My Father" vince il Grammy come Song of the Year del 2004 e Luther riceve il premio in videocollegamento e, citando la sua canzone "Power Of Love/Love Power" promette che tornerà presto al suo pubblico. Ma il silenzio cade proprio la dove prima volava la sua voce e questo silenzio diventa fragoroso quando il 1 luglio 2005 arriva il triste annuncio che Luther ha perso la sua battaglia per la vita: circondato dai suoi famigliari e dagli amici più cari, tra cui il reverendo Jesse Jackson, Luther Vandross è sepolto al George Washington Memorial Park di Paramus, New Jersey.