Lynyrd Skynyrd

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Lynyrd Skynyrd

Lynyrd Skynyrd = Southern Rock.
Il combo statunitense dalla doppia vita è l'unica stella polare per chi vuole districarsi nei meandri del rock sudista.
A dire il vero ci sarebbe anche un altro nome storico: la Allman Brothers Band. Ma gli Skynyrd non hanno mai dato troppo retta a quella masnada jazzy: meglio darci dentro con blues, country, cadenze hard-rock e tanta sana ribellione condita da un look decisamente "on the road". Su tutto aggiungete un songwriting meta' malinconico e meta' ruspante: otterrete la ricetta per il successo dei Lynyrd Skynyrd.
In effetti Ronnie Van Zant è uno dei parolieri più bravi e misconosciuti nella storia del Rock Usa: la propensione per il dettaglio, la quasi imbarazzante onestà, e la venatura country l'avrebbero sicuramente trasformato in una star se il gruppo non l'avesse oscurato dietro quell'effluvio di riffacci blues-rockeggianti. Ma il suo talento verrà riconosciuto solo in sede postuma, dopo il tragico incidente aereo che nel 1977 se lo porterà via per sempre, assieme ad altri due Skynyrd. Dopo la morte di Van Zant, il gruppo decide di sciogliersi e si riunirà solo dieci anni più tardi, diventando ancora una delle formazioni più apprezzate nel circuito live americano.
Il Dna dei Lynyrd Skynyrd si cela in una piccola band liceale di Jacksonville, Florida: il gruppo si chiama My Backyard e ci suonano un certo Ronnie Van Zant (voce), Allen Collins (chitarra) e Gary Rossington (chitarra). Alla band bastano pochi mesi per fare 3 cose importanti:
  • danno il benvenuto al bassista Leon Wilkeson
  • fanno la stessa cosa col tastierista Billy Powell e (mossa strategica)
  • cambiano nome. Sono nati i Lynyrd Skynyrd, ironica dicitura che cita, storpiandoli, connotati dell'insegnante di ginnastica Leonard Skinner, tristemente noto nel circondario per le punizioni elargite agli allievi capelloni.
Giusto il tempo per reclutare il batterista Bob Burns, e gli Skynyrds inaugurano 2 anni on the road percorrendo tutto il Sud del Nordamerica. Il successo non è subito travolgente, ma l'energia di questi yankee basta al produttore Al Kooper per metterli sotto contratto dopo un memorabile show al Funocchio's Club di Atlanta nel 1972. L'anno dopo, Kooper produrrà il debutto della band per la MCA: "Pronounced Leh-Nerd Skin-Nerd", registrato dopo l'arrivo del terzo chitarrista Ed King, transfuga degli Strawberry Alarm Clock.
E finalmente arriva il successo: gli Skynyrd entrano nella storia grazie alle 3 chitarre e a "Free Bird", la leggendaria canzone composta per la morte di Duane Allman degli Allman Bros.: 3 decenni dopo, il brano è una colonna portante nella programmazione dell'etere statunitense e siamo ancora qua a parlarne. Intanto, la tournée di supporto agli Who (il disco era "Quadrophenia") e il travolgente successo radiofonico di "Free Bird" danno agli Skynyrd il passaporto per il successo. Successo che viene bissato nel 1974 dal successivo platter dei nostri: "Second Helping", l'hit per eccellenza degli Skynyrd che diventa più volte disco di platino e conquista la posizione numero 12 nelle classifiche di vendita. Il secondo disco (il disco della verità, come dicono i critici) incorniciava la canzone-inno "Sweet Home Alabama", mitica risposta a quella botta (virtuale) di Neil Young che si chiamava "Southern Man". La fine del 1974 vede il riassestamento del combo prima dell'ennesimo colpo gobbo ("Nuthin' Fancy", 1975, che entrerà nella Top Ten), con Artimus Pyle che sostituisce Burns alla batteria e King che lascia vacante il posto della mitica terza chitarra. L'ellepì seguente ("Gimme Back My Bullets", 1976) tradisce le attese della critica, tuttavia gli Skynyrd restano i beniamini intoccabili del pubblico, soprattutto grazie alle leggendarie tournée documentate sul doppio live "One More from the Road" (pubblicato a fine '76 ed entrato subito in Top Ten) che cattura anche la performance del nuovo chitarrista Steve Gaines e di tre coriste reclutate per l'occasione.
Secondo molti critici, "One More from the Road" resterà uno dei migliori dischi live di sempre e precede di un anno il canto del cigno dei primi Lynyrd Skynyrd: "Street Survivors", che esce tre giorni prima della morte di Ronnie Van Zant.
Il 20 ottobre 1977, il charter che trasportava il gruppo da uno show all'altro si schianta nei pressi di Gillsburg, Mississippi, per mancanza di carburante o avaria al motore: Ronnie Van Zant, Steve Gaines e sua sorella Cassie (una delle coriste) muoiono sul colpo, gli altri membri della band restano feriti. Subito dopo l'incidente, la copertina di "Street Survivors" (che ritraeva i membri della band circondati dalle fiamme) viene cambiata, mentre l'album comincia a vendere migliaia di copie seguendo l'onda emotiva. Nonostante questo, i Lynyrd Skynyrd decidono di sciogliersi e pubblicano una collezione di vecchie demo: "Skynyrd's First...and Last" (1978), che comunque era in cantiere già prima dell'incidente.
Gli anni '80 sono equamente segnati da glorie e sfortune: la doppia compilation "Gold and Platinum" apre il decennio, seguita dalle gesta di Rossington e Collins che formano una nuova band coi superstiti dei primi Skynyrd. Nel 1982, Pyle forma la Artimus Pyle Band e quattro anni dopo Collins rimane paralizzato dopo un incidente automobilistico che si porterà via la sua fidanzata. Poco più tardi Rossington, Powell, King e Wilkeson riformano definitivamente i Lynyrd Skynyrd con Johnny Van Zant alla voce e Randall Hall alla chitarra: corre l'anno 1987. Ma per ascoltare il primo nuovo disco (tatticamente intitolato Lynyrd Skynyrd) bisognerà aspettare il 1991.
Tra gli Eighties e i Nineties, i resuscitati Skynyrd mietono consensi un po' ovunque (diventano colonnelli onorari dell'esercito dell'Alabama grazie a "Sweet Home Alabama") imbarcandosi in progetti unplugged ingiustamente ignorati dalla critica ("Endangeed Species", 1994) e in tournée trionfali che invece sfociano nell'ennesimo live: uno a caso, "Southern by the Grace of God/Lynyrd Skynyrd Tribute Tour -- 1987".
Qualche problema di formazione inceppa un po' la seconda vita del gruppo, ma le soluzioni sono a portata di mano: Van Zant, Rossington, Wilkeson e Powell innestano nella lineup altri due veterani del Southern Rock reclutando il frontman dei Blackfoot, Rickey Medlocke, e l'ex-Outlaw Hughie Thomasson. L'aggiunta dell'ex-Damn Yankee Michael Cartellone dietro ai tamburi porta la definitiva stabilità nel comparto percussioni e spiana la strada per la seconda giovinezza degli Skynyrd, che nel 1997 firmano per la CMC International pubblicando l'autoesplicativo-autocelebrativo album "Twenty". Nonostante cadute di tono e operazioni velatamente commerciali come "Lyve from Steeltown" (1998), "Edge of Forever" (1999) o il disco natalizio "Christmas Time Again" (2000), i Lynyrd Skynyrd continuano ad essere garanzia di velenosi riff e ruspanti performance dopo ben 6 lustri: long live Southern Rock!