M. Ward

M. Ward
  • Indie Rock, Singer/Songwriter, Adult Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Folk lunare smarrito fuori dal tempo.
Dietro il geroglifico M. Ward (anche tutto attaccato: M.Ward) si cela Matt Ward, classe 1974, stralunato artista folk di Portland, a cui approda dopo aver vagabondato tra Seattle, Chicago e Ventura County, in California. La formazione come musicista si svolge per sei anni nei Rodriguez, trio indie di San Luis Obispo che arriva a pubblicare "Swing Like A Metronome" nel 1999, prodotto da Jason Lytle dei Grandaddy.
Per la sua carriera di cantante/chitarrista in solitaria, Matt sceglie un mentore d'eccellenza, quell'Howe Gelb che fa scuola con i suoi fondamentali Giant Sand: durante un concerto a Seattle, nel 1999, riesce a fargli avere una cassetta fortunosa del suo debutto "Duet For Guitars #2". Howe rimane incantato e lo prende sotto la sua ala, pubblicandone l'album nel 2000 con la sua Ow Om Recordings.
Il secondo LP, "End Of Amnesia" (2001) affonda le radici nella tradizione del country folk chitarristico di John Fahey, ma emana atmosfere spostate e sottilmente lynchiane. Guida le danze la voce di Ward, minimale e depressa dalle sigarette, sostenuta da un pianoforte sbilenco, da sprazzi di blues riarso e di rock disincantato, in una sintesi che lavora di sottrazione e che vale la pena di sussurrare davanti a un fuoco notturno.
Con lui, a dare corpo alla strumentazione del disco, ci sono alcuni amici: Adam Selzer (Norfolk & Western), Howe Gelb in persona, Mike Coykendall (Old Joe Clarks), Jordan Hudson (Operacycle), Deeana Varagona (Lambchop) e Bruce Winter.
M.Ward gode di scarsa promozione, ma il suo talento ispirato (anche se destinato ad una nicchia) lo impone tra le entità musicali più affascinanti della scena underground. Nel 2002 va in tour per gli Stati Uniti insieme a Bright Eyes e Lambchop e si mette all'opera sul nuovo disco.
Nel 2003 esce "Transfiguration Of Vincent", frutto del lavoro svolto insieme a nomi già noti: Mike Coykendall e la sua band Old Joe Clarks, l'ubiquo Howe Gelb, Adam Selzer. Ancora una volta si incarna musica immaginosa e straniata, dislocata qui e insieme in un altrove lontano, tra pianoforte da saloon e fotografie stinte, blues da tramonto sotto il portico e concreto senso del reale, melodie di armonica e confessioni di amore e di dolore.
Un album dedicato ad un pubblico di fantasmi, trovatori crepuscolari e anime crude e sensibili.
Nella primavera del 2003 M.Ward riparte in tour e questa volta tocca anche l'Italia: Milano, a maggio.