Macaco

Macaco
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Lo natural es la mezcla. Cioé la patchanka, il melting pot, il metissage. Tutto quello che mischia, mescola, unisce, ibrida è naturale. È questa la filosofia di Macaco. E lo è fin dal 1997, quando Dani Carbonell, El Mono Loco, lider maximo della band mutevole, ha cominciato a mettere insieme parole e suoni, influenze e sapori, odori e suoni. Prima nel suo scantinato nel Poble Nou, barrio storico di Barcellona, e poi per le strade della capitale catalana. Perchè la musica è un viaggio, dice Macaco, deve invadere le strade e mescolarsi alla gente.
Il disco di debutto è già un manifesto. Una serie infinita e generosa di collaborazioni, comparse, aiuti e sostegni al suo storico gruppo di amici, da Magia Animal a Dr. No, da Ojos de Brujo a Amparanoia, e poi Dusminguet e Los de Abajo, sempre a suonare in giro per il mondo e a lottare per le cause giuste. E poi, quando i produttori non rispondono alle sue chiamate, Macaco mette in piedi il suo collettivo associato, La Hermandad Chirusa. "El Mono En El Ojo Del Tigre" ("la scimmia nell'occhio della tigre") è una straordinaria fusione latina di suoni e stili musicali e le ispirazioni arrivano da ogni parte el mondo: Brasile, Cuba, Venezuela, Camerun, Zimbawe e ovviamente Spagna. Il disco esce anche in Francia, Italia, Belgio, Svizzera, Svezia, Olanda, Austria e Argentina. E le collaborazioni non finiscono qui.
Dopo che David Byrne remixa "Delaveraveraboom" El Mono Loco rimette insieme il carrozzone e con Ojos de Brujo, Chico Ocaña, Roy Paci e il senegalese Touré Kunda come special guest pubblica "Rumbo Submarino". Il successo è clamoroso e Macaco infila la bellezza di 70 concerti nel solo 2002. Ma l'impeto di Dani Carbonell è inesauribile e non si limita a saltare di palco in palco e su ogni palco come un vero macaco impazzito di gioia. Collabora anche con Ojos De Brujo, con Amparanoia per "Enchilao", con la colonna sonora di "Amnèsia" di Gabriele Salvatores e con molti altri progetti musicali in Spagna. Sette anni e due dischi dopo l'esordio Macaco è ancora legato a quella prima idea, lo natural es la mezcla, e il suo terzo disco lo dimostra. "Entre Raíces Y Antenas" (tra le radici e le antenne) è un ponte lanciato tra il vecchio, le radici, e il nuovo, le antenne, in un viaggio che corre nel tempo e nello spazio. E soprattutto che corre in due sensi: due CD, venti pezzi, il primo intitolato "De La Raíz A La Antena" e il secondo "De La Antena A La Raiz". Musicisti che si conoscono come fratelli, ai quali basta uno sguardo dritto negli occhi per capirsi e parlare l'unico vero linguaggio universale, quello della musica.