Magnifico

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Dalle parti di Ljubljana, dov'è nato, è un idolo assoluto. In Italia si è fatto conoscere con il video strampalato, grottesco e godurioso di "Hir Aj Kam, Hir Aj Go" (non è un vezzo da parvenu, è che da quelle parti usano trascrivere le lingue straniere per come suonano) ma nell'ex Jugoslavia Robert Pešut, per come è registrato all'anagrafe, è un autentico guru fin dall'inizio degli anni '90.
Tutto comincia quando suo papà lo porta a comprare un paio di scarpe da calcio. Il suo sogno è infatti quello di sgambettare dietro a un pallone in pantaloncini osservato da qualche decina di migliaia di spettatori paganti. Ma la gita con il babbo finisce con l'acquisto di una chitarra, il padre diventa una specie di semidio in terra e Robert diventa Magnifico, il Divino.
La vera carriera inizia però solo all'alba dell'ultimo decennio del 1900, scorrazzando su e giù tra la Vojvodina e il Montenegro con i U'redu, band prototurbofolk di cui Magnifico era chitarrista, compositore, autore, arrangiatore, vocalist e produttore. Cioé praticamente tutto. Con gli U'redu Magnifico pubblica ben due album, "Goli" ("Nudo") nel 1990 e "Let's Dance" (che esce nel 1992 proprio nel giorno dell'inizio della guerra in Jugoslavia). Gli U'redu si sciolgono immediatamente dopo e Magnifico decide di fare tutto da solo, prima con una versione tutta sua e machista di "24000 baci" e pubblicando l'anno successivo il suo primo album solista "Od Srca Do Srca" (Dal Cuore Al Cuore) sulla cui copertina compare con i panni di un dio sloveno della fertilità cinto di allusivi grappoli d'uva. Turbofolk, brassband, chitarrine tzigane, melodie balcaniche et voilà Magnifico balzare in testa alle chart slovene e diventare un'autentica icona pop nazionale.
Il seguito a quella prima uscita discografica arriva solo nel 1996 con l'album "Kdo Je Čefur?" ("Chi è Čefur?") che, esattamente come il precedente, surriscalda gli animi dell'opinione pubblica slovena (Čefur è un tipico e pesante epiteto sloveno contro la gente del sud), con le sue provocazioni contro il conservatorismo, gli stereotipi, lo sciovinismo e l'odio interetnico che rendono turbolenta ogni sua apparizione in pubblico. Poi con il pezzo "Silvia" (dedicata all'icona hard Sylvia Kristel alias Emmanuelle) Magnifico partecipa agli European Music Award del 1998: sul grande palcoscenico continentale la canzone non se la fila quasi nessuno, ma in patria "Silvia" diventa il più famoso singolo di sempre (e soprattutto il suo pezzo più conosciuto).
Sull'onda della notorietà e con quella faccia che si ritrova prova anche la carriera cinematografica ("Stereotip", "Poker" e "Porno Film" i titoli per cui compone anche le musiche, vince il premio di Stop Magazine come miglior attore, e che però non diventeranno mai degli sfonda botteghino mondiali) ma sono pur sempre la musica e la provocazione il suo pane quotidiano: "Sexyboy" con l'hit "Magnifico Je Peder" (letteralmente "Magnifico È Un Finocchio" che da pesante insulto diventa inno generazionale) è il suo terzo album datato 1999 che sdogana finalmente il dibattito attorno all'omofobia e al sessismo anche grazie alla copertina in cui compare nudo con un paio di shorts leopardati. Le musiche per lo spettacolo teatrale "Balkanski Špijun" ("La Spia Balcanica", un grande classico tra i titoli) e l'album "Komplet" (raccolta di hit degli anni '70 con la quale riporta in auge camicie rosa e pantaloni a zampa d'elefante) servono a prendere tempo fino alla prossima provocazione, che poi è "EXPORT IMPORT". In Italia diventa famoso con il video turgido e grottesco di "Hir Aj Kam, Hir Aj Go", corrosiva presa per i fondelli dei neo arricchiti biznesman, tra turgide grigliate e compiacenti segretarie scosciate, e soprattutto concentrato sonoro di orchestrine di ottoni da festival di Guca, schitarrate rockettare e scratchate improbabili a contorno della sua voce da furbo lupo delle periferie urbane dei balcani.