Malajube

Malajube
  • C'è fame di pop rock in Canada. Voglia di cantare a squarciagola, coretti e schitarrate. E la scena del [... altro]

Montreal, -40C

C'è fame di pop rock in Canada. Voglia di cantare a squarciagola, coretti e schitarrate. E la scena del Quebec sforna a ripetizione nuove band con molto da dire. Come i Malajube, la next big thing uscita dalla scena indie e francofona canadese. Quattro amici di scuola delle parti di Sorel, Quebec appunto, echi beatlesiani e influenze scandinave (Kent e Motorpsycho su tutti, spruzzati di pop): Julien Mineau (voce), Francis Mineau (batteria), Thomas Augustin (tastiere) e Mathieu Cournoyer (basso) entrano a fine 2003 nei Ground Zero studios in compagnia di Martin Pelland (The Dears, band di punta della scena canadese con l'altra influenza dei Malajube, i Broken Social Scene) e ne escono con "Le Compte Complet". L'album, uscito per la indie label Dare To Care, scatena l'entusiasmo nel circuito universitario e nelle radio dei college canadesi, e il quartetto si ritrova nei maggiori festival del paese. Nel 2005 la band si chiude nuovamente in sala di registrazione, questa volta ai Breakglass And Beat Box di Montreal in compagnia di Ryan Battistuzzi e quello che ne esce è il secondo clamoroso CD "Trompe L'Oeil": trascinato da alcuni potenziali singoli come "Montreal -40°C" o "La Russe" e pompato dall'arrivo di una seconda chitarra, quella di Renaud Bastien che si unisce ai Malajube a inizio del 2006, l'album sfonda anche nel mercato statunitense (nonostante la barriera della lingua) e inonda l'Europa facendo scalo in Francia. Chapeau!