Malia

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Una voce venuta dal nulla.
Una radiosa interprete, una buona cantautrice e soprattutto un'ugola straordinaria prestata alla musica jazz: un connubio quest'ultimo spesso irresistibile.
La storia di Malia è tutta particolare: nata nel Malawi, da madre africana e padre inglese, la sua infanzia è caratterizzata da un'educazione rigida ma anche da un'esistenza tranquilla e serena. Forse pure troppo: cresce ascoltando la musica tradizionale africana sulle radio locali e il pop inglese grazie alla collezione di dischi del padre. Un ambiente non proprio stimolante.
Certamente la sua vita sarebbe andata diversamente se la sua famiglia, costretta da motivi politici, non si fosse trasferita a Londra sul finire degli anni '80. Malia è già una ragazzina con una spiccata propensione alla danza e un sacco di voglia di esibirsi ed emergere. Nella capitale inglese la vita artistica della quattordicenne cambia quando entra in contatto con un mondo fatto di rumore, emozioni e culture diverse: scoperto il jazz e le grandi voci nere, Sarah Vaughan e Billie Holliday su tutti, esplode in lei irrefrenabile la vocazione per il canto.
Inizia la gavetta dal gradino più basso, facendo la corista nei locali. Trovato un pianista che l'accompagni e l'aiuti a scrivere canzoni, si prodiga per trovare ingaggi di ogni tipo ricercando contemporaneamente un suo stile personale.
La svolta nella sua carriera avviene quando conosce a New York André Manoukian. Mentre lui ascolta una sua demo, tra i due scoppia l'amore a prima vista, professionalemente parlando: il produttore rimane incantato dalla straordinaria voce di Malia e non esita un attimo a entrare in affari con lei e a procurarle un contratto discografico con una major.
Il risultato è "Yellow Daffodils", il primo album completo di Malia. Si tratta di una raccolta di 12 canzoni dalle profonde radici jazz (alla titletrack, ad esempio, partecipa il trombettista Erik Truffaz), scritte tutte dalla giovane artista, e avvolte da sofisticati arrangiamenti contaminati con qualche elegante tocco di elettronica. Il tutto confezionato nella maniera più semplice possibile in modo da mettere in risalto l'eccezionale voce della sua protagonista. Malia, ovviamente. Lo stesso Manoukian descrive la sua pupilla con queste parole: "Malia è il sogno di ogni compositore. Può cantare di tutto dal jazz, al soul, al gospel, qualunque cosa. Va oltre la tecnica. Ha un approccio diretto, senza fronzoli alla melodia, la segue alla lettera e questo le dà modo di trascenderla pur mantenendosi fedele alla linea melodica. E' questo il suo segreto".