Manic Street Preachers

Manic Street Preachers
  • Britpop, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
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Terroristi generazionali: ovvero, quando il glam-rock diventa tagliente come un'affilata lama di metallo marxista.
Il percorso quantomeno bizzarro (se si pensa che hanno coniato la frase-must "ogni band dovrebbe sciogliersi dopo il primo album") dei Manic Street Preachers ha origine nella cittadina di Blackwood in Galles. James Dean Bradfield (cori, chitarra), Nicky Wire (all'anagrafe Nick Jones, basso), Sean Moore (batteria) e il chitarrista ritmico Flicker formano i Betty Blue nel 1986. Dopo due anni Flicker abbandona la formazione e il gruppo si ribattezza Manic Street Preachers.
Quella stessa estate l'amico di Nicky – e autista della band – Richey James (vero nome Richey Edwards) si unisce a loro al posto di Flicker. Insieme iniziano a incidere demo e in agosto arrivano a pubblicare per la label Damaged Goods il singolo "Suicide Alley" (cover dei Clash), già indicativa della direzione del loro sound, per metà punk e per metà hard rock.
Nell'estate 1990 fa capolino l'EP "New Art Riot", seguito da una serie di importanti singoli. Grazie a queste incisioni, a concerti incendiari e probabilmente anche all'instabilità mentale di James che inizia a fare capolino, il gruppo attira l'attenzione delle major, in particolare della Sony.
Con "Stay Beautiful" debuttano per la Sony ed entrano in Top 40, facendo seguire a ruota una re-incisione di "You Love Us", arrivata fra i primi 20 in classifica nel 1992. Quando esce il loro LP di debutto, "Generation Terrorists" nel febbraio 1992, si sono già creati una fanbase devota, che ama vestirsi come loro e leggere gli stessi autori e filosofi che i loro idoli dicono di amare. Pur avendo dichiarato che si sarebbero sciolti dopo il primo album, la hit da top 10 "Suicide Is Painless" li reindirizza verso altre sponde.
L'uscita di "Gold Against The Soul", il follow-up del 1993, scatena recensioni contrastanti e porta a galla le tensioni all'interno della band, causate soprattutto da Richey: alcolizzato e anoressico, è spesso vittima della depressione che sfocia anche in episodi di auto-mutilazione (durante un concerto in Tailandia si sfregia il petto con un coltello datogli da un fan). All'inizio del 1994 entra in clinica lasciando la band a esibirsi dal vivo come trio. La sua malattia mentale si affaccia di nuovo nel terzo disco, "The Holy Bible": registrato in un distretto a luci rosse del Galles, è un lavoro disilluso e desolante, acclamatissimo dalla critica.
Anche se la reputazione del gruppo sembra restaurata e James è tornato a suonare con la band la fase di tranquillità dura poco. Il 1° febbraio 1995 esce dal suo hotel londinese, va a Cardiff in macchina e scompare, lasciando dietro di sé il passaporto e le carte di credito. Dopo una settimana viene dato per disperso e la sua auto viene trovata sul Severen Bridge, appena fuori Bristol, un luogo noto per i suicidi. Nell'estate, dopo vane ricerche, la polizia lo dichiara deceduto.
I restanti Manics, seppur profondamente addolorati non si danno per vinti e decidono di continuare a lavorare agli ultimi testi che Richey aveva lasciato. A fine 1995 fanno da supporter agli Stone Roses e nella primavera '96 danno alle stampe "Everything Must Go", preceduto dal singolo "A Design For Life", un saluto alle potenzialità del welfare britannico con il verso iniziale "le biblioteche ci hanno dato il potere". Considerato il loro disco più diretto e maturo, l'LP è osannato dai media (tant'è che più tardi sarebbe stato nominato Album of the Year dalle maggiori testate musicali) e innalza la band allo status di star in Inghilterra.
Il seguente lavoro, "This Is My Truth Tell Me Yours" (il titolo è ispirato dal rivoluzionario sociologo gallese Aneurin Bevan, l'architetto del welfare state) esce nell'agosto 1998 e diventa velocemente un successo in Europa e Asia. L'uscita U.S. avviene nel 1999 quando il gruppo firma con la Virgin.
Il loro sesto LP, "Know Your Enemy", vede la luce nel 2001 e viene supportato da un tour mondiale che conferisce alla band uno stile inimitabile: i Manics diventano la prima rock band che suona a Cuba, con un concerto al Karl Marx Theater dell'Avana il 17 febbraio 2001. In quell'occasione, sul palco vengono raggiunti dallo stesso Fidel Castro.
Al decimo anniversario dalla loro prima release, nell'ottobre 2002 fanno uscire "Forever Delayed", l'atteso Greatest Hits contenente gli inediti "There By The Grace Of God" (poi pubblicato anche come singolo) e "Door To The River". Alla fine del 2004 arriva sugli scaffali dei negozi "Lifeblood", il disco in studio numero 7 della band, seguito dalla riedizione di "The Holy Bible" che contiene anche un DVD di performance live ed extra, tra cui un'intervista esclusiva. Il 19 aprile del 2005, data conclusiva del Past-Present-Future Tour, il gruppo confessa ai fan che quello sarebbe stato l'ultimo live per almeno 2 anni.
E così è stato dato che solo il 5 febbraio del 2007 i Manic Street Preachers si sono rifatti vivi con l'annuncio ufficiale di un tour per la Gran Bretagna e l'uscita del nuovo disco, "Send Away The Tigers", esce alla vigilia dell'estate preceduto dal singolo "Your Love Alone Is Not Enough".