Manowar

Manowar
  • Rock, Heavy Metal, Power Metal
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Il sangue reale dell'heavy metal.
Autoproclamatisi sovrani dell'heavy metal, i Manowar sono una band senza vie di mezzo. Amati e idolatrati alla follia da milioni di fan, vilipesi e detestati da altrettanti, i quattro americani hanno fatto la storia del metallo dividendo più che unendo, tenendo alto il volume e proclamando che il Vero Metallo non è un genere musicale, è un modo di vivere.
I Manowar nascono all'inizio degli anni Ottanta, golden age per l'heavy metal, quando Joey De Maio, bassista roadie dei Black Sabbath, conosce Ross The Boss, chitarrista dei Shakin Street, durante una serata in cui questi aprivano il concerto dei Sabbath. Joey e Ross scoprono di avere un sacco di cose in comune, tra cui la passione per il metallo e per le opere di Robert E. Howard (l'inventore di Conan) e romanzi fantasy in generale.
I due decidono di fondare una band, scelgono un nome che non lascia scampo a equivoci e trovano nel culturista Eric Adams l'ugola definitiva per l'heavy metal. Arruolato Kirk Kennedy alla batteria, manca solo un contratto. Lo trovano con la Liberty, Kennedy non dura fino allo studio di registrazione e viene sostituito da Donny Hamzik.
Nel 1982 il primo disco esce e mette subito in chiaro cosa i Manowar siano venuti a fare: "Battle Hymns" è duro, conciso, epicheggiante, il manifesto del vero metallo. L'album porta in giro la band per gli Stati Uniti, dove l'immagina barbarica e oltranzista dei Manowar riscuote un gran successo. La Megaforce Recods annusa l'affare e si fa sotto per scritturare i quattro guerrieri.
Alla firma del contratto, DeMaio e soci danno sfogo a quella teatralità che li ha resi grandi: vestiti da vichinghi, segnano il loro nome col sangue. Prima di rientrare in studio, i Manowar cambiano batterista: arriva Scott Clumbus, uno che picchia talmente duro da doversi costruire una batteria in metallo.
Il secondo album conferma il piglio e il talento musicale dei Manowar, ma offre ai detrattori materiale su cui accanirsi. La copertina di "Into Glory Ride" (1983), infatti, è una fotografia dei quattro musicisti vestiti da guerrieri barbari, con tanto di spade e inserti di pelli animali. Gli amanti delle atmosfere e dei film di Conan (il primo film con Schwarzenegger nel ruolo del Cimmero è uscito nel 1981) apprezzano, i detrattori ribattezzano i Manowar "quelli con le mutande di peluche". Noncuranti delle ciarle, i difensori del true metal tirano dritti per la loro strada e invadono l'Europa con un altro disco capolavoro.
Registrato e mixato in sei giorni, "Hail To England" (1984) è una cavalcata epica e vittoriosa, la title track un canto di guerra e "Army Of Immortals" finisce a dare il nome agli eserciti di fan che i Manowar si creano in giro per il mondo. Il primo tour in Inghilterra e Europa è un trionfo e l'anno d'oro del gruppo si chiude con una doppia impresa.
La prima è l'uscita di "Sign Of The Hammer", altro LP meraviglia pubblicato a fine 1984. La seconda impresa è l'entrata nel Guinness Dei Primati per il record di decibel in un concerto al chiuso: i Manowar sono ufficialmente la band più pesante del mondo. Impostisi come punto di riferimento per capire cosa è e cosa non è vero metallo e sotto la spinta di un successo travolgente, i quattro americani decidono di passare con un colosso discografico, la Atlantic.
Il quinto lavoro di Eric Adams, Joey DeMaio, Ross The Boss e Scott Columbus si fa aspettare tre anni, e sostituisce (in copertina) l'abbigliamento da barbaro con pelle nera e borchie. "Fighting The World" non trova però buona stampa: un po' sfilacciato, indugia troppo in parti melodiche che sembrano ammiccare a un pubblico ben più vasto di quello dei fedelissimi del metallo. Forse la pressioni dell'Atlantic sono forti, forse c'è solo un calo di tensione dopo i quattro capolavori di inizio anni '80.
L'anno dopo i Manowar rimediano al mezzo passo falso di "Fighting The World", e ribadiscono al mondo chi comanda nel regno della musica pesante: "Kings Of Metal", 1988, il disco definitivo e ineguagliabile, quello che fa levare il cappello anche a chi si accanisce contro le mutande di peluche. "Hail And Kill" diventa il pezzo manifesto dell'album e del gruppo: batteria martellante, chitarra che tira sassate, basso plettrato a velocità supersonica, acceleratore a mille e un ritornello che punta dritto al cielo.
A "Kings Of Metal" seguono anni di incessante e trionfale attività live, che traghettano la band nel nuovo millennio come superstar di primo piano. "Triumph Of Steel" esce nel 1992, e vede una line-up rinnovata per metà. Ross The Boss lascia per incomprensioni artistiche, Scott Columbus per problemi di salute del figlio. A rimpiazzarli, David Shankle (chitarra) e Kenny 'Rhino' Earl (batteria). Il contributo dei due nuovi membri, più virtuosi dei loro predecessori, si sente nell'impasto musicale di "Triumph Of Steel", lavoro massiccio e più elaborato rispetto a quanto sentito finora, con 28 minuti di "Achilles: Agony And Ecstasy In Eight Parts" in aperura.
Nei quattro anni successivi i Manowar continuano a incendiare i palchi di mezzo mondo, chiudono con la Atlantic, passano sotto Geffen e fissano a 129,5 decibel il nuovo record, confermandosi la band più pesante del mondo. Il concetto è ribadito in "Louder Than Hell" (1996), un altro album alla Manowar, che vede Scott Columbus riprendere il suo posto alla batteria e Karl Logan subentrare alla chitarra.
Tra "Louder Than Hell" e il suo successore i Manowar mettono sei anni e due dischi live, "Hell On Wheels" (1997) e "Hell On Stage Live" (1999), con quest'ultimo che inaugura il contratto siglato con la Metal Blade (con la Nuclear Blast a coprire il mercato europeo). "Warriors Of The World" esce nel 2002, solido, ispirato e impreziosito da un "Nessun Dorma", quasi alla lettera ripreso da Puccini, che manda i fan in delirio.
Nel 2003 DeMaio decide di diventare imprenditore di sé stesso e fonda la Magic Circle Music, etichetta di true metal costruita attorno ai Manowar che mette sotto contratto anche i Rhapsody Of Fire, il David Shankle Group e gli HolyHell.
Con una casa discografica cucita su misura, il gruppo torna a dedicarsi all'amata attività dal vivo, pubblica un paio di DVD e lucida la corona per tornare nei negozi di dischi nel 2006. Logan, però, resta coinvolto in un incidente motociclistico e si rompe un braccio. Con l'axeman impossibilitato a far rombare l'Harley e suonare dal vivo, i Manowar rimandano uscita di "Gods Of War" e conseguente maestoso tour a inizio 2007.