Marilyn Manson

Marilyn Manson
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Marilyn Monroe: lussuria e bellezza. Charles Manson: perversione e allucinazione.
Sono le due anime, bianco e nero (o meglio: due toni di nero, nell'alchimia del Reverendo), di Marilyn Manson. Protagonista, con i suoi eccessi e le sue provocazioni, della scena rock degli anni Novanta, suscita un dubbio legittimo: filosofo dell'anticonformismo o demoniaco genio del marketing?
Brian Warner nasce il 5 gennaio 1969 a Canton, nell'Ohio. Studia alla Christian Heritage School, che gli impartisce una morale rigidissima a furia di preghiere collettive, letture della Bibbia e anatemi contro la musica di satanasso (sempre quella: il rock). L'unico risultato di tale ossessiva educazione è di scatenare in Brian un odio radicale per la religione, che lo porta a spacciare sottobanco cassette di Alice Cooper, Kiss e Black Sabbath (vietatissimi), e a produrre da sé un giornalino porno-satanico.
Finalmente, la famiglia decide di trasferirsi in Florida, a Fort Lauderdale, e Brian comincia a respirare aria di libertà. Spedisce poesie e racconti – i temi sono sempre quelli – a mezza stampa non ortodossa degli Stati Uniti, senza riscontri. Finisce a scrivere di musica per un magazine patinato, 25th Parallel, grazie al quale incontra il genio perverso di Trent Reznor, neurotico cerimoniere dei Nine Inch Nails e futuro mentore della band di Brian.
Nel 1989, con l'incontro con Scott Mitchell (ribattezzatosi Daisy Berkovitz), nasce il nucleo dei Marilyn Manson And The Spooky Kids; con loro ci sono, all'inizio, Gidget Gein (basso), Madonna Wayne Gacy (tastiere), Sarah Lee Lucas (batteria, al posto della drum machine utilizzata fino al 1992). La formazione subirà alcune variazioni, fino a stabilizzarsi con l'innesto di John5 (chitarre), Twiggy Ramirez (basso) e Ginger Fish (batteria), che subentrerà a Lee Lucas nel 1995, quando durante un concerto il frontman, incendiando la batteria, per poco non carbonizza anche il batterista.
Brian sceglie il suo nome d'arte ispirandosi all'icona del sesso incarnato, Marilyn Monroe, e a Charles Manson, leader e ideologo, negli anni Sessanta, di una setta di invasati satanisti, autrice di omicidi nelle ville di Los Angeles, tra cui nel 1969 quello dei Sharon Tate, moglie di Roman Polanski – e fu la macabra fine dell'estate dell'amore. È un rapporto indefinibile, quello tra Brian e Charles: si mischiano immedesimazione provocatoria, condanna, ammirazione.
Nel 1992 la band ha raggiunto ormai una grossa notorietà nella Florida meridionale, a suon di concerti-evento neurotici e oltraggiosi. Nel 1994 Marilyn Manson incontra il Papa Nero Anton LaVey, capo della Chiesa di Satana, dalla cui opera, "La Bibbia Di Satana", la band prenderà spesso ispirazione. Un anno dopo, LaVey proclama Brian Reverendo della sua Chiesa, ma Manson si dichiara estraneo a questo genere di satanismo: perché satana non esiste, dice; il satanismo è solo la religione di se stessi.
Trent Reznor nel 1993 si era già interesso al gruppo, che entra a far parte della scuderia della Nothing Records. Prima se li porta in tour insieme alle Hole di Courtney Love, poi produce l'album d'esordio, "Portrait Of An American Family" (1994). La perversa creatura di Manson inizia a far parlare di sé tutto il mondo, non sempre per questioni riguardanti la sua musica.
La band proietta un'immagine scioccante, e alcuni stati americani, guidati da una crociata di mamme scandalizzate e associazioni di benpensanti, bandiscono le esibizioni del gruppo. A Salt Lake City, capitale del Mormoni, Manson, durante un concerto, strappa le pagine della Bibbia dei Mormoni, scatenando una vera caccia alla strega. In compenso, la filosofia raccogliticcia e il gusto per la provocazione assicurano alla band e al suo leader un ampio seguito di fan, in gran parte adolescenti borghesi repressi in cerca di emozioni forti.
La canzone che porta Marilyn Manson al successo, però, è la cover (non eccelsa, ma decisamente azzeccata) di "Sweet Dreams" degli Eurythmics, contenuta dall'EP "Smell Like Children", ritratto – a base di remix e sperimentazioni assortite – dell'ossessione del Reverendo per la sua infanzia. Berkowitz, di lì a poco, lascia il gruppo e al suo posto subentra Zim Zum.
"Antichrist Superstar" (1996), nasce nella casa-studio di Reznor, in un clima assurdo, tra cocaina, overdosi di sesso e attrezzatura sfasciata. Reznor esce dalle sessioni di registrazione in uno stato di prostrazione nervosa e i suoi rapporti con il Reverendo si incrinano. L'album, che fonde stilemi heavy e rock a campionamenti e tessiture elettroniche, è - a partire dal titolo - una sarcastica dichiarazione di guerra, una parabola spirituale infarcita di abilissimo marketing, giocata con abilità teatrale su sparate ad effetto, gusto satanico e grandguignol, look sado-efebico a base di borchie e chili di cerone.
Inutile dire che il successo è clamoroso: "Antichrist Superstar" vende un milione e 400mila copie. Il Reverendo viene ufficialmente dichiarato nemico pubblico numero uno, i politici conservatori incitano al linciaggio, le mamme e le associazioni religiose picchettano i suoi concerti. Rolling Stone dedica una cover story a Manson, che a sua volta, nel 1999, pubblicherà l'autobiografia "The Long Hard Road Out Of Hell".
Nel 1998 arriva il terzo disco, "Mechanical Animals": senza la produzione di Reznor, emerge un suono più spendibile, gotico e ricco di influenze glam-rock. Niente di rivoluzionario, Manson continua a fare notizia più per le sue trovate dissacranti e blasfeme, che per la musica: passa dalla figura dell'Anticristo a quella di un alieno dal sesso indefinibile, smembra bibbie durante i concerti, si autoprocura lesioni e ferite sul palco, assume ed esalta ogni genere di droga (venendo spesso ricoverato), si autoproclama 'The God Of Fuck', citando Charles Manson e gloriandosi di una sfrenata sessualità sadomaso. Tuttavia, i fan più integralisti non si riconoscono nella nuova formula e in parte rifiutano il disco.
L'America benpensante e moralista ne fa uno dei suoi bersagli e capri espiatori preferiti; la responsabilità morale della sconcertante mattanza della Columbine High School, perpetrata da due studenti in trench gotico d'ordinanza, ricade sui messaggi oscuri e violenti predicati dal Reverendo. Nonostante, in seguito, venga appurato che i due ragazzi odiassero Manson (troppo ambiguo, troppo effemminato), la furia massmediatica non fa marcia indietro. Reazioni simili si scatenano anche in Italia nel 2000, in seguito all'omicidio della suora di Chiavenna da parte di tre ragazze ossessionate da Manson.
Nel 2000, dopo il live "The Last Hour On Earth" (1999), è la volta di "Holy Wood (In The Shadow Of The Valley Of Death)", album che chiude la ricerca spirituale iniziata due dischi prima e che Manson riporta al corrosivo industrial-metal di "Antichrist Superstar", unendolo alle melodie immediate di "Mechanical Animals". Nello stesso anno Manson inaugura la sua casa discografica, la Posthuman, pubblicando il disco "2000 Years Of Human Error" dei Godhead.
Poi, per un paio d'anni, il Reverendo si fa quasi eremita, impegnato a creare il nuovo album. Twiggy, sostituito da Tim Skold, lascia la band nel 2002, per dedicarsi ad altri progetti: entra negli A Perfect Circle e nel 2003 partecipa, insieme a PJ Harvey, alle Desert Sessions di Josh Homme, geniale demiurgo (con Nick Oliveri) di Kyuss e Queens Of The Stone Age.
Nel 2002, il Reverendo partecipa con un cameo da attore al cortometraggio "The Hire: Beat The Devil", diretto da Tony Scott e interpretato da Gary Oldman e James Brown. La passione di Manson per il cinema è di vecchia data: tra le varie comparsate, il più delle volte nei panni di sé stesso, valgono una menzione "Lost Highway" (1997, in Italia "Strade Perdute") di David Lynch, in cui recita, insieme a Twiggy, la parte di un pornodivo, "Jawbreaker" (1999, in Italia "Amiche Cattive", con Rose McGowan, fidanzata con Manson dal 1999 al 2001), e "Bowling At Columbine" (2002), il documentario shock sull'ossessione per le armi diffusa in America.
Per non dire, poi, delle canzoni prestate a colonne sonore di pellicole, invariabilmente, di genere consono e dintorni: da "Strange Days" (1995) a "Spawn" (1997), da "Matrix" (1999) a "From Hell" (2001, "La Vera Storia Di Jack Lo Squartatore"), fino a "Resident Evil" (2002). Nel 2003, ancora in materia di cinema, Manson esce nelle sale con "The Party Monster" e recita da protagonista in "Abelcain", diretto dal visionario cileno Alejandro Jodorowsky.
A maggio, dopo una lunga attesa e pochissime anticipazioni (il progetto è quasi top secret), esce il nuovo "The Golden Age Of Grotesque" (2003), ispirato all'opera del marchese De Sade e alla decadenza Belle Époque. Il primo singolo estratto è "mOBSCENE"; l'artwork dallo stile disneyano è opera della collaborazione con Gottfried Helnwein, con cui Manson progetta anche una mostra da esporre nei musei di arte contemporanea più importanti del mondo. Contemporaneamente, il Reverendo è impegnato nella composizione della soundtrack di "The Texas Chainsaw Massacre", remake del cult horror degli anni Settanta.
A giugno Marilyn Manson accende nuove polemiche: messo in cartello al festival duro più importate d'Italia, il Gods Of Metal, come headliner, scatena le proteste dei soliti benpensanti. A tagliere la testa al toro arriva un'infiammazione alle corde vocali, che mette il cantante fuori dai giochi poco prima del concerto.
Nel 2004, il Reverendo e soci pubblicano "Lest We Forget: The Best Of Marilyn Manson", raccoltona trainata dal singolo "Personal Jesus" (un'altra cover, questa volta dei Depeche Mode). Manson la definisce il suo disco d'addio, ma non si capisce bene a cosa visto che il gruppo non ha alcuna intenzione di sciogliersi. Forse è l'addio a una fase artistica, forse una manovra di marketing, forse l'addio a una formazione stabile.
Durante l'Against All Gods, infatti, piovono i problemi. Prima John 5 viene licenziato senza un motivo chiaro, poi Ginger Fish cade dalla piattaforma della batteria e si rompe il cranio e il polso. Per rimpiazzarlo viene chiamato l'ex N.I.N. Chris Vrenna, mentre alla chitarra arrivano prima Mark Chaussee, poi Tim Skold.
Nel 2005 Manson si gode la sua nuova mogliettina, l'artista-modella-attrice Dita Von Teese, ma nel 2006 torna dare segni di vita, pubblicando sul suo sito materiale (musicale e pittorico) legato a una fantomatica Celebritarian Corporation. È una volata lunga, sia alla galleria d'arte che Marilyn sta inaugurando a New York, sia al nuovo album, annunciato per il 2007.
A fine anno, mentre le radio mandano in rotazione "This Is Halloween" (singolo registrato per l'edizione rimasterizzata del film "The Nightmare Before Christmas" di Tim Burton), il Reverendo si separa dalla moglie (pare per via di una diciannovenne, l'attrice Evan Rachel Wood), entra in crisi e si butta totalmente nella registrazione del nuovo album.
A gennaio 2007, finalmente, l'annuncio: "Eat Me, Drink Me" è in uscita il 5 giugno, poi di nuovo on the road per scandalizzare mezzo mondo.