Mark Owen

Mark Owen

Il boy è cresciuto.
Parlando di Mark Owen è impossibile fare finta di nulla: è stato uno dei cinque favolosi Take That, la più amata delle boyband, un fenomeno di massa (con tratti di isteria) che ha segnato il pop dal 1991 al 1996, quando durante una conferenza stampa Mark, Gary Barlow, Robbie Williams, Jason Orange e Howard Donald annunciano che il gruppo finisce lì. Una tragedia generazionale per milioni di fan.
Ma al di là dei Take That, nella vita di Mark c'è stato un prima e c'è un dopo. Mark Anthony Owen (27 gennaio 1972) nasce e cresce in una piccola casa di Oldham, sogna di diventare un calciatore professionista del Manchester United (ci va vicinissimo) e invece finisce a fare lavoretti improvvisati. Fino, appunto, all'incontro con Gary, che gli stravolge la vita e lo catapulta e livelli di fama siderali (tanto più che, in generale, lui è considerato il bello della band).
15 milioni di dischi e cinque anni dopo, Mark si ritrova con una carriera pop tutta da inventare e una tonnellata di scorie da smaltire. A pochi mesi di distanza dallo scioglimento pubblica un disco solista dai toni sperimentali, "Green Man" (1996), che riscuote un buon successo di pubblico. Ma, probabilmente, gran parte del merito va all'effetto-scia. Mark desidera staccarsi completamente dalla fase TT e fare altro: approfondire e studiare l'arte (e l'artigianato) della canzone pop. Con calma, senza pressioni.
Scompare delle cronache dello showbusiness, e mentre altri scalano il mondo (Robbie diventa una superstar di proporzioni ciclopiche) lui si rinchiude nella sua casa nel Lake District, passeggia in mezzo alla natura e lavora alla sua musica, selezionando una piccola cerchia di collaboratori fidati (come il produttore Arthur Baker).
La RCA, perplessa dal nuovo materiale che Mark propone, nel 1999 decide di scaricarlo. Ci vogliono 6 anni, prima che si giunga nel 2002 a un demo pronto per le case discografiche, tra le quali si fa avanti la Universal.
Sempre nel 2002, Mark accetta dopo mille titubanze di partecipare all'edizione per le celebrità del Grande Fratello inglese. Dopo un lungo periodo di clausura, Mark torna nella mischia e vince, passando da Take That semi-dimenticato all'argomento di cui tutti parlano. Lui, comunque, non ci casca: sa che la fama improvvisa non dura molto, e quindi continua a dedicarsi alle sue canzoni come se nulla fosse successo.
Finalmente, nel 2003 il singolo "Four Minute Warning" preannuncia il nuovo LP "In Your Own Time". Il tour seguente riceve una calda accoglienza, ma il disco non raggiunge le vendite previste dalla label, che decide di scaricare Mark. Lui non si perde d'animo, fonda un'etichetta tutta sua, la Sedna Records, e si rimette al lavoro insieme al produttore Tony Hoffer (Beck, Thrills).
Nel 2004 esce il singolo "Makin' Out", primo assaggio dell'album "How The Mighty Fall" (2005), che vanta la presenza di musicisti del calibro di Joey Waronker (ex batterista dei R.E.M.), l'ex Jellyfish Roger Manning Jr., Greg Kurstin e Dan Rothschild.