Marlene Kuntz

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Marlene Kuntz

La via italiana ai Sonic Youth? Non proprio e non solo: i Marlene Kuntz sono uno dei gruppi guida della scena rock alternativa italiana.
Partiti dalla provincia di Cuneo con uno stile simile al noise di Thurston Moore&soci e testi che sembrano distillati da un libro di poesia, raggiungono in pochi anni una grandissima notorietà all'interno del circuito underground.
Il nome? Un collage originale, aspro-dolce, ma non proprio da carmelitane: 'kuntz' (la parola aspra) viene dal titolo di un pezzo dei Butthole Surfers ed è la trascrizione slang di 'cunts', che indica il plurale dell'organo femminile (quell'organo lì). Si pronuncerebbe 'canz', ma l'uso ha portato al canonico 'cunz' con cui i fan chiamano la band.
Marlene (la parola dolce), invece, si riferisce a Marlene Dietrich, musa della decadenza mitteleuropea – un clima storico ed estetico a cui la band vuole richiamarsi.
Il germe dei MK attecchisce tra i banchi di scuola, nella testa di Riccardo Tesio (chitarra) e di Luca Bergia (batteria). Ci provano per due anni, ma non succede niente; Riccardo lascia per raggiunto disincanto, entra Franco Ballatore, poi altri chitarristi, alla fine torna Riccardo che, stavolta, resterà. Il problema, se si vuole cominciare a fare sul serio, è trovare il cantante giusto. È il febbraio del 1989: Luca chiede a Cristiano Godano, cantante dei Jack On Fire nato e vivente a Bra, di entrare nelle fila del suo gruppo. Godano, che finalmente vede la possibilità di fare musica in italiano – nei Jack l'inglese era d'obbligo – accetta, anche se inizialmente il ruolo di cantante se lo prende Alex, il rumorista della band.
Comincia l'attività live dell'ensemble, intento agli esordi alla cacofonia; viene scelto e prontamente adottato il nome di Marlene Kuntz. Il primo demo è inciso a cavallo tra 1989 e 1990. Pochi mesi dopo Alex lascia e Godano si piazza dietro il microfono. Ad un anno di distanza dal primo, registrano il secondo demo, che però ottiene riscontri meno positivi. La terza cassetta è decisiva: i Marlene ci investono più soldi, curano meglio la produzione e la spediscono ai giornali, ricavando qualche recensione.
La distribuzione del demo porta ad un contatto sterile con la Dischi Del Mulo; nella primavera del 1992 i piemontesi partecipano al concorso Rock Targato Italia, che offre ai primi otto classificati la possibilità di registrare un pezzo negli studi di Gianni Maroccolo (ex dei primi Litfiba), in vista della realizzazione di una compilation. Grazie ad una defezione, i Marlene (piazzatisi noni) riescono a lavorare con Maroccolo e nasce una sintonia immediata e duratura; peccato che, non avendo Gianni una sua etichetta di distribuzione, si giunga a un'altra empasse. I Marlene decidono di fare un ultimo tentativo. Primi mesi del 1993: mentre stabiliscono i dettagli per la realizzazione di un mini autoprodotto, ancora con l'aiuto di Maroccolo, succede che Enrico Romano della MCA trova il loro terzo demo su una bancarella di Arezzo Wave. Qualche telefonata e, da quasi defunti, i Marlene si trovano tra le mani addirittura la possibilità di un disco intero, con l'apporto alla produzione di Marco Lega, una figura chiave nel far emergere le potenzialità del gruppo.
In quel periodo nasce il C.P.I. (Consorzio Produttori Indipendenti, guidato da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni dei CSI), per cui esce nel 1994 l'album d'esordio "Catartica". I Marlene Kuntz iniziano così una nuova fase della loro vita, tutta concerti-furgone-pochi soldi. Nel 1995 Dan Solo entra in formazione come bassista (prima di lui c'erano stati Franco Ballatore, Gianluca Viano in "Catartica" e brevemente Paolo Enria).
Nel 1996 arriva "Il Vile", la consacrazione: lo stile diventa sempre più personale e i Marlene si vedono catapultati allo status di band di culto dell'indie rock nazionale. Nel 1997 il C.P.I. pubblica "Petali Di Candore", una videocassetta live, e un anno dopo esce il minialbum "Come Di Sdegno", con canzoni inedite e remix. "Ho Ucciso Paranoia" (1999) conferma lo status raggiunto dalla band, come dimostra il tour trionfale che accompagna il disco. La seconda edizione dell'album ha in più un bonus-CD intitolato "Spore", composto di vari outtakes strumentali e rumoristi. Sempre nel 1999 esce il primo live, "H.U.P. - Live In Catharsis".
A fine 2000 i Marlene pubblicano il loro primo album per una major, la Virgin. Si intitola "Che Cosa Vedi" e venderà, alla fine, più di 50mila copie; uno dei singoli estratti, "La Canzone Che Scrivo Per Te", è uno struggente duetto fra Cristiano Godano e Skin, ex degli Skunk Anansie. Il brano riesce portare i quattro piemontesi fuori dall'aura di culto, aprendo loro le porte di un pubblico più ampio. I Marlene vengono accolti con entusiasmo in tutte le 70 date del tour.
Nel 2001 esce "Cometa", che raccoglie materiale uscito come b-side o pubblicato solo sulla versione in vinile di "Che Cosa Vedi", oltre a un paio di canzoni live. In estate MTV accompagna i Marlene nel Brand:New:Tour; i concerti estivi dei piemontesi si aprono con l'esibizione all'Heineken Jammin' Fetival. La fine del 2001 sigilla un annus mirabilis, ricco di soddisfazioni e successi.
Nel 2002 i MK si concedono giusto un mini tour promozionale in Svizzera, Francia e Olanda. L'attesa per il ritorno discografico si prolunga fino al 2003, quando viene pubblicato "Senza Peso", anticipato dal singolo "A Fior Di Pelle". Il disco viene rifinito a Berlino sotto la produzione artistica di Rob Ellis, collaboratore storico di PJ Harvey, insieme all'ingegnere del suono Head. Alle registrazioni prende parte anche Warren Ellis, violinista nei Bad Seeds di Nick Cave e nei Dirty Three.
A metà (quasi) del 2004 cade l'EP "Fingendo La Poesia", poi i MK intraprendono il tour estivo e partecipano alla bella compilation "Indies Against IN(vi)DIE". A fine anno scoppia il bubbone: l'insoddisfazione che Dan Solo va covando da tempo, tanto che non ha nemmeno preso parte al lavoro del nuovo LP, lo spinge a tagliare i rapporti con i Marlene Kuntz, che si ritrovano senza bassista. A marzo 2005, comunque, "Bianco Sporco" è pronto, anticipato dal singolo "Bellezza": al basso si è prestato Maroccolo, mentre la produzione questa volta è dei Marlene Kuntz stessi, con la collaborazione di Giorgio Canali, Rob Ellis e Victor Van Vugt ai missaggi (uno che in curriculum vanta "The Good Son" e "Murder Ballads" di Nick Cave). E il mese dopo parte la nuova tournée.
L'anno successivo arrivano nei negozi un disco live, "S-Low", e il DVD "MTV Storytellers: Marlene Kuntz", mentre nel 2007 il gruppo si cimenta con il teatro portando in tour uno spettacolo decisamente particolare: la sonorizzazione improvvisata del film muto "La Signorina Else", tratto dal romanzo di Arthur Schinitzler. A settembre è la volta del settimo album in studio della band. "Uno", registrato a Cuneo e prodotto da Maroccolo, vede la partecipazione del grande Paolo Conte e Greg Cohen, contrabbassista di Tom Waits, e di alcuni dei più importanti scrittori italiani del momento, da Benni a Brizzi, passando per Lucarelli e Gianmaria Testa.