Matchbook Romance

Matchbook Romance

La grande famiglia dell'emocore ha un nuovo e gradito membro.
Le radici dei Matchbook Romance vanno ricercate nel lontano 1997, quando il bassista Ryan Kienle e il cantante e chitarrista Andrew Jordan iniziano a militare in varie rock band della zona di New York. Con una di queste, i Fizzlewink, pubblicano, nel 2001, anche un disco autoprodotto.
È il segnale che le cose iniziano a girare per il verso giusto e così Kienle e Jordan decidono che è arrivato il momento di fare sul serio: ingaggiano il chitarrista Ryan DePaolo e il batterista Aaron Stern e si battezzano The Gateway.
Per farsi conoscere, oltre a un'incessante attività live nel nord est degli Usa, la neonata formazione sceglie di puntare subito sul web: apre un sito, e dà vita a un martellante passaparola digitale che in breve tempo porta i suoi primi pezzi nei più importanti portali, blog e forum statunitensi dedicati al punk e all'emocore. Ed è proprio grazie a uno di questi che una loro canzone, "Ex Marks The Spot", giunge alle orecchie di Brett Gurewitz, chitarrista dei Bad Religion nonché padre fondatore dell'etichetta Epitaph Records, che li assolda immediatamente nella propria scuderia.
Per questioni legali il quartetto è costretto a cambiare nome: abbandona quindi The Gateway e opta per il definitivo Matchbook Romance, giusto in tempo per entrare in sala di registrazione insieme a Gurewitz, in veste di produttore, per realizzare l'EP di debutto, "West For Wishing", pubblicato nell'aprile del 2003.
Passano solo cinque mesi e la band ha già pronto l'album d'esordio "Stories And Alibis", prodotto, questa volta, da Joe Barresi (in passato già al lavoro con Queens Of The Stone Age, Pennywise e Weezer). Il disco, che raggiunge il sorprendente traguardo delle 200 mila copie, è un ottimo esempio di emocore d'inizio millennio, con chitarre tirate e sterzate di rabbia e melodia, che in più di un occasione si avvicinano anche alle morbidezze del pop.
Il buon riscontro di critica e pubblico permette alla gruppo d'intraprendere un lungo tour che lo tiene impegnato praticamente per tutto l'anno successivo, durante il quale pubblica anche uno split di quattro tracce insieme ai compagni di label Motion City Soundtrack.
Con il 2005 Jordan e compagni tornano al lavoro in vista del loro secondo lavoro in studio, che esce puntuale nel febbraio 2006 con il titolo "Voices": se la matrice emo non viene abbandonata, il disco appare più ambizioso e complesso rispetto a "Stories And Alibis", con passaggi maggiormente elaborati, che fa scattare da più parti il paragone con i britannici Muse.