Maximilian Hecker

Maximilian Hecker

Pop elettronico e malinconico made in Germania.
Da piccolo va matto per i Beatles, da ragazzo entra nella band della scuola come percussionista, da quasi adulto staziona agli angoli delle strade suonando i pezzi degli Oasis con la chitarra acustica. Il suo nome è Maximilian Hecker, polistrumentista e compositore.
La sua carriera musicale decolla nel 1998, dopo che il trasferimento a Berlino lo mette in contatto con uno degli ambienti più vivaci della scena musicale europea. Già prima di allora, però, Hecker ha fatto molta strada: nato a Heidenheim nel 1977, studia un po' tutti gli strumenti che gli capitano a tiro, dal pianoforte alla batteria, dalle percussioni alla chitarra fino ad alcuni esperimenti con l'elettronica.
Nel 1994 comincia a comporre le sue prime canzoni e subito capisce che qualcosa non funziona: le band in cui suona, infatti, non le eseguono come vorrebbe. Non ci sono indicazioni o litigi che tengano: il risultato finale è sempre troppo lontano da quello che desidera. Soluzione? Fare tutto da solo, sia in studio sia dal vivo.
L'esordio arriva nel 2000, quando inserisce il brano "Cold Wind Blowing" nella colonna sonora del film "Alaska.de" (storie di ghetto nell'ex Berlino est).
L'anno successivo arriva il debutto vero e proprio grazie all'album "Infinite Love Songs": 12 brani prodotti dall'etichetta tedesca Kitty-Yo e cantati rigorosamente in inglese (la lingua del pop secondo Hecker).
Dopo il debutto, che colpisce molto la critica e che gli assicura uno spazio tutto suo nel panorama dei musicisti electro-pop, Maximilian Hecker torna nel 2003 con l'album "Rose", che conferma le sue doti di compositore e paroliere.
L'album numero 3 arriva a gennaio del 2005, sempre grazie all'etichetta Kitty-Yo: si intitola "Lady Sleep" e regala 11 brani pieni di malinconia e introspezione, tanto da spingere quelli della sua casa di produzione a presentarli come il supporto ideale per "ubriacarsi e cominciare a piangere".