Megadeth

Megadeth
  • Rock, Thrash, Heavy Metal, Speed Metal, Progressive Metal
  • I Megadeth sono colossi del thrash. I Megadeth sono Dave Mustaine. E all'inizio Dave Mustaine era un [... altro]

À Tout Le Monde [Set Me Free] (Album Version)

I Megadeth sono colossi del thrash.
I Megadeth sono Dave Mustaine.
E all'inizio Dave Mustaine era un Metallica. Almeno fino al 1983, quando i compagni lo sbattono fuori dal gruppo perchè è un irascibile, incontrollabile strafatto, e al suo posto piazzano Kirk Hammett. Nasce così una rivalità destinata a diventare storica nel metal e nascono così i Megadeth, che nel corso di tre dischi diventeranno una delle più esaltanti macchine di distruzione del thrash.
Antefatto. Dave Mustaine nasce il 13 setembre 1961 a La Mesa, un sobborgo nella California meridionale. La situazione familiare è un disastro: abita in una casa fatiscente con la madre, che spesso si disinteressa a lui e lo affida a zii e zie. Inutile dire che gli zii e le zie in questione non vedono di buon occhio le inclinazioni metallare di Dave, che comunque nel 1981 fonda i Metallica con Lars Ulrich e James Hetfield.
Torniamo al 1983: appena espulso, Mustaine crea i suoi Megadeth con il bassista Dave Ellefson, il chitarrista degli Slayer Kerry King e il batterista Lee Rausch: la formazione dura poco e in breve subentrano il chitarrista Chris Poland e il batterista Gar Samuelson. La band spende i due anni successivi suonando dal vivo e costruendosi una base di fan; nel 1984 firma con la label indipendente Combat, che nel 1985 pubblica il debutto "Killing Is My Business... And Business Is Good", costruito su un thrash tecnico e tirato, meno progressive e più nichilista di quanto proposto dai Metallica. L'album ottiene i consensi della critica, vende molto bene per essere una produzione indipendente e attira l'attenzione delle major: a fine anno i Megadet si trovano per le mani un contratto con la Capitol.
Nel 1986 depongono una pietra miliare del genere (e del metal tout court): "Peace Sells... But Who's Buying?" è un maremoto di riff, un'opera oscura e sarcastica, cinica e politica che trafigge di piacere le orecchie ascolto dopo ascolto. "Peace Sells" diventa disco di platino e segna l'alba della grandezza (anche commerciale) dei Megadeth.
Ma come in ogni storia che si rispetti, nel momento del fulgore fa la sua entrata in scena l'antagonista, che però in questo caso è Mustaine stesso. Sbranato dall'eroina, assume comportamenti imprevedibili e dannosi, come la decisione di licenziare di colpo Poland e Samuelson, a cui preferisce Jeff Young e Chuck Behler. La nuova formazione partorisce "So Far, So Good...So What!" (1988), che puzza di eroina e disperazione lontano un miglio. Le recensioni sono meno entusiastiche, ma le vendite restano discrete. Il disco contiene la cover di "Anarchy In The UK", un pezzo spesso deriso che però diventa un caposaldo nelle esibizioni live della band.
Poi la droga prende il sopravvento e i Megadeth si impantanano. Nel 1990 Mustaine viene arrestato per guida sotto effetto di stupefacenti, finisce in un programma di disintossicazione e ne esce tirato a lucido. Il gruppo, dopo il solito rimestamento di membri (fuori gli ultimi due arrivati, dentro il chitarrista Marty Friedman e il batterista Nick Menza, due musicisti stratosferici) riparte alla grande con "Rust In Peace" (1990), un capolavoro di spirali chitarristiche, maniacali nel loro perfezionismo. La perizia tecnica sfoggiata dai 4, che travalica quasi nel progressive, lascia a bocca aperta: pochi gruppi al mondo possono avvivinarsi a quello che i Megadeth sanno fare. "Rust In Peace" è un disco fondamentale, che consacra Mustaine e compagni tra i giganti del thrash.
Sfruttando il momento favorevole, la band partecipa al Clash Of The Tytans con Slayer, Suicidal Tendencies e Testament, poi suona di spalla ai Judas Priest e infine riparte nuovamente con il Clash Of The Tytans in compagnia di Slayer, Anthrax e Alice In Chains.
Il 1991 è un anno seminale: i Metallica staccano il piede dall'acceleratore, sfoderano le ballad e con il "Black Album" sfondano il mercato mainstream, diventanto un fenomeno di massa. E io no?, pensa Mustaine, che risponde un anno dopo con il magnifico "Countdown To Extinction": pur ammorbidendo la componente thrash , il disco è dannatamente potente, ma al tempo stesso più accessibile grazie a ritornelli quasi-melodici e a un generale rallentamento ritmico.
È un trionfo: nell'era del grunge, i Megadeth riescono a mantenere un'identità nitidamente metal, aumentando il loro bacino d'utenza fino a diventare una delle band più importanti e influenti del mondo. Nel 1994 Mustaine ci riprova con "Youthanasia": stessa formula del predecessore, anzi ancora più semplificata, e stesso risultato di gloria e di pubblico. "Youthanasia" è, in qualche modo, una sorta di prototipo del metal di cassetta (ma di classe) anni Novanta, senza cadute di tono e di stile, il punto d'arrivo della metamorfosi dei Megadeth.
Il fatto è che bisogna sapere quando fermarsi, e questa non è certo una delle qualità di Mustaine, il padre-padrone che tutto decide (gli altri fanno quasi da comparsa). Dopo la parentesi di "Hidden Treasures" (1995), una raccolta di rarità e pezzi da colonna sonora che serve da grimaldello per accedere al pubblico di MTV, il gruppo torna con l'attesissimo "Cryptic Writings" (1997), ma stavolta le cose non vanno come dovrebbero: Mustaine esagera con la semplificazione e sforna un disco di rock quasi radiofonico. La qualità di scrittura resta elevata e alcune canzoni sono eccellenti, ma il fattore-metal è al lumicino e, in qualche modo, l'identità stessa dei Megadeth e la loro credibilità ne escono compromesse.
Nel frattempo, Mustaine si è inventato anche un progetto parallelo, gli MD.45, che nel 1996 pubblicano il loro primo e unico disco "The Craving"; con Dave ci sono Lee Ving dei Fear, Jimmy DeGrasso (batterista di Alice Cooper, ex Suicidal Tendencies) e Kelly Lemieux degli Shrine.
Nel 1998 Mustaine fa fuori Menza e inserisce in rosa proprio DeGrasso, sfaldando la formazione più solida e più amata dei Megadeth. DeGrasso arriva giusto in tempo per incidere l'album del 1999, "Risk", che invece di risollevare le sorti della band, ormai in declino, le affossa. Dopo la pubblicazione del best of "Capitol Punishment: The Megadeth Years" (2000), che permette di chiudere il contratto con la Capitol, lascia anche Friedman e al suo posto arriva Al Pitrelli, ex Savatage.
Mustaine, però, dimostra di saper imparare dei suoi sbagli e decide di tornare sulla via del suono che rese immensi i Megadeth: "The World Needs A Hero" (2001, per la Sanctuary) è un disco metal al 100%, che riconquista i fan e la critica, per quanto le vendite dorate di un tempo siano un ricordo lontano.
Al tour estivo, di spalla agli AC/DC, seguono due concerti in Arizona, filmati e registrati per realizzare un CD ("Rude Awakening", 2002) e DVD live, senza sapere che saranno gli ultimi show per la band (almeno, per un po').
Nel 2002 Mustaine si infortuna a un braccio (letteralmente dormendoci sopra: incredibile) e gli viene diagnoticata una neuropatia compressiva del nervo radiale, che gli impedisce di suonare la chitarra. Cala lo sconforto e cala il sipario sui Megadeth, che nel 2002 annunciano lo scioglimento.
Sembra la fine di una cavalcata durata vent'anni, tra alti e bassi, ma a sopresa nel 2004 Mustaine annuncia che la riabilitazione lo ha rimesso in sesto: insieme al batterista Vinnie Colaiuta, al bassista Jimmy Sloas e al redivivo Chris Poland incide "The System Has Failed", un altro grande album. Poco dopo cambia ancora la formazione: Glen Drover alla chitarra, James MacDonough al basso e Shawn Drover (fratello di Glen) alla batteria.
Parte un intenso tour mondiale, il Blackmail The Universe, che si allunga fin dentro il 2005, e poi Mustaine organizza il festival itinerante Gigantour, che vede nella bill Dream Theater, Fear Factory, Dillinger Escape Plan e Nevermore.