Meshuggah

Meshuggah

Nordici, tecnici e insensatamente violenti, i Meshuggah sono una delle band più innovative del thrash metal. Additati come maestri da gente del calibro di Tool, Fear Factory e Deftones, i cinque ragazzi di Umeå, Svezia, si sono guadagnati i galloni sul campo, con un'impressionante fusione di scudisciate death, linee vocali tormentate e atonali, ritmiche intricate come una cesta piena di serpenti e riffaggi dissennati come l'astrazione matematica dell'anima.
Meshuggah è una parola yiddish che significa qualcosa di simile a pazzo, e viene scelta come monicker da Fredrik Thordendal, chitarrista col vizio di essere un genio, quando fonda una band insieme a Jens Kidman (voce, chitarra), Johan Sjögren (chitarra), Jörgen Lindmark (basso) e Per Sjögren (batteria).
Il gruppo nasce nel 1987 e si scioglie dopo qualche demo, quando Kidman lascia per mettere in piedi i Calipash. Neanche qui la stabilità è di casa, Torbjörn Granström lascia presto un buco alla chitarra e Thordendal gli subentra. Nuovamente in squadra assieme, Jens e Fredrik decidono di rispolverare il vecchio nome e i Meshuggah iniziano a fare sul serio.
Peter Nordin (basso) e Niclas Lundgren (batteria) completano la line-up che nel 1989 realizza "Psykisk Testbild", l'EP che bagna il debutto ufficiale del gruppo. L'impasto musicale è chiaramente influenzato dai primi Metallica, dai Testament e da tutti i gruppi storici del thrash. Per certo i ragazzi suonano bene e sembrano decisamente interessati alla parte più progressiva e contorta del genere. Probabilmente amano molto i Death Angel.
Appena dopo l'uscita del mini Lundgren va a cercar fortuna altrove, lasciando la batteria a Tomas Haake. Il nuovo acquisto alza ulteriormente il tasso tecnico, i Meshuggah si mettono a lavorare su un nuovo demo e vengono messi sotto contratto dalla tedesca Nuclear Blast. Nel 1991 esce il primo album lungo, "Contradictions Collapse", che inizia a far vedere i segni dell'ultrametallo che renderà famosa la band.
I pezzi sono lunghi, strutturati, con ritmiche complesse e sfuriate sonore che creano architetture nevrotiche dentro una devastante cacofonia distorta. È ancora thrash, ma è anche death, grind, hardcore, progressive, non mancano neppure strutture al limite del jazz. Difficile inquadrare i Meshuggah, praticamente impossibile stabilire un genere. "Contradictions Collaps" fa parlare di sé nel mondo del metal, ma Nuclear Blast non sembra intenzionata a investirci più di tanto e le vendite restano modeste. Kidman decide di concentrarsi sul microfono e lascia la seconda chitarra a Mårten Hagström, i Meshuggah lavorano duro alla ricerca del modo migliore per fare a pezzi il sistema nervoso dell'ascoltatore e nel 1994 fissano i paletti dell'ultrametallo con l'EP "None".
A questo punto Nuclear Blast si accorge di avere in casa un calibro da novanta e decide di puntare sulla band, ma ci si mette di mezzo la sfiga. Thordendal, che per vivere fa il carpentiere, si amputa un pezzo di un dito della mano sinistra e resta impossibilitato a suonare per un po'. Haake, che per estro tecnico e compositivo non ha nulla da invidiare al compagno chitarrista, riesce a essergli alla pari anche in quest'occasione e si ferisce una mano con un tornio (o forse con una macchina molatrice, non è ben chiaro). L'appuntamento col destino è solo rimandato: preceduto dal mini "Selfcaged" (1995), "Destroy, Erase, Improve" (1995) annichilisce il mondo del metal. I Meshuggah decompongono, distillano e riducono a frammenti di brutalità incandescente tutto ciò che è musica estrema, poi alzano il volume e creano un mondo musicale astratto e dalla sconfinata violenza. "Destroy, Erase, Improve" è l'avanguardia della brutalità, e il gruppo inizia a fare scuola.
Tra la registrazione e la pubblicazione dell'album, però, un'altra tegola cade sulla testa di Thordendal e soci. Mentre sono in tour coi Machine Head, Nordin inizia ad avere problemi di equilibrio a causa di un'infezione all'orecchio ed è costretto a gettare la spugna. Chiuso il tour con la formazione a quattro, al basso viene reclutato Gustaf Hielm (ex Charta 77).
Nel 1996 il combo svedese resta un po' al palo soprattutto perché Thordendal decide di concentrarsi su un progetto solista (pubblicherà un disco, "Sol Niger Within", nel 1996). L'anno dopo i cinque tengono fresco il nome con "The True Human Design" (1997), EP che prelude la ripubblicazione di "Contradictions Collapse" con i pezzi dell'introvabile "None" come bonus track.
Il 1998 è l'anno della consacrazione: "Chaosphere" estremizza il discorso musicale dei Meshuggah e si porta dietro una serie di concerti devastanti, alcuni di spalla ai monumentali Slayer. La chitarre impastano riff pesanti e labirintici, Kidman mette in scena un manicomio vocale e Haake manda fuori di testa il pubblico tenendo i 4/4 con le braccia mentre martella una serie di tempi dispari col pedale.
Nel 2001 esce "Rare Trax", una raccolta di vecchi demo e pezzi introvabili, e si comincia a parlare di un nuovo album. C'è un po' da aspettare: l'attesissimo "Nothing" esce nel 2002 e continua la dolorosa esplorazione dei confini della musica estrema. Thordendal e Hagström ridefiniscono il concetto di riff pesante anche grazie a una chitarra a otto corde appositamente costruita. Jack Osbourne, grande fan della band, mette una buona parola e i Meshuggah tornano negli States per fare da headliner al secondo palco dell'Ozzfest. Dalle riviste di musica piovono premi e lodi sperticate: ormai il gruppo è entrato di diritto nel giro che conta.
"I", EP del 2004 composto da un'unica canzone, è una sfuriata progressive che dimostra che Kidman, Thordendal, Hagström, Haake e il nuovo bassista Dick Lövgren non hanno alcuna intenzione di dormire sugli allori. Iniziando a lavorare sulle campionature della batteria di Haake, il cosiddetto Drumkit From Hell, "Catch Thirtythree" (2005) germoglia come un sofferto sterpaio di violenza sonora. Maturo e ambizioso, è l'ennesimo disco che conferma i Meshuggah nel gotha della musica pesante.
Ecco perché si accende l'entusiasmo quando la band utilizza il proprio sito ufficiale per annunciare l'uscita del sesto album in studio verso l'autunno del 2007 (prima ci sono un po' di live estivi in giro per il mondo).