Miguel Bose

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Miguel Bose

Una carriera divisa tra due mondi.
Nella memoria collettiva è un'icona degli anni Ottanta, adorato dalle teenager di mezza Europa. Ma Miguel Bosé non è certo solo questo, sia perché non si è mai accontentato dell'immagine di sex symbol che i media hanno cercato di cucirgli addosso, sia perché la sua passione per l'arte lo ha portato a esplorare non solo il mondo della musica, ma anche la danza, il cinema e il teatro.
Basta dare un'occhiata alla sua famiglia per capire che Miguel è destinato al successo. Nasce nel 1956 dal matrimonio tra l'attrice italiana Lucia Bosé, una delle donne più belle della sua epoca, e il leggendario torero madrileno Luis Miguel Dominguin, re dell'arena che con le sue imprese ispirò uno dei libri del grande scrittore Ernest Hemingway, "Un'Estate Pericolosa". L'ambiente in cui si trova immerso fin da bambino è uno straordinario connubio di arte, cultura, lusso e glamour che lo porta a sviluppare un pensiero autonomo e anticonformista fin da giovanissimo. Tra i più assidui frequentatori della famiglia c'è il geniale pittore e scultore Pablo Picasso, che sarà tra i primi ad intuire le sue doti e a incoraggiarlo a studiare danza. A 16 anni, Miguel esordisce nel mondo del cinema con il film di Duccio Tessari, "Gli Eroi Milionari", prima di una serie di produzioni che interpreterà nel corso della sua carriera, tra cui meritano una menzione "Suspiria" (1977) del maestro del brivido Dario Argento, "Tacchi A Spillo" (1991) di Pedro Almodóvar e "La Regina Margot" di Patrice Chéreau (1994), parentesi riuscite in una carriera in cui la musica ha però sempre avuto il primo posto.
Nel 1973, contro la volontà del padre, inizialmente ostile alle sue velleità artistiche, si trasferisce a Londra e frequenta la Scuola di danza e mimo di Lindsay Kemp, continuando poi gli studi a Parigi e New York.
Il 1975 è l'anno del suo approdo alla musica con il singolo "Soy/For Ever For You", seguito l'anno dopo da "Es Tan Fácil/Who?". Il primo album, "Linda", pubblicato solo in Spagna, vede la luce nel 1977 e contiene dieci brani, tra cui la title-track che è la versione spagnola di un brano dei Pooh.
Nel 1978 è la volta di "Miguel Bosé" che, lanciato dalla hit "Anna", decreta il successo di Miguel fuori dai confini spagnoli, soprattutto in Italia, dove i singoli seccessivi, "Super Superman" (1979, tratto dal 33 giri "Chicas"), e "Olympic Games", si rivelano veri e propri trionfi. Quest'ultimo, contenuto nel disco "Miguel", gli vale la prima di tre vittorie al Festivalbar, una popolarità immediata e una folla di fan adoranti. È un momento d'oro per il cantautore spagnolo, che non si ferma un attimo e pubblica nel 1981 "Más Allá" (che nella versione italiana è intitolato "Singolo") e nel 1982 la raccolta dei suoi migliori brani cantati in italiano, intitolata "Bravi Ragazzi - I Grandi Successi Di Miguel Bosé".
Nel 1983 esce "Made In Spain" (in Italia "Milano-Madrid"), con una copertina disegnata da Andy Warhol, che segna il picco più alto della popolarità di Miguel. "Bandido" (1984) è il disco della svolta: nuovo sound e arrangiamenti elaborati, oltre a una ricerca introspettiva che lo allontana dallo stereotipo del ragazzo acqua e sapone, disorientano i fan e aprono la strada a un graduale allontanamento di Miguel dalle luci della ribalta. La sua sperimentazione continua, e approda a "Salamandra" (1986) e "XXX" (1987), ricchi di sonorità elettroniche, che non riscuotono un grande successo di vendite e falliscono il loro obiettivo: la conquista del mercato americano. Dovranno passare tre anni prima di trovare un nuovo lavoro di Bosé nei negozi. "Los Chicos No Lloran" è più commerciale dei due precedenti ed è cantato interamente in spagnolo.
Nel 1993 esce "Bajo El Signo De Cain", che arriva in Italia l'anno successivo con il titolo di "Sotto Il Segno Di Caino", seguito due anni dopo da "Labirinto" e nel 1998 da "Once Maneras De Ponerse El Sombrero", una raccolta di cover di classici della musica latinoamericana. Il nuovo millennio si apre con "Girados", un lungo tour in Spagna e America Latina a fianco dell'ex voce solista dei Mecano, Ana Torroja, e nel 2001, con "Sereno", album di impronta marcatamente commerciale e non particolarmente enigmatico.
Tra il settembre e il dicembre 2002, Miguel conduce in TV "Operazione Trionfo", un reality show basato sulle sfide musicali tra aspiranti ballerini e cantanti. Il successo non è comparabile a quello dell'edizione iberica, ma il programma ha il merito di riproporre il performer al pubblico italiano
Sempre pronto a sparigliare le carte, nel 2004 Miguel torna con il nuovo progetto "Por Vos Muero", disco che si avvale della collaborazione di molti musicisti e compositori, tra cui Alejandro Sanz. Omaggio al mondo del cinema, alle orchestre e alla sua formazione classica, il disco viene registrato nello studio personale di Miguel e offerto dal vivo in poche occasioni, visto il grande numero di musicisti coinvolti e le difficoltà logistiche che questo comporta.
Nel 2005, il cantautore dimostra nuovamente la sua capacità di cambiare pelle con lo sperimentale "Velvetina", che raccoglie sonorità dance, trip hop e chill-out e viene presentato durante un lungo tour in Spagna e Sud America.
Nel 2007 Miguel festeggia trent'anni di carriera con "Papito" un album in cui reinterpreta i suoi più grandi successi in duetto con grandi star tra cui Shakira, Mina, Laura Pausini, Paulina Rubio, Julieta Venegas e Ricky Martin. È un successo da oltre un milione e mezzo di copie vendute, con punte record già nelle prime settimane, che testimoniano tutto l'affetto dei fan per un artista che ha saputo distinguersi prima di tutto per la sua indipendenza e per la capacità di reinventarsi senza restare prigioniero degli schemi e delle leggi del mercato.
A tre anni di distanza dalla pubblicazione di 'Papito', Miguel torna con il nuovo album "Cardio", composto da tredici brani solari ed ironici, che svelano ancora una volta l'anima elegante e creativa di uno degli artisti internazionali più apprezzati in Italia e nel mondo.
Il 18 febbraio 2010, Bosé partecipa come ospite al Festival di Sanremo 2010 e sul palco dell'Ariston interpreta "Non Ho l'Età" di Gigliola Cinquetti.