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Millencolin

Dalla Svezia con furore.
Si incontrano all'inizio degli anni '90, adorano il punk-rock e passare i pomeriggi a fare skateboard: sono i Millencolin, alfieri dello skaterock-punk nordico.
I loro nomi: Nikola Sarcevic (basso e voce), Erik Ohlsson (chitarra), Mathias Färm (chitarra), Frederik Larzon (batteria).
Iniziano a fare skate nella seconda metà degli anni '80, in giro per le strade della cittadina di Örebro. Più o meno nello stesso periodo vanno fuori di testa per l'hardcore californiano di gente come Operation Ivy, Descendants e NOFX. Come spesso succede, ognuno per i fatti suoi comincia a suonare in uno dei vari gruppi punk locali.
A ottobre del 1992 decidono di rompere gli indugi e fondare una band insieme, prendendo il nome da un trick che si esegue con lo skate (il melancholy, conosciuto anche come sad air).
All'inizio sono in 3: Nikola, Erik e Mathias (che per il momento si dedica alla batteria). Dopo aver inciso un demo ("Goofy") e aver suonato una sola volta dal vivo, capiscono che avere due chitarre è meglio che averne una. Risultato: Mathias, che sa suonare la chitarra, molla i tamburi e cede il posto a Frederik. Sono i primi mesi del 1993.
La nuova formazione incide un nuovo demo ("Melack") e lo spedisce alla Burning Heart Records, etichetta di Örebro che proprio in quel momento sta muovendo i suoi primi passi. Il contratto arriva nel giro di qualche pinta di birra. A novembre 1993 viene pubblicato il primo mini, "Use Your Nose". Il pubblico reagisce bene e così l'etichetta propone un album lungo: per la prima volta i 4 ragazzi non devono pagarsi ogni minuto di sala di registrazione. È una rivoluzione.
Nel 1994 escono prima il mini "Skauch", poi l'album "Tiny Tunes", che nel 1996 farà incavolare quelli di Warner Bros perché la copertina e il titolo ricordano troppo i cartoni dei Looney Tunes. L'album verrà poi ripubblicato come "Same Old Tunes".
Il disco successivo, "Life On A Plate", esce a ottobre 1995 e viene distribuito anche negli States grazie all'interessamento di Brett Gurewitz, patron di Epitaph Records e chitarrista dei Bad Religion. Nel frattempo, i Millencolin intensificano l'attività live gironzolando per festival e palcoscenici di vario tipo, e si imbarcano nella loro prima tournée fuori dalla Scandinavia fino a toccare Giappone, Canada, Stati Uniti, Brasile e Australia e a partecipare ad alcune date del Warped Tour 1997.
Il terzo disco "For Monkeys" (1997) conferma la fama dei Millencolin. Fin troppo: a metà dell'anno si ritrovano con oltre 500 date fissate in 5 diversi continenti. La stanchezza comincia a farsi sentire e il divertimento va a farsi benedire. Urge una riunione di gruppo sul da farsi. La decisione è presto presa: pausa. Per un tempo indefinito. Non che smettano di suonare insieme, comunque: c'è il tempo di scrivere nuovi brani e di mettere insieme "The Melancholy Collection" (1999), una compilation che riunisce in un solo disco i primi due EP, tutti i b-side dei singoli e un paio di novità.
Il ritorno in sala d'incisione avviene agli inizi del 1999, quando Gurewitz li invita a Hollywood per produrre "Pennybridge Pioneers" (febbraio 2000), con suoni più rock oriented. Il titolo deriva dalla traduzione in inglese di Örebro: Öre=Penny, Bro=Bridge.
I concerti dal vivo ripartono con l'acceleratore a tavoletta. Poi è la volta di un nuovo disco, "Home From Home" (2002). Parte la tournée che continua fino a novembre del 2004. Nel 2005 i Millencolin si concentrano sul nuovo album, "Kingwood", che torna al punk rock veloce delle origini.
Esauriti gli impegni promozionali e live, nei molti mesi a seguire i 4 si dedicano a vari progetti in solitaria: Ohlsson lavora come designer per la Eckhouse Design, Sarcevic incide il suo secondo disco solista ("Roll Roll And Flee", 2006), Larzon suona nella band hardcore Kvoteringen, Färm porta avanti il side project Franky Lee. Finalmente a fine 2007 i Millencolin si ritrovano in studio per lavorare sul nuovo disco di inediti "Machine 15", pubblicato nel 2008.