Mina

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Semplicemente, la musica italiana. Anna Maria Mazzini nasce a Busto Arsizio il 25 Marzo 1940 da una famiglia agiata (il padre è un industriale) che nel '43 si trasferisce a Cremona dove Mina cresce e trascorre l'adolescenza.
Anna Maria interrompe gli studi (ragioneria) al quarto anno e comincia a dedicarsi alla sua vera passione: la musica. Fonda un gruppo, gli Happy Boys e comincia a fare delle serate nei locali. È proprio durante una di queste esibizioni che la nota il produttore David Matalon, titolare di una piccola etichetta discografica. Incide quindi alcuni 45 giri (con lo pseudonimo di Baby Gate) poi cambia gruppo. Con i Solitari canta un brano che la rende subito celebre: "Nessuno" (1959), nella sua fantasiosa interpretazione (particolarissima la pronuncia della "esse"). Diventa un fenomeno giovanile (La Tigre di Cremona è il suo nickname), riempie le riviste dell'epoca con dibattiti, molto in voga all'epoca, sugli urlatori e i melodici, e incuriosisce il celebre presentatore Mike Bongiorno, che la invita al programma Lascia O Raddoppia.

Alti e bassi
Nel 1960, Elio Gigante diventa il suo manager e per Mina comincia un periodo di serate nei maggiori locali italiani e di incisioni fortunate (come "Tintarella Di Luna" e "Una Zebra A Pois"), che culminerà con una deludente partecipazione al festival di Sanremo.
Mina però è già più matura e accetterà di cantare una canzone molto originale, composta dal giovane cantautore genovese Gino Paoli: "Il Cielo In Una Stanza". Questa volta il successo di critica e pubblico è indubbio e la cantante, regina indiscussa degli urlatori, dà un primo saggio delle sue grandi doti di interprete sensibile e raffinata.
Nel '61 ci riprova con Sanremo. Il brano "Le Mille Bolle Blu" però non riscuote il successo aspettato. Mina decide quell'anno di non partecipare più al festival, una decisione che all'epoca fa scalpore; non ritornerà mai sui suoi passi. Il 1963 segna un nuovo capitolo amaro della vita della cantante. Dopo i successi del programma Studio Uno, lo scandalo legato alla nascita del figlio Massimiliano (il padre, l'attore Corrado Pani, è sposato con un'altra donna) le chiude le porte della Rai, la espone al giudizio bigotto della gente e le fa perdere il contratto con la casa discografica Italdisc.
Eppure, contrariamente a quanto ci si potesse attendere, il suo esilio dura poco: dopo il successo di "Stessa Spiaggia Stesso Mare", Mina, che non si è mai arresa, torna in Rai da protagonista in un crescendo di apparizioni e di brani come "È L'Uomo Per Me", "Città Vuota", "Un Anno D'Amore". Questo periodo di rinascita culmina con una nuova edizione di Studio Uno e con "Brava", una canzone tecnicamente molto impegnativa, scritta apposta per lei da Bruno Canfora in omaggio alle sue indiscusse qualità vocali.
Seguono nuovi programmi di grande successo sia televisivi (terza edizione di Studio Uno) che radiofonici (Gran Varietà), brani indimenticabili come "Se Telefonando", scritta dal giovane giornalista Maurizio Costanzo e da Ennio Morricone, e la versione italiana di "A banda" del cantautore brasiliano Chico Buarque de Hollanda.

Gli anni indipendenti
Nel 1967, Mina fonda una casa di produzione propria, la PDU, e finalmente è libera di cantare quello che vuole. È il periodo dei duetti con De Andrè ("La Canzone Di Marinella"), Soffici/Mogol ("Non Credere"), Battisti/Mogol ("Insieme", "Io E Te Da Soli" e "Amor Mio"). Nel 1968 registra il suo primo album live (in occasione dieci anni di attività alla Bussola) e canta la sigla di Canzonissima, "Vorrei Che Fosse Amore", e il brano di Dionne Warwick "La Voce Del Silenzio".
Il 1971 e 1972 registrano la nascita della secondogenita Benedetta e canzoni come "Grande, Grande, Grande" e "Parole Parole", indimenticabile nell'interpretazione con Alberto Lupo. Ma già l'anno successivo segna la sua ultima partecipazione televisiva: il programma è Milleluci, condotto con Raffaella Carrà, e la sigla di coda è "Non gioco più", con il grande Thoots Thielmans all'armonica a bocca e interpretata da una Mina particolarmente ironica e sensuale.
Nello stesso anno il sodalizio artistico con Franco Califano produce "Amanti Di Valore" mentre "E poi", scritta dall'ex Rokes Shel Shapiro, conosce un successo straordinario. Nel 1973 muore il marito Virgilio Crocco (dal quale era già separata) in un incidente stradale mentre era in viaggio negli Stati Uniti. Due anni di attesa, poi nel '75 Mina torna alla grande con "L'Importante È Finire" di Cristiano Malgioglio e con i due album d'autore: "Mina Canta Lucio" (ovviamente si tratta di Lucio Battisti) e "Mina Quasi Jannacci", che comprende alcuni dei brani più belli dell'eclettico medico/cantautore/cabarettista milanese.
Nel '78, Mina incide la struggente "Ancora, Ancora, Ancora" (sigla finale di Mille e Una Luce) e torna per l'ultima volta alla Bussola. Ovviamente è il tutto esaurito, ma dopo 13 serate è costretta a interrompere le esibizioni perchè si ammala. Da quel momento Mina non apparirà mai più in pubblico.

Artista invisibile
Mina si ritira dalle scene e va a vivere a Lugano. Da lì assumerà un ruolo diverso: da quello di mattatrice dello schermo interpretato finora: sarà l'artista di riferimento della musica italiana e internazionale, imitata e venerata da colleghi e fan. È isolata, eremitica, invisibile, misteriosa. Del resto le cifre le danno ampiamente ragione e tutti i suoi dischi, mai seguiti da concerti, registrano regolarmente un successo di pubblico sconosciuto a molti altri. I suoi album, quasi tutti doppi, continuano a uscire con cadenza annuale mentre le raccolte di successi mantengono vivo il suo mito e lo alimentano. La biografia di Mina diventa quindi un lungo elenco di album, prodotti con una puntualità encomiabile, e di copertine, sconcertanti e poetiche create prima dal grafico Luciano Tallarini e dal fotografo Mauro Balletti, poi solo da quest'ultimo.
Il nuovo corso comincia nel 1979 con il doppio "Attila", con poster della copertina all'interno della confezione. Nel 1982 esce "Italiana"; nell'84 la splendida "Rose Su Rose" (scritta da figlio Massimiliano Pani, ormai autore e arrangiatore di successo) diventa la sigla di Sanremo di quell'anno. L'anno successivo, "Finalmente Ho Conosciuto Il Conte Dracula" è il primo lavoro di Mina uscito contemporaneamente in versione vinile e CD e comprende il celebre duetto "Questione di Feeling" con Riccardo Cocciante. Seguono altri album memorabili come "Si, Buana" ('86), "Rane Supreme" ('87), con una sconvolgente Mina in versione culturista in copertina. E ancora, "Ti conosco mascherina" (1990), "Caterpillar" (del '91, Mina esageratamente giunonica il copertina), "Mina Canta I Beatles" (1993) e "Canarino Mannaro" (1994), fino ad arrivare a "Cremona" (1996), in versione singola per la prima volta dal lontano 1973. Questo disco mostra una Mina solare (in copertina appare senza ritocchi grafici) e sinceramente divertita, duettare con Beppe Grillo e dare sfoggio di ironia con la straordinaria interpretazione di "Ricominciamo".
Una Mina in piena forma nel '98 scala tutte le classifiche in coppia con il supermolleggiato: "Mina Celentano" è uno dei maggiori successi in assoluto della musica italiana. Nel 1999 è la volta della collaborazione con un altro mostro sacro della canzone: Renato Zero. Il disco, "Mina N° 0" include anche "Neri" in duetto con il cantante romano. Ma non finisce qui. Dopo il mistico "Dalla terra" (2000), con "Sconcerto" (2001) riceve il meritato tributo dell'interprete anche Domenico Modugno, in un disco interamente in dialetto napoletano registrato in presa diretta e suonato magistralmente da jazzisti del calibro di Alfredo Golino, Massimo Moriconi e Danilo Rea. Particolarmente faticoso si rivela "Veleno" del 2003: un anno di lavoro per registrare dodici canzoni di autori 'classici' come Lauzi, Fossati e Zero, ma anche di giovani Daniele Silvestri, Samuele Bersani e Giulia Fasolino.
Tra i pochi artisti non partenopei in grado di cantare con un accento quasi perfetto, nel 2003 Mina sforna altri due dischi in dialetto napoletano: "Napoli secondo estratto" e "Napoli primo, secondo e terzo estratto".
"Mina Platinum Collection", del 2004, è invece una raccolta di ben 53 brani prodotti dal 1967 (data di fondazione della PDU), che comprende canzoni famose e meno note, cover e interpretazioni in inglese, francese e spagnolo, una summa della musica della Tigre di Cremona. Nello stesso anno arriva sugli scaffali "Una Mina D'Amore", 14 canzoni leggendarie, reinterpretate dalla sua voce inconfondibile.
Nel 2005 esce "Bula Bula" ovvero un'isola immaginaria, un rifugio dove dimenticare per qualche ora gli affanni del mondo, seguito da "L'Allieva", monografia omaggio a Frank Sinatra.
Nel gennaio 2006 la cantautrice si sposa con il cardiologo Eugenio Quaini, con il quale convive da ormai 25 anni, con una cerimonia a Lugano, segreta come ogni altro aspetto della sua vita. Le incisioni intanto non conoscono sosta e nello stesso anno vede la luce una seconda raccolta antologica, "Mina Platinum Collection 2", che comprende ben 51 pezzi. Passano pochi mesi e viene pubblicato "Ti Amo", seguito da "Bau", album di inediti scritto in gran parte da Andrea Mingardi, che comprende una canzone firmata dal nipote Axel, figlio ventenne di Massimiliano Pani.
Non c'è anno senza un box antologico: quello del 2007 è "Love Box", tre CD dedicati alle canzoni più romantiche, e nello stesso anno Mina duetta con Miguel Bosè rivisitando in lingua spagnola una delle canzoni più famose della cantante italiana, "Acqua E Sale" (Agua y Sal), precedentemente cantata con Adriano Celentano.