Mocky

Mocky: ultimi video musicali

Mocky

Il clown svogliato dalla pernacchia irriverente. Ma anche un artista multiforme e un maestro di style, suo malgrado.
Di Mocky si sanno poche cose e confuse: lui si diverte a cambiare identità, generi musicali, collaborazioni, città, label e chi più ne ha più ne metta
Sembra che il suo nome sia Dominic Salole, che sia nato a Regina, in Canada, e che abbia vissuto a Toronto fino ai 18 anni, masticando musica a 360 gradi, dall'hip hop al rock, all'elettronica, al pop, al funk, all'etnica, al jazz, alla dance. Dal Canada si sposta a Londra, poi lo troviamo ad Amsterdam, infine a Berlino, dove incrocia la strada di altri migranti canadesi come Gonzales, Peaches e le loro crew. Leggenda vuole che negli anni '90 i tre inventino il gruppo noise dall'inequivocabile nome di The Shit.
Mocky nel frattempo fonda il provocatorio Congresso delle Marionette e, seguito da altri musicisti-pupazzi, fonda il collettivo Puppetmastaz, che propone uno spettacolo di parodie gangsta rap improvvisato da peluche in stile Muppet Show.
Mocky ha ormai messo a punto il suo stile, fatto di MCing, elettronica, ruminazione di generi musicali e studiato atteggiamento da dilettante, ciarlatano e festaiolo.
Dopo diverse collaborazioni e produzioni, il primo album ufficiale viene pubblicato dalla sua Mocky Recordings ed esce nel 1999 con il titolo "In Mesopotamia", un CD che si muove tra hip hop, MCing e beat sperimentale, in cui si sentono echi dei Residents e le mani degli amici Peaches e Gonzales dietro le quinte. Con loro continua a collaborare in diverse produzioni, aggiungendo al suo carniere anche comparsate per Jamie Lidell e per l'anglo-indiano Talvin Singh (gli fa da bassista).
L'immagine di svogliato artistoide irriverente piace sempre di più tanto che Levi's chiama Mocky come testimonial per una campagna pubblicitaria fotografata da David La Chapelle. Le case discografiche annusano il talento e fanno a gara per contenderselo: arriva prima Gomma Records, che nel 2002 ripropone l'hip hop storto e goliardico del primo Cd in una ristampa dal titolo "Mocky In Mesopotamia - J.D. Slazenger's Edition". Il mondo della moda abbraccia subito i suoi ritmi originali e ultrafashion: gli stilisti Murkidis e Nicol Farhi utilizzano "Sweet Music" per le loro sfilate e Elle Magazine lo include nella sua compilation. Molte radio europee mandano in airplay continuato il brano: in un anno Mocky diventa un culto underground.
Sempre nel 2002 tiene una serie di concerti per animali dello zoo (con conseguenti espulsioni dai giardini zoologici). L'anno dopo 'esporta' questi show improvvisati nel mondo dei club e la sua fama si allarga, grazie anche ad altri lavori con Puppetmastaz.
Nella primavera del 2004 Mocky pubblica il suo secondo album solista, "Are + Be", chiara allusione al mondo r&b, che prende di mira per le sue icone confezionate e il sound ormai prevedibile e stereotipato. In realtà c'è di più, ovvero un excursus nei generi musicali in cui si avvertono le influenze anni '80 di Mocky, con la tendenza al pop dolce e al rap più misurato, che ad alcuni critici ricorda Prince.
Tutto questo lavoro viene premiato: il terzo singolo estratto dal disco, "Catch A Moment In Time", diventa il suo primo brano a entrare nella top20 (è l'inizio del 2005).
Nei mesi successivi le collaborazioni continuano a 360 gradi e coinvolgono un numero ragguardevole di etichette discografiche. Si tratta di un'attività estremamente intensa, che però non gli impedisce di cominciare a mettere in piedi il suo terzo disco lungo, "Navy Brown Blues", che viene annunciato per metà maggio del 2006.