Modey Lemon

Modey Lemon

Indie rock ipnotico.
Da dove vengono gli olandesi? Dalla Pennsylvania. Joey di Friends aveva le idee un po' confuse, ma di certo da lì arrivano i Modey Lemon, band che ama far sentire bene la batteria e ripetere un riff allo sfinimento.
L'avventura inizia come tante altre, sul finire degli anni Novanta, con due studenti dell'università di Pittsburgh più interessati alla sala prove che ai libri. Phil Boyd e Paul Quattrone, rispettivamente chitarra e batteria, nel giro di pochi mesi si fanno una reputazione nell'ambiente dei locali grazie alle loro performance ai limiti dell'accettabile. Quattrone è solito lanciarsi in virtuosismi acrobatici e Boyd non è certo da meno quando c'è da scaldare l'ambiente.
L'album di debutto, omonimo, esce all'inizio del 2002, e poco dopo la band inizia un tour promozionale negli Stati Uniti e successivamente anche al di là dell'oceano. Contemporaneamente, i ragazzi lavorano alle nuove tracce che compongono il secondo disco che vede la luce nel maggio 2004. "Thunder + Lightning" vede l'esordio del terzo componente del gruppo, Jason Kirker (chitarra, basso, sintetizzatore), che veste anche i panni di produttore del CD.
L'arrivo di Jason porta un deciso cambiamento nel sound dei Modey Lemon. I caotici ritmi elettro-noise si ridimensionano e cedono il passo a melodie più definite, ma non per questo 'istituzionali'. Le nuove track, raccolte nel terzo lavoro da studio, "The Curious City" (2005), hanno una struttura più riconoscibile e parlano di un gruppo decisamente cresciuto rispetto agli esordi. In ambito live, la band si esibisce, tra gli altri, con White Stripes e Yeah Yeah Yeahs, mentre alla fine del 2006, insieme ad altri musicisti di Pittsburgh partecipano ai Jack Sabbith, tribute band dei Black Sabbath, con cui si esibiscono in molti locali del circuito indie.
Un ulteriore side project, Cobalt Black (ex The Four Seasons Boys) vede impegnati Boyd e Quattrone insieme ai componenti della band dei Grand Buffet.