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Può il terremoto essere malinconico? Sì, ma solo con i Mogwai.
L'anno di grazia in cui si forma la band è il 1995: Stuart Braithwaite - chitarrista, voce e testa pensante degli Eska - raduna i vecchi amici Dominic Aitchison (chitarra) e Martin Bulloch (batteria) con la missione di creare qualcosa di serio. A Glasgow - tra l'altro - c'è poco da fare e i tre, con il pallino delle cavalcate chitarristiche masticate e digerite con ascolti di psichedelica anni '70, si trovano sempre più spesso per sperimentare, finché decidono di aggiungere un altro chitarrista, John Cummings.
Il primo documento ufficiale del gruppo è il singolo "Tuner" (marzo 1996), in cui lo stile della band non è ancora definito, trattandosi di un brano preminentemente vocale. Ma "Angels vs. Aliens", il singolo successivo inciso insieme ai Dweeb, raggiunge la Top Ten delle classifiche indie inglesi facendo conoscere il gruppo nei circoli underground.
Dopo una serie di apparizioni in varie compilation, appare "Summer", un 7'' che viene pubblicato a fine '96, seguito da "New Paths To Helicon". La formula strutturale non è nulla di nuovo ma l'arma vincente dei Mogwai sta nell'emotività che riescono a trasmettere, nella forza primitiva che trasporta l'ascoltatore su un altro pianeta, andando a toccare le corde più istintive del pubblico (vedi anche la cover cupa e dolce di "Dont Cry" dei Guns 'N Roses). Ma lo stile del gruppo include anche il noise mai gratuito che deve qualcosa al wall of sound dei My Bloody Valentie.
Finalmente i quattro sono pronti per il primo album, che raccoglie il materiale precedentemente pubblicato sotto il titolo "Ten Rapid" (sottotitolo: "Collected Recordings 1996-1997"), autoprodotto con la loro label casalinga Rock Action. Le eccitanti serate nei locali in cui suonano per ore scomodano la label Chemikal Underground, che li mette sotto contratto per la produzione di "Four Satin", un superbo EP dal sapore progressive che accresce la fama del quartetto tra il pubblico e la critica.
Da 4 a 5: in vista della registrazione del primo vero LP, nel 1997, il gruppo si allarga a un altro chitarrista, Brendan O'Hare (ex Teenage Fanclub ed ex Telstar Ponies), il quale, dopo la registrazione, lascerà la band per tuffarsi in altri progetti. Il disco (ottobre 1997), si intitola "Mogwai Young Team" e costituisce la prima grande impronta piantata dagli scozzesi nel panorama musicale mondiale. Il loro è un rock istintivo e visionario, fatto di malinconia e passione, che si stacca dal britpop in voga all'epoca e anticipa il post-rock che qualche anno dopo irromperà nel musicbiz dall'altra sponda dell'oceano.
Il pubblico europeo sembra gradire e li accoglie benissimo nel tour semestrale del '98, seguito da "Kicking A Dead Pig", un album di remix di "Young Team" ad opera della label Eye-Q, a cui lavorano personaggi come Klute, Alec Empire, DJQ, Kid Loco e Kevin Shields di My Bloody Valentine. Pochi mesi dopo è la volta di un EP, "No Education No Future (Fuck The Curfew)".
L'anno dopo il quartetto si trasferisce nei Tarbox Studios di Cassadaga (New York), affiancati da Dave Friedmann, storico producer e sorta di membro aggiunto dei Mercury Rev. Il frutto è "Come On Die Young", definito da alcuni 'la quiete dopo la tempesta': ma è una quiete-inquieta, una rabbia nascosta che ricorda il minimalismo pessimista dei Joy Division.
Due anni dopo arriva il terzo lavoro, "Rock Action", simile al precedente anche perché prodotto ancora da Friedmann. La rabbia si fa sempre più immateriale, rarefatta e meditativa ma non per questo meno violenta e radicale.
In concerto il gruppo predilige un approccio decisamente noise, testimoniato dall'EP "My Father My King" che vede la luce nel 2001: venti minuti di turbolento feedback che alterna momenti di raccoglimento a impennate di follia distorta, il tutto in un'unica traccia.
Nel 2002 il gruppo torna al lavoro per la release del quarto CD, "Happy Songs (F)Or Happy People", un titolo quantomeno anomalo per la band più malinconica della terra. Nove composizioni, tutte bellissime: siano cavalcate psichedeliche o ballate contenute e melodiche. Nel gennaio del 2005 esce il live in studio "Government Commissions: BBC Sessions 1996-2003", dimostrazione pratica di come la materia sonora di Braithwaite & Co subisca magmatiche trasformazioni quando eseguita dal vivo.
Passa poco più di anno e i Mogwai danno alle stampe il loro quinto LP, "Mr. Beast", che segna, sin dal titolo, un ritorno a sonorità più crude e rabbiose, che sembravano essere state parzialmente accantonate con "Happy Songs (F)Or Happy People". Un disco meno spiazzante del precedente, che conferma comunque la capacità della band scozzese di esplorare i territori del rock anni '80 e '90 senza perdere il suo status di voce fuori dal coro, fiera e indipendente.
In contemporanea con l'uscita dell'album il gruppo parte per un lungo tour europeo, e nel frattempo lavora alla colonna sonora del documentario sperimentale sulla figura del calciatore francese Zinedine Zidane diretto dal concittadino Douglas Gordon e dall'artista francese Philippe Parreno.
Nel 2007, per festeggiare i 10 anni di carriera, la band ripubblica il suo disco d'esordio, "Young Team", e poi si mette al lavoro per il nuovo disco di inediti. La gestazione del disco numero 6 dura da settembre fino a marzo dell'anno successivo ed esce a settembre con il titolo "The Hawk Is Howling". Giusto per non lasciare i fan a bocca asciutta per troppo tempo nel frattempo arriva sugli scaffali dei negozi l'EP "Batcat" e la band parte per un tour che li vede fare tappa anche in Italia.
A fine estate 2010 la band pubblica il primo album live dal titolo "Special Moves" e il 15 febbraio 2011 sarà la volta del nuovo lavoro "Hardcore Will Never Die, But You Will".