Munk

Munk

Munk è solo un nome. È il parto della mente di due arguti genietti che vivono a Monaco di Baviera, una delle tre città che contano, con Berlino e Colonia, nell'universo dell'eletronica tedesca. È il blitzkrieg electro punk nel mondo dei dancefloor. Le personalità complesse che si nascondono dietro il nome Munk sono quella dell'italiano Mathias Modica e del tedesco Jonas Imbery. Ai due piace molto giocare: con le parole, con i suoni e anche con le immagini. Sono loro i responsabili delle compilation tra no wave e punk funk "Anti NY" e "Teutonik Disaster". Sono sempre loro che tirano le fila del magazine patinato "Amore". Sono ancora loro che si muovono nei corridoi della label Gomma e che mettono lo zampino in alcune uscite di Mocky e Headman. Quando Mathias e Jonas cominciano ad arrovellarsi sul progetto Munk l'idea è quella di mettere assieme due mondi incompatibili: le loro abilità con i sampler e il mixer e le loro doti di istrioni da palcoscenico. Quello che ne esce è assolutamente imponderabile, un ibrido che si muove sgusciante tra la new wave, l'electroclash, il punk funk e la house da discoteca. I due si fregano le mani, perché hanno capito che le loro sono le alchimie perfette per chi cerca i successori dei Chemical Brothers e dei Death In Vegas. Un paio di 12" sotto il moniker Munk, un album nascosto sotto l'alter ego Leroy Hanghofer e poi "Aperitivo", il debutto ufficiale. Il disco è la rotta di collisione di tutte le loro mirabolanti manifestazioni, compreso un caleidoscopio di collaborazioni che va da Bobby Conn per "In The Creamfields" a James Murphy dei LCD Soundsystem per "Kick Out The Chairs" e molti altri (Princess Superstar, Dj Chloè, Jaw e Midnight Mike).