Muse

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Inquietudine e passione. Basta scivolare nel lacerante video ispirato al cosmo onirico e disperato di David Linch di "Muscle Museum" per capire fino in fondo tutta l'inquietudine e la passione che attraversano cuore e mente dei Muse. Storie ed emozioni narrate da Matthew Bellamy (voce e chitarra) Chris Wolstenhome (basso) e Dominic Howard (batteria), tre amici che suonano insieme fin dall'infanzia. Un po' per divertirsi, un po' per scappare e distrarsi dalla noia della grigia Inghilterra, i 3 ragazzi del Devon formano la loro prima band, i "Rocketbabydolls" quando hanno poco più di 12 anni. Con questo pseudonimo il gruppo partecipa ad una Battle Of The Band e si aggiudica il primo posto. La passione per la musica diventa più di una distrazione, e i tre decidono di accantonare le loro carriere scolastiche per dedicarsi in pieno al loro progetto. In poco tempo arrivano i primi concerti nei pub e club del Devon: pesanti make up in volto e una aggressività distruttiva sul palco servono ai 3 ragazzi per capire che la musica è soprattutto una questione di emozioni e di vibrazioni da comunicare, e così decidono di fare sul serio: Muse, il potere della poesia, l'ispirazione, la contemplazione mistica suona bene. È il nome perfetto. La critica si accorge in breve tempo dell'intensità che affiora attraverso i loro brani e adopera, dopo quasi due decenni di oblio (Radiohead a parte), definizioni che erano state usate per descrivere quella nuova generazione rock che si faceva avanti nei primi anni ottanta con nomi del calibro di U2, Big Country e Alarm, mentre l'etichetta Tastemedia li contatta per registrare il loro primo EP: nel 1999 esce "Muse EP". Il passo per il grande colpo è molto breve: durante un concerto a New York vengono notati dai talent scout della Maverick Records, con la quale poco dopo pubblicano il loro primo album "Showbiz". Uscito prima in Francia e poi nel resto del mondo, è un piccolo capolavoro che rivela al mondo intero il talento indiscutibile del terzetto inglese. Nella primavera del 2001 i Muse hanno già pronto del nuovo materiale: "Plug In Baby" è, nella mente del frontman, l'equivalente della possibilità di fare ingegneria genetica per generare cuccioli che non invecchiano mai. Prodotto da David Bottrill (Tool, A Perfect Circle, Deus), e costruito su un riff che in parte ricorda Bach, "Plug In Baby" è considerato il loro singolo più frenetico e forse quello che può accontentare anche certi irrimediabili nu-metallers: pezzi suonati con solo basso, chitarra e batteria come una session live, l'uso dell'organo e della voce molto dark sono il marchio di fabbrica del cupo lavoro che ne uscirà di lì a breve. Concepito come un disco metal più del metal, il nuovo LP "Origin Of Symmetry" esce nel 2001 e sancisce la definitiva consacrazione discografica della band. Passa circa un anno e i Muse pubblicano "Hullabaloo Soundtrack", un doppio album contenente un primo CD di b-side e materiale inedito, ed un secondo è che racconta lo straordinario concerto tenuto a Le Zenith di Parigi nell'ottobre del 2001. Dopo due anni d'intenso lavoro tra l'Irlanda e Canada, Bellamy e soci sono pronti a dare un seguito a "Origin Of Simmetry": accantonato il titolo provvisorio "The Smallprint", nel settembre 2003 esce "Absolution", un mix di prog-rock, suoni potenti e invocazioni mistiche che segna la definitiva maturazione dei nuovi aspiranti al trono della scena brit. Come preannunciato in fase di lavorazione, "Absolution" risulta un lavoro più positivo e pervaso da un maggior senso di speranza rispetto agli album precedenti. Prodotto da Rich Costey (in precedenza con Rage Against The Machine e Sebadoh) il terzo disco dei Muse ci offre un insieme semplice e cristallino, con un suono più caldo e profondo. Insomma, onde di pianoforte, atmosfere tirate come nervi a fior di pelle, chitarre grintose e soprattutto la voce in falsetto di Matt Bellamy puntano dritti al cuore del rock contemporaneo. Alla pubblicazione del disco segue il più lungo e importante tour mondiale della band fino a quel momento, che si protrae fino alla primavera del 2005, quando la band visita gli Stati Uniti. Nel frattempo arrivano anche importanti riconoscimenti tra i quali il premio come Best Alternative Act agli MTV Europe Awards 2004 e quello di Best Live Act ai Brit Awards. La gestazione del nuovo album è intanto già iniziata, e nell'agosto 2005 i Muse tornano in studio di registrazione nel sud della Francia per lavorare a quello che sarà "Black Holes And Revelations" : completato tra New York e l'Italia, il disco vede la luce solo alla fine di giugno dell'anno successivo. Il singolo che lo anticipa di circa un mese, "Supermassive Black Hole", spiazza fan e critica con un sound electro-funk alla Prince, facendo presagire ad un netto cambio di direzione. A smentirlo ci pensa puntualmente il disco, che rivela sì un'evoluzione stilistica, ma immersa a pieno nel DNA rock del gruppo. La conferma della qualità del disco arriva il 1 Novembre 2007 quando la band vince l'ennesimo MTV awards come Best Headlines.