My Morning Jacket

My Morning Jacket

Rock radicato nella terra, grande, vivo e con tonnellate di riverbero.
Louisville, Kentucky: una zona suburbana, estranea alle coordinate del rock che conta. L'ideale per mettere in piedi una band – un po' Led Zeppelin, un po' Janis Joplin, un po' Neil Young e un po' tanta altra roba (fino a Johnny Cash) - e forgiare un sound primordiale, a modo suo incontaminato. Qui non serve essere trendy, non serve accodarsi alla processione del nuovo rock tutto lustrini e salotti bene.
Il nucleo originario dei My Morning Jacket è composto da Jim James, chitarrista e cantante dal timbro unico che fonde la voce di Wayne Coyne dei Flaming Lips a quella di Neil Young, e da suo cugino Johnny Quaid, anch'esso chitarrista. I due trascorrono gli anni di liceo suonando in gruppi diversi, ma spesso jammano insieme e quando Jim si mette in testa di creare una band tutta sua, Johnny è il primo a saltare a bordo. Nel 1998 la rosa si completa con l'innesto di Two-Tone Tommy al basso e di J. Glenn alla batteria.
I My Morning Jacket si incontrano per provare nella fattoria dei nonni di Johhny. Poi, la solita dose massiccia di concerti in localini, centri giovanili e bisteccherie porta a breve un contratto con la label indie Darla, che nel 1999 pubblica "The Tennessee Fire", il disco di debutto della band. Testi ispirati, voce posseduta, atmosfere di solitudine notturna affondate in un riverbero inesauribile: il risultato è eccezionale e la critica – in America e in giro per il mondo - si innamora dell'album.
La promozione, per un'opera prima, è spettacolare, e i My Morning Jacket si imbarcano addirittura in un tour mondiale che li porta a mietere consensi anche in terra d'Europa, forti della distribuzione Wichita e Pias: in particolare, Belgio e Olanda li adorano, fino a farne i protagonisti di un documentario televisivo.
Al ritorno in patria il combo si mette subito al lavoro per preparare il secondo disco. K.C. Gueting sostituisce Glenn alla batteria e arriva anche il tastierista Danny Cash, pescato grazie ad un annuncio via volantini. "At Dawn", intriso di melodie, bellezza pura e riverbero oceanico (il marchio del gruppo), è pronto nel 2001 e dà il via ad un tour nazionale di spalla a Guided By Voices. Altro cambio in formazione: nel 2002 alla batteria subentra Patrick Hallahan, il miglior amico di Jim.
I My Morning Jacket sono ormai un nome su cui puntare a occhi chiusi e il frangente è favorevole: il rock sembra (è?) tornato grande, dopo anni di relativo disinteresse di pubblico e discografici. A marzo esce per la Jade Tree lo split con i Songs: Ohia, un affascinante incontro di talenti fuori dal branco, mentre a maggio è la volta dell'EP "Chocolate And Ice".
Si fa sotto una major, la ATO/RCA, che alla fine del 2002 pubblica l'EP "Sweatbees". Nel 2003 la band suona di supporto al genio psicotropo Arthur Lee e ai suoi leggendari Love; mentre la Wichita ripropone i due LP del gruppo, a fine anno esce il nuovo, atteso album "It Still Moves". Registrato in un ranch nella campagna di Shelbyville (profondo Kentuchy), gode dell'apporto dei Memphins Horns, band leggendaria che in passato ha prestato la sua arte a Roy Orbison, BB King, Primal Scream e Zucchero.