Napalm Death

Napalm Death
  • Rock, Thrash, Grindcore, Heavy Metal, Death Metal/Black Metal
  • Il manuale del grindcore. Ovvero, cosa succede quando si prende l'hardcore e lo si trascina a velocità [... altro]

Il manuale del grindcore.
Ovvero, cosa succede quando si prende l'hardcore e lo si trascina a velocità proibitive, frammentandolo in canzoni brevissime, caotiche e brutali, al limite (e ogni tanto al di là) della cacofonia.
I Napalm Death sono i padri fondatori di questa forma di terrorismo sonoro, la razionale negazione di ogni luogo comune musicale in favore dello shock.
Il grindcore prospera sul finire degli anni Ottanta in Inghilterra, come derivazione dell'hardcore dalle forti tinte politiche, schierato a sinistra, di Crass e Discharge. Quando arrivano al seminale debutto, "Scum" (1986, riedito nel 1987), i Napalm Death sono già attivi da qualche anno (1982 circa) e hanno subito continui cambi di formazione. Il disco stesso è opera di due combo diversi: al lato A provvedono Mick Harris (batteria), Justin Broadrick (chitarra), Nik Bullen (basso e voce), al lato B invece Bill Steer (al posto di Broadrick, passato in pianta stabile agli Head Of David e poi ai Godflesh), di Jim Whitely al posto di Bullen e di Lee Dorrian al microfono. L'album è un feroce assalto anti-commerciale, una sequenza di brani fulminanti e sconnessi al limite del sostenibile (molti sotto i 5 secondi, e uno dura 1 secondo esatto), che generano una disorientante sensazione di smarrimento.
Dopo un primo tour, la band cambia ancora connotati con l'innesto di Shane Embury al basso, ma questa volta la rosa resiste più a lungo, registra due sessioni da John Peel (esce anche un EP) e fornisce pezzi per le compilaton "North Atlantic Noise Attack" e "Pathological" e per lo split Napalm/SOB, conquistando la fama di band grindcore più estrema della terra. Nel 1989 arriva il primo capolavoro, "From Enslavement To Obliteration", 27 canzoni (se si possono chiamare così) lunghe dai due minuti alla manciata di secondi, che stravolgono ogni tradizionale concetto musicale. Il successivo 12" "Mentally Murdered" accresce la stima che circonda i Napalm, che inanellano diverse presenze in televisione e sempre nell'estate del 1989 volano in Giappone per un tour acclamatissimo.
Il successo, però, non si traduce in stabilità: Dorrian e Steer mollano, uno per fondare i Cathedral e l'altro per passare ai Carcass, e vengono rimpiazzati dal cantante Mark 'Barney' Greenway, ex Benediction, e da Jesse Pintado, ex chitarrista dei Terrorizer.
Il gruppo si imbarca nel Grindcrusher tour insieme a Bolt Thrower, Carcass e Morbid Angel e poi suona il suo primo concerto americano, a New York. Per incidere il nuovo LP viene reclutato un secondo chitarrista, Mitch Harris dei Righteous Pigs: "Harmony Corruption" (1990) abbandona il grind astratto e animalesco e mostra una netta inclinazione verso lo speed-death metal, confermata anche dal 12" "Suffer The Children". Insoddisfatti dell'album, i Napalm Death registrano il mini "Mass Appeal Madness" (raccolto insieme a "Mentally Murdered" e "Suffer The Children" nella compilation "Death By Manipulation" del 1991) e finalmente ottengono il muro sonoro che stanno cercando.
Il 1992 è scandito da un'enorme quantità di concerti in giro per il mondo e la tensione inevutabilmente accumulata sfocia nella rottura con Mick Harris, che lascia i compagni per collaborare con John Zorn nei Painkiller e per dare vita all'insolito progetto Scorn, insieme a due Napalm Death originari, Broadrick e Bullen; il nuovo membro è Danny Herrara. Anche altri membri si dedicano a progetti paralleli: Mitch Harris con i Meathook Seed, insieme a Trevor Perez degli Obituary, ed Embury con i Blood From The Soul.
Dopo un tour americano con Sepultura, Sacred Reich e Sick Of It All, i Napalm conquistano anche la Russia. Tornati finalmente a lavorare in studio, gli inglesi sfornano il poderoso "Utopia Banished" (1992), accompagnato come da copione da un mini, "The World Keeps Turning". Parte il Campaign For Musical Destruction tour, che porta il gruppo in giro per l'Europa con Obituary e Dismember e in America con Carcass, Cathedral e Brutal Truth; seguono concerti di spalla ai Faith No More, una puntata in Sud Africa e alcuni show in Canada. Nel frattempo esce il 7" "Nazi Punks Fuck Off", cover di un pezzo dei Dead Kennedys.
"Fear Emptiness Despair" (1994) è un disco intenso, più logico e strutturato, da molti accolto come uno dei migliori del gruppo; il tour si svolge in compagnia di Entombed, Obituary e Machine Head. Nel 1995 esce il mini "The Greed Killing". "Diatribes" (1996) si muove invece su coordinate piuttosto insolite, visto il curriculum dei Napalm Death: è un tentativo, non troppo riuscito, di fondere la classica pesantezza del loro sound con la struttura e l'accessibilità del mainstream rock. Il mondo sta cambiando e i Napalm Death tentano di battere nuove strade, ma la crisi d'identità è palpabile.
Tanto che, dopo l'ennesima scorribanda live tra Europa, Australia, Giappone e America, alla fine del 1996 Barney viene rimpiazzato da Phil Vane degli Extreme Noise Terror. Sembrerebbe che lo split EP con i Coalesce (gennaio 1997) sancisca definitivamente l'esclusione di Barney, che invece viene reintegrato durante le registrazioni di "Inside The Torn Apart" (1997), perfetto per i fan, ma forse un po' debole.
Nel 1998 escono il live "Bootlegged In Japan" e poi il discreto "Words From The Exit Wound" (1998), in linea con il predecessore. Il mini "Leaders Not Followers" (2000) contiene una serie di cover, omaggio al thrash, all'hardcore e al death d'annata, dai Discharge ai Kreator. "Enemy Of The Music Business" (2001) riporta in auge le fucilate dei tempi d'oro, anche se Embury sembra stranamente imbrigliato -- ma a breve tornerà enorme.
Ormai, nonostante il metal moderno abbia ormai altri canoni, i Napalm Death sono unanimamente riconosciuti come punti di riferimento imprescindibili. Il progressivo recupero del grind originario, in seguito allo sciogliemento del contratto con la Earache, li riporta a pieno diritto nei ranghi dei maestri della durezza. I capitoli successivi della loro saga sono "Order Of The Leech" (intanto Pintado è fuoriuscito dal gruppo), violentissimo e delirante, e "Leaders Not Followers: Part 2" (2004). Nel 2005 i Napalm Death forgiano "The Code Is Red... Long Live The Code", che fa baluginare ancora una volta i mostruosi ingranaggi del grindcore. Straordinari gli ospiti: Jello Biafra, Jamie Jasta e Jeff Walker. I leader sono tornati.