Nashville Pussy

Nashville Pussy
  • Indie Rock, Heavy Metal, Post-Grunge, Psychobilly, Alternative Metal, Alternative/Indie
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"Tette e fiamme – ecco come facciamo schizzare l'eccitazione alle stelle" (Blaine Cartwright, cantante dei Nashville Pussy).
Georgia, 1996. Il cantante e chitarrista Blaine Cartwright (originario del Kentucky, ex dei 9 Pound Hammer), sua moglie Ruyter Suys (leggere come rider sighs) alla chitarra, il batterista Jeremy Thompson (trapiantato dal Texas, ex Phantom Creeps) e l'amazzone californiana Corey Parks, bassista e sputafiamme (letteralmente), fondano una band e la battezzano ispirandosi all'introduzione di "Wang Dang Sweet Poontang" immortalata nel "Double Live Gonzo" (1978) di Ted Nugent.
Il rock del quartetto è canonico nella forma (AC/DC, Motorhead e via andare), ma urticante e sessuale, tutto eccessi-alcol-storielle sconce: un'incudine tra capo e collo, un calcio nei testicoli. Roba vietata ai bravi ragazzi. Ma la gloria infame di luridi titani del rock arrapato se la conquistano sul campo: i loro concerti, 300 in 14 mesi, sono un tornado elettrico in un clima a metà tra peep show (le due ragazze suonano seminude e si lasciano andare, se capita, a qualche effusione saffica) e sagra di paese. Con Corey che vomita fiamme sopra le teste dei fan assatanati.
Nel giro di due anni, dai singoli autoprodotti del 1997 al debutto "Let Them Eat Pussy", edito dalla Amphetamine Reptile nel 1998, i Nashville Pussy diventano un fenomeno del rock categoria sporco&cattivo. Quanto basta per attirare la Mercury/Polygram Records, che fa un lavoro promozionale con le palle: ristampa l'LP, fa suonare la band di spalla a Marilyn Manson e la porta alla considerazione anche della stampa inglese. E così con la canzone "Fried Chicken And Coffee" i quattro conquistano una nomination ai Grammy per la Best Metal Performance del 1999.
Il secondo parto, "High As Hell" (2000), esce invece per la TVT Records, in seguito a beghe emerse con la major. Poco dopo Corey lascia i Nashville Pussy – decisione maturata in seguito alla morte del marito Matt Stephenson, ma si mormora anche di dissidi interni– e viene sostituita prima da Tracey Almazon, poi in pianta stabile da Katie Lynn Campbell, senza che il rock strabordante del gruppo perda un grammo di carica e di eros. La band parte per il tour itinerante Tattoo The Earth, insieme a Slipknot, Slayer e Sevendust; nel 2001 i Nashville Pussy mettono a ferro e fuoco l'Europa, suonando in 4 festival diversi in 40 ore.
Nel 2002, dopo un altro cambio di etichetta (passano alla Artemis), i Nashville Pussy eruttano "Say Something Nasty", registrato in tre settimane a Glasgow, in Georgia, sotto la guida del produttore David Barrick: ancora AC/DC, ancora testi infarciti di sesso, ancora la voce carbonizzata dalle malboro di Blaine – il manifesto della band è tutto racchiuso nell'inno "Keep On Fucking". Neanche un'intuizione originale che sia una, e forse anche meno intemperanze forsennate rispetto agli esordi, ma chi se ne frega – va benissimo così. Nel 2003 la truppa sbarca anche in Italia, all'Indipendent Days Festival di Bologna e gira in mondo per promuovere la sua ultima fatica discografica.
Lo stesso anno esce il DVD "Keep On Fuckin' In Paris" che contiene l'elettrizzante performance della band durante un concerto a Parigi e chi può riuscire a rendere in video quello che sono i Nashville Pussy dal vivo? Un fotografo di arte erotica ovviamente! Il 2004 è meno impegnato del precedente, qualche data negli Stati Uniti e qualcuna anche in Europa, ma nulla di che. Il fatto è che Katie Lynn ha deciso di lasciare il gruppo dopo aver incontrato Ian Blurton e aver deciso con lui di dar vita al gruppo rock C'mon. Alla band non resta che prendersi un momento di pausa che dura dall'inizio dell'estate alla fine dell'autunno.
Quando inizia la ricerca della nuova bassista la scelta cade su Karen Cuda che debutta durante la tournée del 2005. Luglio, agosto e settembre sono però dedicati alla registrazione del tanto nuovo atteso disco. A ottobre è tutto pronto per l'arrivo di "Get Some!", l'ennesimo disco di potente rock sporco e cattivo che ti travolge come un tir. Tutto il 2006 e una buona parte del 2007 la band lo passa a fare quello che le viene meglio: infuocare con il loro sound e le loro esibizioni i palchi del mondo.
Alla fine dell'anno arriva la buona notizia che i fan attendevano con ansia: il DVD promesso da tempo sta per arrivare insieme a un nuovo disco. Ancora concerti e finalmente a settembre del 2008 il gruppo pubblica il DVD "Live! In Hollywood seguito ovviamente da una cascata di date ai quattro angoli del globo.