New Order

New Order

Enigmatici e acclamati, i New Order sono l'araba fenice risorta dalle ceneri della leggendaria band britannica post-punk dei Joy Division. L'inizio di questa lunga storia affonda le radici alla metà del 1976, quando il chitarrista Bernard Sumner (vero nome Albrecht) e il bassista Peter Hook, ispirati da una performance dei Sex Pistol, annunciano la loro intenzione di formare una band propria: reclutano il cantante Ian Curtis e il batterista Stephen Morris, si chiamano Joy Division e nel 1979 pubblicano il loro album di debutto, "Unknown Pleasures".
Dopo le registrazioni per il secondo lavoro in studio, "Closer", Curtis si impicca il 18 maggio 1980 e i Joy Division, devastati, si sciolgono immediatamente. Pochi mesi dopo, con l'aggiunta del tastierista Gillian Gilbert, si riformano sotto il nome di New Order: abbracciano l'elettronica e i ritmi disco della club culture underground molti anni prima dei loro contemporanei e fondono l'estetica della new wave con la musica dance creando un synth-pop obliquo che appaga la mente, il corpo e l'anima. Con Sumner ai vocals, i New Order debuttano nel marzo 1981 con il singolo "Ceremony", un'opera dark melodica originariamente composta dai Joy Division.
L'album "Movement" segue alcuni mesi più tardi ma i critici sono veloci nel liquidare la band come troppo attaccata a rivivere le glorie passate dei Joy Division. Con il singolo successivo, "Everything's Gone Green", il quartetto comincia ad arricchire il proprio sound con i sintetizzatori e i sequencer, ispirandosi alla musica di Kraftwerk e agli electro-beat provenienti dalla New York underground. "Temptation", del 1982, continua il trend, e come il suo predecessore è uno dei preferiti fra gli appassionati delle discoteche. Dopo un periodo di pausa di un anno, i New Order ritornano alla ribalta nel 1983 con la hit "Blue Monday": confezionata con una copertina provocatoria che richiama un dischetto di un computer senza alcuna informazione sulla band –un segno della loro immagine distante e misteriosa- il brano sposa perfettamente i vocal freddi e i testi astratti di Sumner con i ritmi da drum-machine ideali per i club-goers. "Blue Monday" diventa così la release a 12'' più venduta di tutti i tempi, con oltre 3 milioni di copie nel mondo.
Dopo aver pubblicato il loro bellissimo secondo album "Power, Corruption And Lies", i New Order collaborano con il produttore Arthur Baker per registrare "Confusion", un altro classico della dance che riesce a scalare anche le chart R&B americane. Il successo del gruppo vale loro un contratto anche Oltreoceano, con la Qwest Label di Quincy Jones. Comunque, a parte un paio di singoli ("Thieves Like Us" e "Murder"), Sumner e soci rimangono fuori dai riflettori per tutto il 1984.
Annunciati dal bellissimo singolo "The Perfect Kiss", i New Order ritornano sulle scene nel 1985 con "Low-Life", il loro album più completo; interrompendo la loro lunga tradizione, includono nell'album anche foto dei singoli membri, acquisendo una crescente vicinanza con la loro audience. "Brotherhood" segue nel 1986, con il singolo "Bizarre Love Triangle" che si insinua anche tra il pubblico più mainstream. Un anno più tardi il gruppo pubblica "Substance" una collezione attesissima di singoli e remix; il disco costituisce il momento di rottura della band in America, proiettandoli nella Top 40 sulla scia del singolo "True Faith". Segue poi la versione remix di "Blue Monday 1988" e nel 1989 –ispirati dall'house music e dalla cultura dell'ecstasy- i New Order fanno uscire "Technique", il loro prodotto più rivolto alle discoteche. Da esso scaturiscono hit come "Fine Time" e "Round And Round".
Dopo aver registrato l'inno britannico per i Mondiali di Calcio del 1990, “World In Motion”, i New Order si prendono una lunga pausa per perseguire progetti solisti. Hook forma i Revenge, Morris e Gilbert incidono una serie di colonne sonore per televisione come gli Other Two, e soprattutto Sumner -insieme all'ex-chitarrista degli Smiths, Johnny Marr, e al frontman dei Pet Shop Boys, Neil Tennant- forma gli Electronic, che con il singolo "Getting Away With It" salgono in Top 40. Alla fine i New Order si ricostituiscono nel 1993; "Republic" è la loro hit più grande. Ne segue un tour enorme, anche se crescono le voci di conflitti all'interno della band. Rifiutandosi di confermare o di negare un loro eventuale scioglimento, i New Order trascorrono tutta la seconda metà degli anni Novanta in un limbo, con Sumner che si dedica al secondo album degil Electronic e Hook che si imbarca in un nuovo progetto, i Monaco.
"Brutal" il primo sforzo dei New Order dopo molti anni viene incluso nella colonna sonora del film "The Beach" con Leonardo Di Caprio. Nel 2001 esce “Get Ready”, il nuovo album prodotto da Steve Osborne che unisce il lugubre alla melodia orecchiabile, con il basso predominante e le tastiere distorte. Il disco vanta la collaborazione di Billy Corgan ("Turn My Way") e Bobby Gilespie e Andrew Innes dei Primal Scream ("Rock The Shack"). Ancora una lunga pausa, alcune partecipazioni (come quella di Bernard Sumner e Peter Hook a "The Real Thing" di Gwen Stefani) e un paio di raccolte ("International" nel 2002, con la tracklist scelta dagli utenti del sito Neworderonline.com e "In Session" nel 2004) servono ai New Order per ritornare ai suoni dance dopo la deviazione rockeggiante di "Get Ready". "Waiting For The Sirens Call" (anticipato dal singolo "Krafty") è il titolo del loro ritorno alla sintesi di electro, rock, dancehall e punk, per i fanatici del dancefloor e per quelli del rock.