Nobody Beats The Beats

Nobody Beats The Beats

Una valanga di beats.
Danimarca, anno 2002: arriva sul mercato "Nobody Beats The Beats". Accolto favorevolmente dalla critica, il primo album del collettivo di produttori e DJ danesi più cool e famosi del momento, i Nobody Beats The Beats appunto, è una vera prova di arte del DJing. Soul, jazz, elettronica e hip hop sono mescolati sapientemente per creare un sound unico che raggiunge l'apice nell'unico pezzo cantato del disco: sulle note di "The Beat Diggin' Song" Madlib, Oh-No, Context e Tue Track danno vita a una delle hit più ascoltate in Danimarca.
L'anno successivo i Nobody Beats The Beats tornano nei negozi con "The Second Coming"; oltre a produttori e MC danesi, stavolta viene sapientemente selezionato anche un numero di personalità internazionali di spicco.
La stessa cosa accade anche nel disco successivo, "Drops From Above" (2004), che vede la collaborazione di gente famosa e pionieri del beat, tra cui Erick Sermon, Guru, Black Tought, Grand Puba e Brand Numibian, e dei migliori talenti emergenti come Jahi, Little Brother, Supernatural, ADL, Ty e Disiz La Peste. I grandi nomi non mutano però l'obiettivo principale del collettivo: essere una piattaforma di lancio per i produttori danesi che preferiscono muoversi nei territori poco battuti della sperimentazione e della ricerca, piuttosto che buttarsi nella mischia della musica da hit a tutti i costi.
I live dei Nobody Beats The Beats diventano degli eventi veri e propri. Durante i concerti si alternano sul palco i componenti di una line up esclusiva di DJ, come Tue Track, DJ Noize, Scratch Magic e Steen Rock, accompagnati da una band composta da Rolf (percussioni e chitarra), Laust (chitarra), Bastian (basso), Jenno (campionatore, flauto e sax), Daniel (batteria), Mushinsky (tastiere e talkbox), Scratch Magic e Steen Rock (piatti).