NOFX

NOFX

Rilasciano poche interviste, non fanno video per la televisione, non pubblicano con una major eppure sono una della band più famose del mondo, sicuramente in alto nella classifica dei gruppi con più toppe sugli zaini degli studenti. Gente strana, i NOFX, cresciuti a pane e Misfit e arrivati al successo mescolando punk, ska, politica, hardcore, raggae e idiozia.
La loro storia inizia nel 1983 in un liceo di Berkeley, California, quando Eric Melvin decide di mettere in piedi un complesso punk. Dal giro degli amici pesca prima Mike 'Fat Mike' Burkett al basso, poi Erik Sandin alla batteria.
L'intenzione è di fare un quartetto, ma coi vocalist il gruppo non ha molta fortuna: il primo cantante si dà alla macchi senza aver provato neanche una volta, Dave Allen diventa la voce dei NOFX per qualche mese nel 1986, poco prima di morire in un incidente stradale. Dietro al microfono, per quasi tutta la storia del combo californiano, si piazza Fat Mike.
Ben presto i ragazzi iniziano a orbitare attorno a Los Angeles, e dal 1983 al 1989 sono anni di gavetta, demo, EP e tour sul furgoncino di Mike (a parte una tourneé europea, come rimpiazzo di un altro gruppo americano). I NOFX faticano anche a tenersi un secondo chitarrista: Dave Casillas è il primo a fare sul serio, entra nel 1986 e dura tre anni, rimpiazzato da Steve Kidwiller poco prima dell'uscita del primo LP della band.
Dopo tanta militanza, infatti, finalmente si fa sotto un'etichetta, ed è nientemeno che la Epitaph, calibro pesante del circuito indie-punk. "S&M Airlines" (1989) non è un disco seminale e non vende milioni di copie, ma è fatto di hardcore onesto e scanzonato. Le commistioni di punk, ska e rock'n'roll si fanno sempre più corpose in "Ribbed" (1991), cui segue la ripubblicazione di "Liberal Animation" (1991), uscito praticamente autoprodotto tre anni prima. Sono gli ultimi lavori con Kidwiller a fare da quarto. Come seconda chitarra (e, quando serve, alla tromba) entra Aaron Abeyta, prontamente ribattezzato e El Hefe e ultimo tassello di una formazione che non cambierà più.
Mentre il combo californiano continua a pubblicare dischi e EP sia con Epitaph sia con l'etichetta fondata da Fat Mike, la Fat Wreck Chords, qualcosa si muove nel punk statunitense. Bad Religion, Rancid e soprattutto, a livello commerciale, Offspring e Green Day mettono le basi per un successo che diventerà incontenibile di lì a un paio d'anni.
I NOFX escono con "White Trash, Two Heebs And A Bean" nel 1992, poi azzeccano l'album capolavoro al momento giusto: "Punk in Drublic", anno 1994, piena esplosione Offspring e Green Day. L'hardcore degli inizi è totalmente stravolto da inserti jazz, cantilene clownesce, spunti operistici e ritornelli urlabili e gigioni. Disco d'oro e, soprattutto, consacrazione tra i grandi del punk-core mondiale.
Il resto del decennio il gruppo vive di rendita, girando tutti i continenti (eccetto l'Antartide) in tour e pubblicando dischi solidi e sempre più politicizzati come "Heavy Petting Zoo" (1996), "So Long & Thanks For All The Shoes" (1997) e "Pump Up The Valuum" (2000). Il nuovo millennio inizia con la pubblicazione di una raccolta di vecchio materiale inedito ("45 Or 46 Songs That Weren't Good Enough To Go On Our Other Records", 2002) e prosegue all'insegna della sintonia con un altro complesso leggendario della scena punk-ska, i Rancid.
La BYO Records li coinvolge infatti nel terzo volume delle BYO series, coi NOFX impegnati a suonare sei pezzi dei Rancid mentre questi ricambiano il favore con altrettanti pezzi dei colleghi. "BYO Split Series, vol III" esce nel 2002, e fa da preludio al disco più dichiaratamente politico del combo californiano.
Se il punk degli anni Ottanta, tra le altre cose, è una reazione all'edonismo reaganiano, quello del 2000 prende una posizione contro la politica estera americana della presidenza Bush. Si forma perfino una sorta di movimento, quello dei Punk Voter, la versione borchie e capelli a punta della truppa di artisti contro il politico texano capitanata da Moby. Anche Fat Mike e soci dicono la loro con "The War On Errorism" (2003), un esplicito invito a votare contro Bush alle imminenti elezioni presidenziali.
Quella politica è una delle esternazione più plateali dei NOFX, che nel corso degli anni hanno tenuto un profilo sempre più defilato, rilasciando poche interviste, litigando prima con MTV, poi con tutte le istituzioni della musica mainstreamer, smettendo di produrre video e concentrandosi esclusivamente su dischi e concerti.
Nel marzo del 2006 esce l'EP "Never Trust A Hippy", che saggia il terreno per "Wolf In Wolves' Clothing" (2006), LP che mostra un gruppo in grande spolvero nonostante i vent'anni di carriera sulle spalle. Durante il tour che segue, i NOFX registrano un paio di date a San Francisco, in previsione di un live album in uscita nel 2007.