Norah Jones

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Norah Jones

Immaginatevi Billie Holiday, viva e vegeta nel secondo millennio e in piena forma canora. Ora aggiungete alla sua struggente malinconia la scanzonata sofferenza di Hank Williamse infine metteteci le sembianze di un'attraente pop-princess che su MTV trova il suo habitat naturale. Risultato? Norah Jones, la scoperta più sconvolgente del 2000.
A soli ventidue anni si presenta al mondo con una canzone che urla tutto il suo rimpianto per non essere riuscita a recuperare una storia d'amore finita male. Trascurando il suo look da sirena incantatrice, Norah non punta sulle canzoncine usa-e-getta ma preferisce valorizzare il suo strumento più espressivo: la voce, capace di modulare tonalità intense e sofferte e subito dopo di diventare più morbida del velluto. Traendo spunto dalle malinconiche dive del soul, dai jazzisti più ispirati e dai sofferenti artisti country è riuscita a dare nuovi connotati al pop. Forse era scritto nelle stelle: suo padre è l'indiano Ravi Shankar, il celebre compositore e suonatore di sitar, che negli anni Sessanta conobbe la fama collaborando con i Beatles. Ma Norah viene a sapere l'identità del genitore solo dopo i diciotto anni e anche allora non ne vuole sapere di instaurare alcun tipo di rapporto col padre naturale, che per lei continua a rimanere uno sconosciuto.
Norah Jones nasce il 30 marzo 1979 a New York ma a quattro anni si trasferisce a Grapevine, un piccolo centro della periferia di Dallas. Le sue prime influenze musicali sono gli LP della madre, che ha una predilezione per Billie Holiday, e le vecchie canzoni trasmesse alla radio. A cinque anni entra nel coro della chiesa, a sette incomincia a prendere lezioni di pianoforte, poi si cimenta con il sax contralto. Matura alla Booker T. Washington High School For The Performing and Visual Arts di Dallas (la stessa frequentata dalla cantante soul Erykah Badu e dal trombettista Roy Hargrove).
In concomitanza con il suo sedicesimo compleanno, si esibisce dal vivo per la prima volta durante una serata open mic organizzata da un bar del quartiere. In quell'occasione esegue il grande successo di Billie Holiday "I'l Be Seeing You" ma nella versione di Etta James. Nel 1996, ancora liceale, si aggiudica due Student Music Awards della rivista Down Beat come Migliore Cantante Jazz e per la Migliore Composizione Originale. In quel periodo suona anche con i Laszlo, una band che fa 'rock cupo dalle tinte jazz', come dice la stessa Norah, che dopo il diploma si iscrive all'Università del North Texas, dove si laurea in piano jazz.
Nel 1999 accetta la proposta di un amico di condividere un appartamento al Greenwich Village. Affascinata dalla scena musicale della Grande Mela, Norah non farà più ritorno in Texas: per circa 12 mesi, Norah si esibisce regolarmente con il gruppo funk-fusion dei Wax Poetic, per poi costituire una sua formazione insieme a Jesse Harris, Lee Alexander e Dan Rieser. L'anno seguente il complesso realizza una serie di demo per la leggendaria etichetta jazz Blue Note Records: ai discografici della label basta ascoltare un paio di pezzi e vederla suonare live all'inizio del 2001 per desiderarla nel loro selezionatissimo roster.
Come prima cosa la Jones collabora all'album "Songs From The Analog Playground" del chitarrista Charlie Hunter interpretando "More Than This" dei Roxy Music e "Day Is Done" di Nick Drake.
Nel 2001 Norah inizia a registrare i brani che andranno a comporre il suo album d'esordio, "Come Away With Me", assistita da Craig Street e Arif Mardin, due guru della produzione che hanno lavorato, tra le altre, con Cassandra Wilson e Aretha Franklin. L'album arriva nei negozi nel febbraio 2002, anticipato dal singolo "Don't Know Why", il brano dall'emotività travolgente di cui accennavamo all'inizio...
Il passaparola è istantaneo e il nome Norah Jones arriva sulla bocca di tutti, la sua musica incanta anche i critici più intransigenti: Entertainment Weekly e Rolling Stone la mettono nella lista dei 10 artisti da tenere d'occhio dell'anno, l'anchorman Jay Leno la invita al suo talk show – il più seguito di tutti gli States -, il country-singer Willie Nelson la invita ad aprire i suoi concerti. La stella di Norah brilla sempre più luminosa e nei mesi successivi all'uscita di "Come Away With Me" la sua luce si propaga anche da questa parte dell'Oceano. Oltre che sotto la luce dei riflettori, Norah Jones e la sua musica vengono messe sotto la lente d'ingrandimento degli esperti jazzofili. La presenza della chitarra di Bill Frisell e della batteria di Brian Blade depongono sicuramente a favore di "Come Away With Me", ma la critica specializzata la aspetta al varco sui prossimi lavori.
La consacrazione arriva con il trionfo agli Emmy Awards (8 statuette), 20 milioni di dischi venduti e un tour all'altezza. Le date nella West Coast si allungano fino a portarla fuori dagli Usa: Norah è una cantante mondiale e Blue Note ha finalmente trovato l'artista giusta, capace di unire i mondi inconciliabili di jazz e pop, e di rilanciare il blasone dell'etichetta. E lei diventa talmente popolare da fare la guest star a soli 22 anni: dona la sua voce agli Outkast nell'album "Speakerboxxx/The Love Below" e duetta con Dolly Parton ai Country Music Awards nell'estate 2003. Norah piace a tutti ed è su tutte le riviste: Vanity Fair, noto magazine di moda, la mette in copertina a novembre dello stesso anno.
Nell'aprile 2003 Norah si chiude in studio a New York con Adam Levy e Kevin Breit alla chitarra, Lee Alexander al basso, Andrew Borger alla batteria e Daru Oda nel ruolo di background vocalist; Norah suona il piano, il piano elettrico Wurlitzer e l'organo. Una pausa estiva per una serie di date negli Usa, poi il gruppo torna in studio a registrare i brani, supportato da guest star come Dolly Parton, il batterista Levon Helm, il leggendario fisarmonicista di The Band, Garth Hudson e altri strumentisti di livello indiscusso. La Jones ci mette quell'esperienza in più che ha acquisito e le registrazioni risultano molto naturali; incide pezzi nuovi da lei scritti e 4 cover famosissime come "Be Here To Love Me" di Townes Van Zandt, "The Long Way Home" di Tom Waits, Kathleen Brennan e "Melancholia" di Duke Ellington (con testi riscritti da lei e un nuovo titolo: "Don't Miss You At All").
"Feels Like Home" esce nel 2004 ed ha immediatamente un enorme successo, vende infatti un milione di copie solo nella prima settimana. E' un disco che si differenzia dal mood dolce e tranquillo di "Come Away With Me" soprattutto a causa della massiccia iniezione di country, uno stile riscoperto dall'artista e sapientemente miscelato con funky, bluegrass e pop bassline in stile Johnny Cash. Il primo singolo Sunrise", scritto a quattro mani con Lee Alexander, è una ballata accattivante che conquista subito il pubblico, anche quello italiano, e ribadisce il grande successo di Norah, che il Time inserisce nella classifica delle persone più importanti del 2004.
Nel novembre dello stesso anno, Blue Note Records pubblica un DVD dal titolo "Norah Jones And The Handsome Band: Live In 2004", registrato a Nashville nel corso di due memorabili serate in cui Norah interpreta il meglio del suo repertorio e duetta, tra gli altri, con Dolly Parton in "Creepin' In", un brano di "Feels Like Home" nominato per il Country Music Award.
Il 2006 vede anche il debutto dell'artista nel mondo del cinema, nel primo film in lingua inglese del regista Wong Kar Wai, la commedia romantica "My Blueberry Nights", che esce nel 2007. Norah, nel ruolo di una giovane che attraversa gli Stati Uniti alla ricerca del significato dell'amore, recita a fianco di Jude Law, Rachel Weisz e Natalie Portman. L'impegno cinematografico non l'allontana però dal suo primo amore, la musica. Il terzo album, infatti, vede la luce nello stesso anno: intitolato "Not Too Late", racchiude 13 canzoni inedite, anticipate dal singolo "Thinking About You", e prodotte dal suo partner di sempre, l'autore e bassista Lee Alexander. Un nuovo tassello che si aggiunge ad una carriera sempre più luminosa.