Notorious B.I.G.

Notorious B.I.G.
  • Rap, G-Funk, Hip-Hop, Pop-Rap, Gangsta Rap, Hardcore Rap, East Coast Rap, Club/Dance
  • Un uomo che all'hip hop e al suo lifestyle immolò la vita. Quando si parla di gangsta rap, lotte all'ultima [... altro]

Un uomo che all'hip hop e al suo lifestyle immolò la vita.
Quando si parla di gangsta rap, lotte all'ultima rima (e oltre) fra East Coast e West Coast, gioventù passate nell'abisso della droga e sfolgoranti momenti di inversione di rotta con milioni di dischi venduti, non si può non pensare a Notorious B.I.G., aka Biggie Smalls, aka Frank White, aka Biggie.
Il grande rapper nasce a Brooklyn nel 1972 come Christopher Wallace. Come uno dei personaggi dei film di Spike Lee, trascorre l'infanzia e gioventù in quel quartiere malfamato, presto abbandonando la scuola e dedicandosi allo spaccio di crack. Non manca l'assaggio della galera.
Più tardi, dichiarerà di aver imparato tutto dai venditori di morte del suo circondario, che gli hanno dato una visione di quello che era la vita vera della strada.
Dopo un periodo trascorso a ritrovare la sua anima, Biggie decide di dare una svolta alla sua vita e conclude che è molto meglio essere un rapper piuttosto che un pusher. Incide delle demo su un quattro-tracce di un amico: una delle cassette arriva nelle mani di un certoSean 'Puffy' Combs, che lo mette subito sotto contratto con la sua Bad Boy Records. Il primo sprazzo di gloria arriva con un'apparizione sul remix di “What's The 411?” di Mary J. Blige.
Poi – finalmente – viene pubblicato l'album d'esordio, “Ready To Die”, nel 1994.
Il disco raggiunge in pochissimo tempo vendite di platino e lo fa riconoscere Rapper of the Year ai Billboard Awards di quell'anno. Il singolo “One More Chance”, uscito nel giugno '95, debutta alla #5 della classifica ufficiale americana, diventando – insieme a “Scream” di Michael Jackson – il brano che ha esordito nella posizione più alta di tutti i tempi. Così, l'LP che lo ha generato continua a riscuotere successi su successi, arrivando a vendere 2 milioni di copie. Con un solo lavoro in studio al suo attivo, Notorious B.I.G. è già una delle più importanti figure dell'hip hop, il mix perfetto fra il materialismo commerciale e il realismo della vita di strada, la superstar del ghetto.
Le sue rime sulla vita lussuosa da film con tanto di Jacuzzi e dollaroni sparsi qua e là ammaliano i sognatori dei quartieri bassi che anelano a una vita migliore, mentre i pezzi con immagini dark e inquietanti attraggono i puristi del rap.
In vero senso comunitario come solo gli abitanti di Brooklyn sanno fare, Wallace recluta i vecchi amici Lil' Kim e Lil' Cease per formare i Junior M.A.F.I.A.: l'album che mettono insieme, “Conspiracy” (1995) diventa disco d'oro e spinge i successivi lavori solisti della Kim (all'epoca sua girlfriend) a trasformarsi in dischi di platino.
Ormai B.I.G. è un'istituzione nella scena urban.
Ma con la sua ascesa nel gotha della bling-bling culture, iniziano anche le prime avvisaglie di tempesta: ormai un'icona della East Coast, Biggie ingaggia una faida accesa con il suo alter ego della West Coast, Tupac Shakur, un tempo suo amico, adesso acerrimo rivale.
Di lì a poco, sarà proprio la realtà di guns & rhymes, quella che entrambi decantano sempre e comunque nelle loro hit, ad avere il sopravvento sulle loro vite.
A fine '96, Shakur viene ucciso a colpi di pistola mentre sta uscendo da un match di boxe con Mike Tyson. Dell'omicidio viene incolpato l'allora boss dell'etichetta di 2pac, Suge Knight, ma molti sospettano che sia stato un regolamento di conti operato dalla posse dei nemici Notorious B.I.G. e Puff Daddy (insinuazioni fortemente smentite dai due 'sospetti').
A rafforzare questa ipotesi è l'assassinio dello stesso Wallace, avvenuto sei mesi dopo - nel marzo 1997 - con le stesse modalità, fuori dalla cerimonia di premiazione dei Soul Train Awards a Los Angeles. Del crimine, non viene trovato l'artefice. I media speculano su una possibile vendetta da parte del clan della West Coast.
Lo shock della comunità rap è grande: al suo funerale, pesantemente pubblicizzato, accorrono migliaia di persone desiderose di dare un ultimo saluto al loro idolo, in preda a una tale isteria da saltare sulle auto del corteo e da scagliarsi contro le forze dell'ordine presenti. Dieci membri del pubblico vengono arrestati. In vero gangsta-style.
All'onoranza privata, tenuta qualche giorno prima, partecipano invece esponenti di spicco della scena black e urban di NY, come Queen Latifah, i Public Enemy e Naughty By Nature. Biggie riposa serenamente sul suo ultimo letto, con un doppiopetto bianco e un cappello dello stesso colore.
A sole due settimane di distanza dalla sua tragica morte, viene pubblicato il secondo album, dal profetico titolo “Life After Death…'Til Death Do Us Apart”, terminato poco prima del fatale incidente. L'LP debutta in vetta alla classifica e genera hit come i classici “Hypnotize” e “Mo' Money Mo' Problems” (costuita sul ritornello di “I'm Coming Home” di Diana Ross), diventando il primo disco di hardcore rap a raggiungere lo status di diamante.
Intanto i suoi compagni di scuderia e amici (fra cui anche la moglie Faith Evans), capitanati dall'amico e boss Puffy Combs, producono il tributo “I'll Be Missing You”, basato su un sample di “Every Breath You Take” dei Police. Il 14 maggio, battezzato il Notorious B.I.G. Day, tutte le radio suonano il singolo in contemporanea e poi si chiudono in 30 secondi di silenzio. Gli introiti della canzone – che vende più di 3 milioni di copie – vengono devoluti ai due figli che Biggie ha lasciato dietro di sé.
Due anni dopo, esce un album postumo, “Born Again”, che esordisce alla #1. Il disco presenta ospiti d'eccezione fra cui Lil' Kim, Lil' Cease, Snoop Dogg, Busta Rhymes e Ice Cube, che così rivolgono l'ultimo saluto al grande rapper.
Nel 2002 si torna a sentire parlare di lui quando il Los Angeles Times pubblica la storia di un investigatore privato che afferma di avere le prove che fosse stato proprio Biggie a commissionare l'omicidio di Tupac, scatenando l'indignazione degli amici del defunto e dividendo in due l'America.
Intanto, il suo assassino non è ancora stato trovato, ma la sua musica continua a vivere.