Ocean Colour Scene

Ocean Colour Scene
  • Britpop, British Trad Rock, Alternative Pop/Rock, Alternative/Indie
  • Formatasi a Birmingham alla fine degli anni ottanta, questa band -se vogliamo dar credito alle parole [... altro]

Youve Got it Bad

Formatasi a Birmingham alla fine degli anni ottanta, questa band -se vogliamo dar credito alle parole di Noel Gallagher e Paul Weller- ha saputo conservare la fiamma del vero rock&roll durante tutta la scorsa decade. Nonostante eccellenti capacità tecniche e compositive, gli Ocean Colour Scene hanno dovuto attendere un bel po' prima di riuscire ad affermarsi definitivamente.
Il primo album (“Ocean Colour Scene”, 1992), in particolare, ha alle spalle una storia piuttosto tormentata. I componenti della band (Simon Fowler, voce e chitarra; Damon Minchella, basso; Oscar Harrison, batteria; Steve Cradock, chitarra e piano), infatti, firmato un contratto con la Fontana, entrano in studio per spaccare il mondo, ma invece di registrare cominciano -tra fiumi di birra- a combinarne di tutti i colori, e il prodotto che ne esce è decisamente poco professionale. Per varie volte il risultato viene rifiutato dalla label, che assolda l'uno dopo l'altro ben tre produttori differenti (da Jimmy Miller, che aveva prodotto i Rolling Stones a cavallo tra i sessanta e i settanta, a Hugo Nicolson -Primal Scream- a Tim Palmer), senza che ciò dia luogo a qualche risultato apprezzabile. Quando l'album esce, l'interesse del pubblico per la scena di 'Madchester'e affini è già passato, e per di più il gruppo si ritrova con una realizzazione che non soddisfa né la label, né i componenti della band.
Per tirare avanti il manager (e padre di Steve) mette un'ipoteca sulla propria casa, e ciò mentre gli Ocean Colour Scene decidono di rompere il contratto con l'etichetta, trovandosi così debitori di varie migliaia di sterline. La fortuna cambia quando Paul Weller vede un'esibizione dei nostri musicisti, rimanendo colpito dalla bravura di Steve e decidendo di farlo entrare nel gruppo che lo supporta durante i suoi tour. Nel corso del tempo, Steve riuscirà a introdurre anche Simon Fowler e Damon Minchella, permettendo così alla formazione di sopravvivere economicamente. Un altro colpo di fortuna accade quando per caso Noel Gallagher ascolta un loro demo negli uffici della sua casa discografica, e decide di contattarli per farli suonare come gruppo spalla durante il loro tour del 1994. Di qui in avanti la strada è tutta in discesa, e parecchie etichette fanno a gara per assicurarseli (con la condizione che il nome, la cui reputazione non è certo eccellente, venga cambiato): a spuntarla è la MCA, una delle poche che non pone alcuna condizione.
“Moseley Shoals” esce nel 1996 e -concedendo alla band la possibilità di rifarsi- vende un milione e mezzo di copie trascorrendo in totale un periodo di sei mesi ai vertici delle classifiche d'oltremanica. Parimenti, i suoi singoli (“The Riverboat Song”, “You've Got it Bad” e “The Day We Caught the Train”) raggiungono la top ten facendosi ascoltare su tutte le frequenze, ciò che contribuisce non poco al successo dell'album.
Che le cose si siano finalmente messe bene per gli Ocean Colour Scene viene confermato l'anno successivo dall'affermazione di “Marchin' Already”, che -giocando un brutto scherzo proprio ai benefattori Oasis- scalza il loro “Be Here Now” dalla prima posizione. Ma c'era da aspettarselo, visto l'ingresso di “Hundred Mile City” direttamente al secondo posto dei singoli più venduti e la buona prestazione della compilation “B-Sides: Seasides & Freerides” giusto pochi mesi prima. Nel 1999 esce “One From The Modern”, mentre il 2001 attende la realizzazione di un nuovo album.