Ojos De Brujo

Ojos De Brujo
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Rumba del adios (Video clip)

Il flamenco entra nel ventunesimo secolo.
Con base a Barcellona, gli Ojos De Brujo sono un collettivo di musicisti che si autodefiniscono portabandiera dell'hip-hop flamenkillo, un mix multicolore in cui convivono, oltre ai due generi che ne formano il nome, rumba, ritmi latini e africani e sonorità arabo-asiatiche. Il tutto 'shakerato' con una dose massiccia di elettronica.
A rinfocolare costantemente questo blend cosmopolita ci sono i chitarristi Ramón Giménez e Paco Lomeña, il bassista Javier Martin, i percussionisti Xavi Trulli e Maxwell Wright (quest'ultimo anche MC), il batterista Sergio Ramos, DJ Panko, addetto all'elettronica, e la vocalist Marina "La Canillas" Abad.
Per la maggior parte spagnoli, ma tutti reduci dalle esperienze più disparate ed estreme in giro per il mondo, iniziano a fare musica per le strade e i vicoli della città catalana a metà anni '90: nel 1999, quando non sono ancora una band a tutti gli effetti ma raccolgono membri appartenenti a differenti gruppi, pubblicano, sotto la Edel, l'album "Vengue" (parola che in Calò, il dialetto gitano, indica l'energia che attraversa la vita).
Il disco, accolto trionfalmente dalla critica spagnola, ottiene anche un sorprendente successo di pubblico, gettando le basi definitive per la nascita degli Ojos De Brujo. Dopo un lungo periodo che li vede impegnati a suonare dal vivo, nel 2001 rompono con la Edel e, in vista del loro secondo album, decidono di autoprodursi e autodistribuirsi.
È in questa ottica che nel settembre 2002 esce ''Barí" ('gioia' in Calò), un lavoro in cui il caleidoscopio di suoni e colori che abbracciano i cinque continenti raggiunge un livello ancora maggiore di complessità e ricercatezza sonora. Nonostante la distribuzione 'dal basso', senza il supporto di una casa discografica vera e propria, il disco esce in pratica ovunque, sia in Europa che oltreoceano, e consente al gruppo catalano di esibirsi negli Stati Uniti così come in Italia (partecipano ad Arezzo Wave) e partecipare ad alcuni importanti raduni rock internazionali (tra cui Roskilde).
Dopo circa tre anni passati a suonare ininterrottamente dal vivo, gli Ojos De Brujo tornano in studio, questa volta sotto contratto con la Pias, e a inizio 2006 pubblicano Techarí" ('libertà', parola prese ancora in prestito dal dialetto gitano), ennesimo mirabolante viaggio intorno al mondo sulle sei note.